CHANGE WE CARE Italia E Croazia Unite Nella Salvagiardia Dell'ambiente

CHANGE WE CARE Italia E Croazia Unite Nella Salvagiardia Dell'ambiente

Nel corso della conferenza finale sono intervenuti esperti internazionali, che hanno dato una vasta panoramica di strategie e misure di adattamento per aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici nella fascia costiera adriatica.

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Il progetto è stato coordinato, dal CNR ISMAR di Venezia e realizzato in collaborazione ISPRA, la Regione Veneto, la Regione Emilia Romagna, l’Ente del Parco Delta del Po Emilia Romagna, la Regione Friuli Venezia Giulia, nonchè l’Istituzione pubblica per il coordinamento e lo sviluppo della contea Spalato-Dalmazia – Rera S.D. (Croazia), l’Ente pubblico per la gestione delle aree naturali protette della contea di Dubrovnik-Neretva (Croazia), l’Ente pubblico Parco naturale del lago di Vransko (Croazia), Facoltà di Geodesia dell'Università di Zagabria (Croazia).

In Italia, le zone analizzate per la realizzazione del progetto, sono state il Delta del Po, il Banco di Mula di Muggia di Grado, mentre in Croazia le attività hanno riguardato le foci del fiume Neretva e Jadro, nonché il parco naturale di Vransko Jezero.

Il progetto è iniziato il primo gennaio del 2019 e terminerà il 31 dicembre del 2021, con il fine di analizzare i rischi nelle aree costiere e di transizione. Lo studio è stato attento e scrupoloso e gli esperti si sono prefissati come obiettivo, quello di chiarire le conseguenze dell’impatto dei cambiamenti climatici su regimi idrici, intrusione salina, turismo, biodiversità ed ecosistemi agricoli.

La partecipazione di esperti internazionali tra cui quella di Toni Domènech Montana (Reserva de la Biosfera de le Terrestra de l'Ebre) ha permesso di esaminare anche altre realtà nel panorama del Mediterraneo soggette all’impatto dei cambiamenti climatici, come appunto quella della Riserva Naturale dell’Ebro in cui è stato esaminato un territorio di circa 71697 ettari di zone protette, in un mosaico di quattro aree con paesaggi ed ecosistemi diversi e una notevole biodiversità; ed il risultato di tutta una serie di monitoraggi ha portato alla considerazione che la perdita di biodiversità e l' impatto socio-economico sul territorio stesso sono due delle conseguenze fondamentali attribuibili al cambiamento climatico.

Anche nell'intervento di Paola Marinovic si evidenzia il problema delle risorse ittiche e, questa volta, in una delle aree prese in considerazione per lo sviluppo del progetto CHANGE WE CARE, ossia nel delta del Neretva, dove la perdita dei molluschi avrebbe una rilevanza importante anche sul turismo.

L'evento si è tenuto in lingua inglese, con servizio di traduzione simultanea in Italiano e Croato e on line, proprio per dare la possibilità a tutti di essere parte attiva del progetto stesso. Vi hanno preso parte giornalisti di molteplici testate italiane e croate, che hanno interagito con i relatori del progetto, al fine di chiarire ulteriormente quanto testato e studiato.

Questo studio attento e dettagliato, inoltre, ha come fine ultimo quello di identificare possibili misure per mitigare gli effetti del cambiamento climatico ed aumentare la resilienza delle aree costiere. Queste sono principalmente legate allo sviluppo di una agricoltura biologica e la coltivazione di colture locali climatico-resistenti; all’incremento della pesca sostenibile; alla realizzazione di un numero maggiore di aree verdi per diminuire il processo di impermeabilizzazione del terreno; al miglioramento della gestione e della tutela degli habitat e delle specie e, infine, ma non in ultima istanza, al miglioramento della gestione della risorsa idrica, garantendo la corretta circolazione dell’acqua, attraverso il controllo e la diminuzione del rischio idrologico.

Il Programma Italia-Croazia, appunto, intende perseguire l’obiettivo generale di aumentare la prosperità ed il potenziale di crescita blu dell’area, che comprende 25 Province italiane e 8 contee croate: un bacino che, grazie al mare Adriatico, costituisce una risorsa economica e ambientale di grande rilievo ed un'importanza storica non indifferente!

Cristiano Di Giorgio

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