Olocausto O Shoah: Due Definizioni Di Un Oscuro Capitolo Umano

Olocausto O Shoah: Due Definizioni Di Un Oscuro Capitolo Umano

Il 27 Gennaio ricorre la Giornata della Memoria, data simbolo istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per ricordare le vittime dell'orrore nazista durante la Seconda Guerra Mondiale

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Olocausto, una sola parola per descrive il genocidio sistematico perpetrato dal regime nazista di Adolf Hitler, contro gli ebrei e altri gruppi di persone considerate "indesiderabili" tra il 1941 e il 1945.

Un orrore che ha portato alla morte di milioni di innocenti, tra cui sei milioni di ebrei europei che furono perseguitati, imprigionati e deportati nei campi di concentramento, esseri umani sterminati nei campi nazisti di Aushwitz, Treblinka, Sobibòr, Belzec, Leopoli e altri.

Oltre agli ebrei il regime nazista ha perseguitato e ucciso milioni di individui, considerati secondo l’ideologia razziale come difettati, non idonei alla vita e dunque non “mescolabili” tra le genti, non integrabili, senza diritti, tra questi: disabili, omosessuali, rom, sinti, testimoni di Geova e dissidenti politici.

Numerose le atrocità e le date, che hanno segnato profondi strappi lungo le linee del tempo, come la Kristallnacht (La Notte dei Cristalli) nel 1938, in cui un’ondata di pogrom antisemiti condotta dai nazisti in Germania e in Austria, segnò l'inizio della violenta e sanguinosa persecuzione contro la minoranza etnica e religiosa, numerosi gli ebrei arrestati e le sinagoghe bruciate, imprese e case saccheggiate, scuole, orfanotrofi e luoghi di aggregazione ebraici assaltati e demoliti.

Durante la conferenza di Wannsee del 1942, i leader nazisti pianificarono la cosiddetta “Soluzione Finale della Questione Ebraica”, discutendo dei dettagli logistici e organizzativi sull’eliminazione degli ebrei, inclusi i metodi di trasporto, la gestione dei beni confiscati e l'impiego delle risorse necessarie per l'attuazione del genocidio. La conferenza segnò un passaggio cruciale nella storia dell'Olocausto, poiché rappresentò il momento in cui la decisione di sterminare gli ebrei europei fu formalizzata e pianificata dall'apparato statale nazista.

Tra i più noti campi, il complesso concentrazionario di Auschwitz è diventato simbolo dell'orrore dell'Olocausto, a causa dei milioni di persone assassinate nelle camere a gas, oltre ai morti per fame, malattie, stanchezza.

La data del 27 gennaio è stata scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, come giornata internazionale in memoria delle vittime della Shoah, perché lo stesso giorno del 1945 durante la Seconda Guerra Mondiale, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, abbatterono i cancelli di Auschwitz e liberarono i prigionieri.

I soldati sovietici che arrivarono al campo quel 27 gennaio trovarono 370.000 abiti da uomo, 837.000 abiti da donna, 44.000 paia di scarpe e 7,7 tonnellate di capelli umani, che secondo alcuni calcoli fatti all'epoca, sarebbero appartenuti a circa 140.000 persone.

La commemorazione dell’Olocausto non è solo un atto di ricordo, ma anche un monito contro l'indifferenza e la violenza, un richiamo alla responsabilità, sia individuale che collettiva nel combattere l'odio e, difendere i valori di uguaglianza, tolleranza, rispetto di tutti.

La Giornata della Memoria ci ricorda che la storia non deve essere dimenticata, che è nostro dovere assicurarci che le atroci barbarie del passato non si ripetano.

Una ricorrenza simbolo per onorare le vittime, per riflettere sulle lezioni apprese dalla storia, per impegnarsi senza retorica, a costruire un mondo migliore, dove la dignità e i diritti umani siano sempre garantiti.

La Shoah rimane uno dei capitoli più bui della storia e, sottolinea l’ascendente che la memoria può avere in qualità di strumento pedagogico al servizio della società, contro l’odio, l’antisemitismo, il razzismo e ogni forma di discriminazione.

Salomè da Silva

 

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