Roma Pride 2026: La Repubblica È Di Chi La Abita

Roma Pride 2026: La Repubblica È Di Chi La Abita

Forte valenza politica per l’edizione 2026 che porta al centro diritti, inclusione e partecipazione civile.

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Si è tenuta presso il The Social Hub di Roma, la conferenza stampa ufficiale del Roma Pride 2026, appuntamento che ha dato il via al calendario della manifestazione dedicata ai diritti, all’inclusione e alla libertà. Nel corso dell’incontro sono stati presentati il documento politico, il manifesto della rassegna e il percorso della Grande Parata, che attraverserà le strade della Capitale il prossimo 20 giugno. 

L’edizione 2026 del Roma Pride si presenta come una delle più ricche e partecipate degli ultimi anni, con un programma che intreccia spettacolo, cultura, attivismo e confronto politico. Lo slogan scelto per quest’anno, “La Repubblica è di chi la abita”, vuole ribadire il valore della partecipazione collettiva e la necessità di difendere ogni giorno i diritti civili e sociali. 

Tra i momenti centrali del programma torna la Pride Croisette, che celebra la sua decima edizione. Dal 28 maggio al 20 giugno, le Terme di Caracalla ospiteranno una lunga rassegna di eventi all’interno della storica manifestazione Jazz & Image: concerti, talk, incontri pubblici, performance artistiche e momenti di riflessione animeranno uno dei luoghi più suggestivi della città. 

Ad inaugurare ufficialmente il calendario sarà Margherita Vicario, protagonista di uno speciale live event previsto il 28 maggio in occasione del Gran Galà di apertura. Un appuntamento simbolico che darà il via a quasi un mese di iniziative dedicate alla comunità LGBTQIA+ e ai temi dell’inclusione. 

La Pride Croisette 2026, diretta artisticamente da Daniele Palano, vedrà alternarsi sul palco alcune delle personalità più amate del panorama culturale e televisivo italiano. Tra gli ospiti annunciati figurano BigMama, Federica Cacciola, Fabio Canino, Serena Bortone, Marco Bianchi, Pierluca Mariti, Chiara Galeazzi, Antonino, Pino Strabioli, Le Karma B, Alessio Marzilli, Marcello Cesena, Simona Garbarino, Lorenzo Cantarini, Giulia Ottonello e Laura Pirrigheddu, insieme a performer, musicisti, attivisti e collettivi provenienti da tutta Italia. 

Ampio spazio sarà dedicato anche al dibattito politico e sociale. I talk e gli incontri pubblici ospiteranno protagonisti della scena politica nazionale come Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Riccardo Magi e Maurizio Landini, chiamati a confrontarsi sui temi dei diritti civili, del lavoro, dell’inclusione, della libertà e del ruolo della politica nella costruzione di una società più equa, accessibile e democratica. 

Il programma includerà anche momenti di approfondimento culturale e testimonianze di grande valore umano. Tra questi, l’omaggio a Ornella Vanoni previsto per il 13 giugno insieme alla nipote Camilla Ardenzi, e l’incontro del 16 giugno con Shadi Amin, rifugiata iraniana impegnata nell’aiutare le persone LGBT a fuggire dall’Iran e a trovare protezione e sostegno. 

Grande attesa anche per il concerto evento del 19 giugno all’Atlantico Live, una delle serate più attese dell’intera manifestazione. Sul palco saliranno Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario, ambassadors ufficiali del Roma Pride 2026, accompagnate da Malika Ayane, Sarah Toscano e Alexia. Un evento che unirà generazioni e linguaggi artistici differenti in una grande celebrazione collettiva dedicata alla libertà, all’alleanza e alla condivisione. 

Il giorno successivo, il 20 giugno, centinaia di migliaia di persone attraverseranno le strade di Roma per la Grande Parata conclusiva, momento simbolico e politico che ogni anno trasforma la Capitale in uno spazio aperto di partecipazione, visibilità e rivendicazione dei diritti.

“I diritti non sono mai conquistati per sempre, è necessaria una mobilitazione comune”, ha dichiarato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride 2026 e presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”.
“Un appuntamento che da dieci anni resiste, cresce e accoglie, mettendo al centro condivisione, cultura e orgoglio. Uno scenario in cui la democrazia prende forma concreta, si attraversa, si vive. In tutti i suoi colori”, ha commentato Daniele Palano, direttore artistico del Roma Pride 2026.

Cristina Gallo

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