Si Sono Svolti Oggi I Funerali Di Andrea Mazzetti

Si Sono Svolti Oggi I Funerali Di Andrea Mazzetti

Il giovane precipitò sabato scorso in un dirupo sull'altopiano di Asiago

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Si sono svolti oggi i funerali di Andrea Mazzetti il giovane imprenditore deceduto sabato scorso sull'altopiano di Asiago, mentre faceva un'escursione con la fidanzata Sara Bragante.

È accaduto tutto in pochissimi minuti, il cellulare vola giù da un dirupo, Andrea cerca di recuperarlo e precipita per 80 metri.

Una caduta fatale. È questo alla fine quello che è successo.

Situazioni, eventi che purtroppo accadono troppo spesso per inesperienza o per distrazione, sui social è partita una caccia alle streghe, una gara per puntare il dito sulla fidanzata, rea prima di essere lei la proprietaria del cellulare, poi appurato il malinteso, di non aver esortato il fidanzato a desistere nelle operazioni di recupero. Andrea in quel telefono non aveva solo il ricordo di quell'uscita, o delle vacanze appena trascorse a Santorini e nemmeno solo qualche video simpatico a cui poteva essere legato, aveva tutta la sua vita lavorativa, come succede sempre più spesso a tutti noi: documenti, mail, contatti telefonici, quel micro "ufficio" virtuale che ci permette sempre, anche a distanza di km, di tenere sotto controllo tutto.

Immagino l'angoscia di quei momenti, lì per lì non pensi che le mail le puoi recuperare dal pc, i contatti da altre fonti ed i documenti facendo una scansione, in quel momento ti assale un misto tra panico e smarrimento ed è l'istinto a prendere il sopravvento.

Ma sembra che nessuno abbia fatto questa considerazione, appena battuta la notizia, i social sono esplosi nell'attaccare il giovane e la sua fidanzata, un'ondata di odio nel cercare una becera ironia, nel paventare moralismi, senza la minima empatia, senza provare a guardare il tutto da una prospettiva diversa; si è attaccato quello che ormai è diventato una consuetudine per tutto il Mondo :il selfie.

Certo I titoli battuti da subito hanno alimentato la polemica riducendo la tragedia ad una mancanza di attenzione per colpa di quello scatto autopodotto che tanto ci piace, si, proprio quello che andiamo cercando con tanto di tecniche, luci e filtri per acchiappare il maggior numero di Like, quello che almeno una volta tutti abbiamo postato e che ci illude di essere quello perfetto che ci fa sembrare speciali.

Che male c'è direte voi?

Nulla in realtà, ma quando accadono queste cose diventa un'azione riprovevole da condannare, poco importa tutto il resto, le statistiche parlano chiaro dall'inizio dell'anno più di 400 persone hanno perso la vita nell'intento di creare stupore, uno stupore pronto però all'occorrenza a trasformarsi in cattiveria.

E allora dove sta l'equilibrio, cosa distingue gli esseri umani che si immortalano davanti ad un piatto di gamberetti, rispetto a chi lo fa sfidando spesso le leggi della fisica, cosa è buono e giusto, cosa non lo è? E se il gamberetto ci andasse di traverso soffocandoci e portandoci al decesso?

Il discorso è lungo e complesso, abbraccia diverse condizioni del genere umano compreso il famoso "finché non capita a me, non mi tocca", ma dietro una tastiera torniamo tutti ad essere giudici di ciò che ci sembra lontano senza approfondire, senza capire fino in fondo senza provare solidarietà.

Sara era lì e credo fermamente che se avesse solo sospettato quello che stava per capitare avrebbe preso il telefono dalle mani di Andrea e lo avrebbe frantumato in mille pezzi, oppure quel giorno un temporale avrebbe annullato l'uscita, o, verosimilmente quel piatto di gamberetti avrebbe potuto sfociare in un'indigestione così potente da non poter uscire di casa.

Una tragedia è vero, ma non sappiamo se si sarebbe potuta evitare, sappiamo solo che ora esiste un gran dolore, un gran vuoto e tanta devastazione.

Un po' di silenzio e umiltà ci renderebbe tutti più umani.

Laura Tarani

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