Alessandro Messina: La Bellezza Ormai è Un Clone

Alessandro Messina: La Bellezza Ormai è Un Clone

La ricerca della bellezza perfetta e a tutti i costi che significato può avere? E' sintomo di un disagio? Lo abbiamo chiesto ad alcuni professionisti

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I social media ci stanno portando sempre più all’omologazione fisica e di conseguenza all'insoddisfazione. Trucchi esagerati, corpi rimpolpati, ormai a definire sempre di più la bellezza ci pensano i filtri.

Che impatto ha tutto questo nella società?

Lo abbiamo chiesto al noto hair stylist Alessandro Messina, che da oltre due anni ha scelto un parallelismo artistico, scegliendo di spostare la sua creatività anche nel mondo poetico della scrittura, perché come sostiene l'artista, scrivendo si ha un quadro chiaro su chi siamo realmente, su chi vogliamo essere e dove vogliamo andare.

Scrivere può essere terapeutico?

Alessandro Messina dopo 25 anni di professione si è posto molteplici interrogativi: quando una donna decide di cambiare look? Quando invece la ricerca del look perfetto diventa un'ossessione? Perché molti uomini e donne utilizzano a livello ossessivo-compulsivo la medicina e chirurgia estetica?

Quando tutto questo può diventare una patologia?

Alessandro Messina ci parla della sua esperienza personale, un nuovo taglio di capelli, un colore diverso, possono aiutare una donna a sentirsi meglio, soprattutto se sta attraversando un periodo difficile? La risposta è sì!

Come lo stesso Messina dichiara: “Oggi più che raccontarvi di quale sarà la nuova tendenza colore, sposterei l'attenzione dentro di noi, così da poter essere più belli anche fuori e avere un ritorno veritiero dal mondo che ci circonda.

Ho sempre sostenuto che il dialogo deve essere interiore, ascoltiamoci di più. Ho imparato da grandi maestri che l'ascolto è la base di tutto. Sicuramente Il giudizio degli altri può deviarci nel superamento degli ostacoli o nel raggiungimento dei nostri obiettivi. Può succedere anche che io non riesca a soddisfare il desiderio del cliente, ma è solo attraverso l'ascolto anche non verbale, che il dialogo profondo può manifestarsi. La bellezza non è un solo dettaglio ma è fatto di tutta la nostra essenza.”

Se si è intervenuti sul volto chirurgicamente potremmo avere difficoltà comunicative e relazionali?

Alessandro Messina ci spiega che dagli studi fatti da medici esperti del settore la percentuale di risposta positiva è assolutamente alta.

Bisogna osservare bene i messaggi non verbali, quelli provenienti dal nostro corpo, dal tono della voce per capire meglio il desiderio del cliente, se il volto e tirato o totalmente trasformato potremmo illuderci che il sorriso o qualunque altra espressione siano espressione di un sentimento veritiero?

Alessandro Messina si è avvalso della consulenza specialistica di due esperte del settore: la Dottoressa Vanessa Patrizi medico estetico e la Dottoressa Francesca Fulceri, psicologa, psicoterapeuta, esperta in sessuologia clinica.

Quando la bellezza diventa patologica? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Francesca Fulceri

La bellezza salverà il mondo scriveva Dostoevskij, si vero ma di quale bellezza parlava? Non solo di quella esteriore ovviamente, ma di una percezione di armonia intrinseca e estrinseca con la natura, che produce negli occhi di chi guarda un senso di attrazione, di piacere di affezione. Oggi sembra invece prevalere un concetto di bellezza focalizzata più sull’esteriorità, che richiama una giovinezza ostentata, immutabile, fatta di forme ideali, pose plastiche, conformate ad un concetto di perfezione, senza tempo e senza emozioni, veicolate soprattutto da tutti i mezzi di comunicazione.

Ecco che la ricerca di questa bellezza voluta, a tutti i costi può diventare patologica, ossia testimonianza di una sofferenza psichica sottostante, spesso non percepita, che può portare ad un continuo rimodellamento del “sé esteriore” con l’illusione di guarire “il sé interiore”. Questa ricerca continua di bellezza esteriore è alimentata dalla difficoltà di tollerare la frustrazione del “non piacere a tutti” e dal bisogno di piacere a tutti, costi quel che costi”.

Se si è intervenuti sul volto chirurgicamente potremmo avere difficoltà comunicative e relazionali? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Francesca Fulceri

La chirurgia estetica porta ad una vasta gamma di modificazioni sul soma che vanno da interventi minimi quasi impercettibili ad interventi estremamente impattanti e irreversibili. E’ vero che le emozioni che ci attraversano nel corso della vita, ci lasciano segni sulla pelle che raccontano di noi, dei nostri dolori e delle nostre gioie insomma ci smascherano!

Ma quanto in questa società siamo disposti a raccontare attraverso un solco sulla fronte, un disappunto di un sopracciglio alzato, un senso di amarezza sulla bocca con gli angoli verso il basso o una sensazione di entusiasmo negli occhi che si spalancano? L’utilizzo esagerato della chirurgia che cancella questi tratti immobilizzando o riempiendo smisuratamente può portare ad un appiattimento di tutti questi segnali facciali che sono alla base delle regolazioni delle interazioni sociali.

Ho cosi paura di non essere accettato per quello che sono al punto di arrivare a nascondere i segnali che mi raccontano diventando illeggibile agli occhi dell’altro impedendo la comunicazione non verbale fondamentale nelle relazioni umane.

Quando rivolgersi al medico estetico? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Vanessa Patrizi

Negli ultimi anni sempre più persone si affidano alla medicina estetica per migliorare la percezione che hanno di sé. La medicina estetica aiuta a ritrovare un benessere fisico e mentale prevenendo, curando ed eliminando inestetismi e difetti fisici.

La decisione di ricorrere alla medicina estetica è strettamente personale. Non esiste un’età in cui è necessario ricorrere ai trattamenti. Tutto sta nella percezione che si ha di sé.

Quando ci si guarda allo specchio e ci si sente a disagio, o quando si iniziano a notare inestetismi e imperfezioni che minano la propria autostima, la medicina estetica aiuta a migliorare il benessere fisico e psicologico.

Il medico estetico è in grado di comprendere il disagio psicologico del paziente? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Vanessa Patrizi.

Nella società di oggi è sempre più forte la necessità di sentirsi “bene con sé stessi” ed alla medicina estetica viene richiesto sempre più di intervenire per migliorare l’aspetto fisico, l’equilibrio e l’armonia complessiva per una ricerca di sicurezza personale.

Talvolta però le motivazioni che spingono una persona a ricorrere alla chirurgia e alla medicina estetica, scaturiscono dal desiderio di raggiungimento di un modello estetico che punta alla perfezione.

Diversi studi hanno dimostrato che gli interventi di chirurgia e medicina estetica in soggetti con disturbi psicologici possono alterare notevolmente il già precario equilibrio psichico della persona.

Il ruolo del medico dovrebbe essere quello di comprendere le reali esigenze ed aspettative del paziente per evitare di incorrere in problematiche di insoddisfazione o richieste sempre più elevate in termini di risultato.

Purtroppo, non tutti i medici estetici hanno la sensibilità, la competenza e il desiderio di interpretare eventuali disagi psicologici del paziente.

In un mondo pieno di disinformazione e pregiudizi, il medico estetico deve aiutare il paziente a riconoscere le reali necessità, a conquistare la consapevolezza necessaria ad operare scelte che valorizzino la nostra bellezza e preservino la nostra salute.

IG Alessandro Messina: https://instagram.com/alexsandermes

Photo credits portrait Alessandro Messina: Azzurra Primavera

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