Caso Saman, Trovati Dei Resti Umani

Secondo le ipotesi, la giovane pakistana era stata uccisa. Colpevole di non aver ubbidito al volere paterno. Adesso, lo zio indagato, Danish Hasnain, arrestato a Parigi, lo scorso 22 settembre, ha dichiarato il luogo dove era stata sepolta.

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Tutti ricordiamo il caso di Saman, una ragazza pakistana, scomparsa 19 mesi fa a Novellara. Un fatto di cronaca che ha colpito l’opinione pubblica. Saman si era ribellata al volere della famiglia. In cui la stava obbligando a sposare un uomo contro la sua volontà. Mentre lei amava un altro. Sogni infranti di una giovane ragazza. Saman molti mesi fa spariva nel nulla. Secondo le ipotesi, la giovane pakistana era stata uccisa. Colpevole di non aver ubbidito al volere paterno. Adesso, lo zio indagato, Danish Hasnain, arrestato a Parigi, lo scorso 22 settembre, ha dichiarato il luogo dove era stata sepolta.

Gli inquirenti si sono subito attivati. Nel luogo menzionato dallo zio, sono stati trovati resti umani. I resti sono in stato di decomposizione, sono stati trovati all’interno di un rudere, poco distante dai fabbricati dell’azienda agricola ‘’ Le Valli’’, dove la famiglia Abbas lavorava e abitava.

Adesso si attende la conferma dall’analisi del Dna. Il procuratore di Reggio Emilia, Gaetano Paci, ha dichiarato a Repubblica: “davvero molto probabile che si tratti della ragazza”. Mentre secondo la testimonianza del fratellino della ragazza, aveva puntato il dito, nei confronti dello zio, e i cugini Ikram Ijiaz e Nomanulhaq Nomanulhaq, anche loro arrestati. Il portavoce della comunità pachistana di Novellara ha dichiarato alla Stampa:

"Continuiamo a condannare questo gesto criminale figlio di una mentalità retrograda. Vogliamo l'estradizione del padre per fare giustizia. E se il corpo dovesse essere quello di Saman, speriamo di poterle dare una degna sepoltura". Hasnain Abbas Bhatti, 25 anni’’. Aggiunge: "Per noi il mandante dell'omicidio è il padre Shabbar in quanto capofamiglia, con l'appoggio degli altri familiari - continua - ma non dimentichiamo anche il ruolo fondamentale della madre Nazia in questa macabra vicenda. La famiglia di Saman era chiusa, non frequentava i nostri centri culturali islamici. Shabbar poi aveva il vizio dell'alcool e per questo non era ben accetto per la nostra religione. Matrimoni combinati? Sono frequenti nella nostra comunità, ma si concretizzano solo quando i due sposi sono consenzienti. Qui stiamo parlando di nozze forzate". Conclude: "Preghiamo spesso per Saman e stiamo facendo numerosi incontri per far capire il ruolo fondamentale della donna nell'Islam. Speriamo che si luce su questo caso.

Corsini Alessandro


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