Emergenza Mai Finita: Un'altra Aggressione Tra Le Mura Domestiche

Emergenza Mai Finita: Un'altra Aggressione Tra Le Mura Domestiche

Il terribile caso di Como e il persistente flagello delle violenze domestiche

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L'emergenza che riguarda la violenza sulle donne, che sempre più spesso vediamo consumarsi fra le mura domestiche, continua a gettare ombre sempre più scure sulla nostra società. L’ennesimo, tragico caso di quest’anno risale alla notte fra il dodici e tredici ottobre a Como quando, in via Nino Bixio,  Michael Patellaro, un giovane di 25 anni, ha brutalmente aggredito la sua fidanzata di 21 anni. Questo tragico evento evidenzia il persistere di un problema diffuso come la violenza di genere, spesso celato dietro le porte di casa. Attorno alle 22:30, Michael Patellaro ha aggredito la sua fidanzata di 21 anni, con la quale conviveva da circa un mese. La giovane è stata colpita ripetutamente con numerosi fendenti inferti con un coltello da cucina, che le hanno causato gravi ferite, tra le quali un profondo taglio alla gola.

L’ aggressione è stata particolarmente violenta, tanto da spingere il colpevole a contattare i soccorsi, dando l’allarme sulle condizioni critiche della fidanzata e, contestualmente, confessare il crimine commesso. Arrivati sul posto, i soccorritori del 118 hanno trovato la giovane riversa sul letto in una pozza di sangue. La vittima presentava numerose ferite da taglio sul torace, ma ciò che preoccupava di più era la gravità del taglio alla gola. Ora la ragazza è ricoverata in terapia intensiva presso l'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia ed è ancora in prognosi riservata. Secondo quanto rilevato dalla polizia, l'aggressione sarebbe avvenuta dopo una lite particolarmente accesa. Subito dopo l'aggressione, Patellaro ha tentato la fuga, portando con sé denaro e carte di credito, compresi quelli della ragazza e portandosi in direzione della stazione ferroviaria di Como, che dista solo poche centinaia di metri dalla loro abitazione. Poco dopo, il giovane avrebbe cambiato idea e deciso di tornare a casa, chiamando successivamente i soccorsi. Lo hanno trovato gli agenti di polizia sul pianerottolo della sua abitazione dove, in preda al panico, chiedeva aiuto.

Questo terribile episodio purtroppo non è un caso isolato; come ormai è noto, le violenze si consumano sempre più nell’ambiente familiare o fra gli affetti più stretti. Questi casi di cronaca rappresentano un problema cronico che colpisce le donne sempre più spesso; un dettaglio che desta una crescente preoccupazione. E’ proprio il fatto che queste violenze si consumano in contesti che dovrebbero essere sicuri che le rende spesso irrilevabili e, di consuguenza, diventa sempre più difficile intervenire repentinamente. 

Ancora ci si chiede il perchè dell’efferatezza di questi crimini, senza riuscire a darsi delle risposte. Questo tipo di violenza è alimentata da molteplici fattori, tra cui la disuguaglianza di genere, problemi psicologici, economici e dipendenze che alterano la percezione del mondo e dell’altro, dove spesso gli autori degli abusi mostrano atteggiamenti minacciosi e attuano violenze psicologiche che impediscono alle vittime di denunciare tali comportamenti. Inoltre, la paura e il silenzio sono spesso i componenti fondamentali di queste situazioni e fanno sì che molte vittime non si sentano in grado di chiedere aiuto.

Il caso di Michael Patellaro a Como è solo l'ultimo esempio di un problema che persiste nel tempo.La violenza domestica è un fenomeno complesso e radicato che richiede un'intervento da diversi punti di vista, per essere affrontato in modo efficace. Le istituzioni e la società devono lavorare insieme per sensibilizzare, prevenire e proteggere le vittime di queste violenze, affinché storie come quella di Como diventino sempre più rare.Soltanto attraverso l'educazione, il sostegno e l'attuazione di politiche adeguate possiamo sperare di mettere fine a questa emergenza mai finita delle violenze all'interno di contesti che dovrebbero essere sicuri.

Benedetta Zibordi 

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