Caporetto Raggi

Per il Movimento 5Stelle si tratta di una disfatta annunciata

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Caporetto Raggi

Per il Movimento 5Stelle si tratta di una disfatta annunciata

A conclusione della tornata elettorale di ieri e degli scrutini delle 2.603 sezioni dislocate nella Capitale, si delinea un ballottaggio tra il candidato del centrodestra Enrico Michetti, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia – Unione di Centro, Lista civica Michetti Sindaco, Rinascimento Sgarbi e Partito Liberale Europeo e quello del centrosinistra Roberto Gualtieri, appoggiato dal Partito Democratico, Lista civica Gualtieri Sindaco, Sinistra Civica Ecologista, Roma Futura, Demos Democrazia Solidale, Europa Verde e Partito Socialista Italiano. Nella sfida per la poltrona di sindaco, il primo può contare sul 30,1% dei consensi, tallonato dall’avversario al di sotto di soli tre punti percentuali. Fuori dai giochi Carlo Calenda (19,8%), vero outsider, che pur tra qualche errore ha condotto da un anno un’ottima campagna elettorale, e la sindaca uscente, Virginia Raggi che chiude la classifica dei “big four” con il 19,1% dei consensi.

Analizzando nel dettaglio le percentuali dei partiti tradizionali, guida la classifica Fratelli d’Italia (17,4%), seguito dal Partito Democratico (16,4%), dal Movimento 5Stelle (11%), dalla Lega Salvini Premier (5,9%) e da Forza Italia – Unione di Centro (3,6%).

Anche nei municipi si profila una sfida tra centrodestra e centrosinistra. Il Movimento 5 Stelle, che solo 5 anni fa governava 14 mini-parlamentini su 15, perdendo poi in poco tempo la maggioranza in ben 3 municipi, è fuori dai giochi. Una batosta senza precedenti per i pentastellati, fatta eccezione per il VI municipio dove Francesca Filipponi, con soli 9 voti di vantaggio, guadagna la possibilità di giocarsi il secondo turno contro il centrosinistra.

Per Virginia Raggi è un disastro sicuramente annunciato. I romani sembrano non aver gradito troppe promesse, non suffragate da dati concreti. Difficile elencare le inadempienze e le mancate risposte alle esigenze dei cittadini: dal problema del traffico, che nelle intenzioni della Raggi voleva essere risolto con la costruzione di teleferiche, mai attuate, e reso ancor più congestionato con la riduzione delle carreggiate per far posto a troppe piste ciclabili, a quello dei rifiuti, nel triste rimpallo delle responsabilità tra Comune e Regione. Dal problema della mobilità, ridotta sotto i livelli di normale decenza tra stazioni della metro chiuse per mesi, bus affollati e in costante ritardo al verde pubblico dove, sempre nelle intenzioni della Sindaca, il lavoro dei giardinieri doveva essere sostituito da greggi di pecore. Non è stata presa poi nessuna misura per fronteggiare l’emergenza cinghiali che, soprattutto nel quadrante Roma – Nord, girano indisturbati tra i cassonetti dei rifiuti, come testimoniano i tanti filmati, inviati in questi anni anche alla nostra redazione.

L’estate romana, istituita da Renato Nicolini nel 1977, che nel tempo era diventata un modello di eccellenza, imitato anche da altre capitali europee, è stata sostituita con uno scialbo cartellone di eventi, non sempre all’altezza di una metropoli. Stesso discorso per il Capodanno dove le esibizioni di grandi artisti sono state sostituite da quelle di anonimi filodrammatici parrocchiali. La desertificazione della cultura ha avuto la sua manifestazione più concreta nella chiusura di tanti teatri, costretti a chiudere i battenti molto prima dell’avvento del Covid.

Come dimenticare poi l’esperimento mal riuscito della spiaggia Tiberis, sotto ponte Marconi, che, nonostante il fallimento della prima stagione è stato ripetuto anche negli anni successivi. D’accordo che “errare è umano ma perseverare è malefico”, citando Sant’Agostino.

Si potrà contestare che qualcosa è stato fatto, abbattendo le ville dei Casamonica e contrastando il potere mafioso in alcune zone della città ma è un ben magro bottino, rispetto alle tante promesse fatte e mai mantenute.

Amministrare è una cosa seria e siamo certi che la sfida per il prossimo primo cittadino sarà sicuramente dura. Ma, francamente, è molto difficile fare peggio di quello fatto finora.

Emanuele Pecoraro

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