Cannabis Ed E-commerce: Un Giro D’affari Dalle Prospettive Fiorenti

Cannabis Ed E-commerce: Un Giro D’affari Dalle Prospettive Fiorenti

A dare il boost al mercato della cannabis light in Italia ci hanno pensato le restrizioni risalenti alla primissima fase dell’emergenza sanitaria, che hanno permesso a tantissimi e-commerce di vivere una vera e propria svolta

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Da quasi cinque anni - per la precisione dal gennaio 2017 - la cannabis light o depotenziata ha fatto il suo ingresso sullo scenario economico italiano. Con la legge 242/2016, infatti, è diventata legale la cannabis caratterizzata da un basso contenuto di THC, pari per la precisione allo 0,2% massimo (0,6 se si considera il fatto che il legislatore, per venire incontro ai coltivatori, ha introdotto una soglia di tolleranza).

Un mercato dalle straordinarie potenzialità

Il mercato della cannabis light è interessato da una continua crescita. Per rendersene conto, basta rammentare che, dal 2019 al 2020, è passato, per quanto riguarda l’Italia, da un giro d’affari di 150 milioni di euro a un fatturato di 200 milioni. Le potenzialità sono straordinarie: si parla infatti, per i prossimi anni, di un mercato di 400/500 milioni di euro.

I numeri in crescita tra e-commerce e negozi all’ingrosso

A dare il boost al mercato della cannabis light in Italia ci hanno pensato le restrizioni risalenti alla primissima fase dell’emergenza sanitaria, che hanno permesso a tantissimi e-commerce di vivere una vera e propria svolta per quanto riguarda il fatturato. Tra gli articoli più richiesti da allora troviamo l’olio di CBD, molto utile per rilassarsi e contrastare l’insonnia.

Il quadro appena descritto ha portato, di riflesso, alla crescita del numero di negozi all’ingrosso, soprattutto online. Queste realtà propongono prodotti di diversi brand, tutti selezionati mettendo in primo piano il massimo livello di qualità.

Il target dei coltivatori casalinghi

Guardare al mercato della cannabis light in Italia significa, per forza di cose, prendere in considerazione il target, uno zoccolo sempre più duro, dei coltivatori casalinghi. Il numero degli acquirenti interessati a questa attività è aumentato anche grazie a recenti modifiche normative, come per esempio il testo base sulla cannabis adottato lo scorso mese di settembre in Commissione Giustizia, che ha previsto il fatto l’assenza di reato in caso di coltivazione di un numero massimo di piante pari a quattro.

Entrando nel vivo della segmentazione di questo mercato, è il caso di ricordare il suo essere estremamente ricco. C’ è chi, per esempio, compra grow room anche molto elaborate e chi, invece, acquista semi di cannabis autofiorenti, soluzione vantaggiosa per i principianti in virtù della loro semplicità di gestione.

Il mondo pet

Una menzione a parte va dedicata al mondo pet, che ha un rapporto sempre più forte con la cannabis light. A seguito dei risultati ottenuti dalla dottoressa Elena Battaglia, veterinaria ligure che gira l’Italia da tempo tenendo convegni, si parla sempre di più degli effetti del CBD su cani e gatti. Tra i benefici in questione, rientra l’efficacia antinfiammatoria. Da non dimenticare sono anche le proprietà anti psicotiche.

Considerando che, nel nostro Paese, il giro d’affari che ruota attorno alla cura degli animali domestici vale più di 2 miliardi di euro e non è stato interessato da battute d’arresto neppure nel periodo più ostico dell’emergenza sanitaria, non è il caso di sorprendersi dell’interesse nei confronti dei prodotti al CBD per cani e gatti.

Da somministrare ai propri amici animali solo previa richiesta di consigli al veterinario - a seconda della specie e della stazza, può rivelarsi più efficace un determinato dosaggio piuttosto che un altro, per non parlare della presenza, nel prodotto, di eventuali altri ingredienti oltre al CBD - sono venduti da tantissimi e-commerce.

Le prospettive per il futuro

Come già detto, le prospettive per il settore della cannabis light sono a dir poco rosee. Nonostante le difficoltà normative - la legge 242/2016 necessita di diverse migliorie - gli imprenditori hanno fatto di tutto, in pochi anni, per innovare. A portare i numeri ancora di più verso l’alto potrebbe pensarci anche la sostenibilità della materia prima. La cannabis, dati scientifici alla mano, è una risorsa utilizzabile in numerosi contesti che, addirittura, potrebbe rivelarsi decisiva per il raggiungimento di quasi tutti gli obiettivi - 15 su 17 per la precisione - dell’Agenda 2030.

Marco Dal Puppo 

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