Omicidio Cerciello Rega, Ergastolo Per I Due Americani Che Uccisero Il Vicebrigadiere.

Omicidio Cerciello Rega, Ergastolo Per I Due Americani Che Uccisero Il Vicebrigadiere.

La corte d’assise di Roma dopo una camera di consiglio durata quasi 13 ore, ha condannato all’ergastolo i due ventenni americani Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth per l’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega

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La corte d’assise di Roma dopo una camera di consiglio durata quasi 13 ore, ha condannato all’ergastolo i due ventenni americani Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth per l’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega e il ferimento del collega Andrea Varriale, commesso nel luglio del 2019. La corte ha disposto un milione di euro a favore delle parti civili e due mesi di isolamento diurno per i condannati.

La moglie, sempre presente a tutte le udienze del processo, udendo le parole dei giudici, è scoppiata in un pianto. Per tutto il tempo ha stretto la foto del marito assassinato e dopo la lettura del dispositivo ha abbracciato il suo avvocato e i familiari del marito.

La notte fra il 25 e il 26 luglio2019, Mario Cerciello Rega venne accoltellato nel quartiere Prati con 11 colpi al torace e il suo collega Andrea Varriale venne ferito. I due carabinieri in abiti borghesi e disarmati, dovevano recuperare lo zaino di Sergio Brugiatelli. I due americani, cercarono di comprare della droga a Trastevere e si rivolsero a Brugiatelli, che fece da intermediario accompagnandoli da un’altra persona, Italo Pompei: quest’ultimo vendette loro una pasticca di Tachipirina spacciandola per una droga pesante. Elder e Hjorth rubarono lo zaino di Brugiatelli e proposero uno scambio per avere indietro i soldi. I due americani avevano organizzato un appuntamento per riavere soldi. All’appuntamento si presentarono i due carabinieri in borghese. L'aggressione è stata immediata, i due californiani, hanno fatto intendere, pensavano che i militari fossero due loschi personaggi mandati dal Brugiatelli. Quando i carabinieri si sono avvicinati gli americani sono saltati addosso. Cerciello Rega è stato colpito ripetutamente all'addome ancor prima che potesse azzardare un disperato tentativo di difendersi. "Fermati, siamo carabinieri, basta!" ha provato a gridare la vittima prima di accasciarsi a terra.

I fatti non sono andati come dovevano, la fortuna non ha aiutato il vicebrigadiere. I due colleghi si sono comportati come di consueto si fa in abiti civili, se si fossero presentati in divisa i due americani sarebbero scappati. Invece niente divise e armi in vista, tutto per non dare nell’occhio. I giovani californiani, una volta dopo l’omicidio, rientrati nel proprio hotel in zona Prati hanno tentato di nascondere l’arma del delitto nel controsoffitto della stanza dell’hotel. Merito delle serrate indagini effettuate da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo Lorenzo D’Aloia, la Procura di Roma chiese e ottenne il giudizio immediato per i due giovani americani.

Secondo l’accusa sostenuta dall’aggiunto Nunzia D’Elia e dal suo sostituto Maria Sabina Calabretta, quella di Elder fu un’aggressione violenta, repentina e immotivata nei confronti di un carabiniere che si era qualificato come tale. L'avvocato legale di parte civile Franco Coppi ha definito: "Una sentenza severa ma corrispondente al delitto atroce che è stato commesso. È una pena adeguata alla gravità del fatto per i due imputati, non hanno dato alcun segno di pentimento". Per gli avvocati difensori, Francesco Petrelli e Renato Borzone, fu invece legittima difesa: Elder e Hjort erano convinti di avere di fronte due malviventi, avvisati da Brugiatelli e venuti a recuperare lo zaino sottratto a qualunque costo.

Federica Isopo 

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