Hohenstaufen - The Game

Castel del Monte tra ricerca storica e innovazione.

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Tra storia, mito e innovazione tecnologica, il Medioevo torna a essere uno spazio da esplorare attraverso i linguaggi della contemporaneità. È da questa suggestione che nasce Hohenstaufen The Game, lapp di gaming per smartphone ideata da Fiorella Custodero, originaria di Polignano a Mare, come esito sperimentale della sua ricerca di dottorato. Il progetto è stato presentato in anteprima allAccademia di Belle Arti di Roma, capofila del progetto internazionale Enacting Artistic Research, finanziato dallUnione Europea e finalizzato a promuovere la ricerca artistica, favorire gli scambi internazionali e sperimentare nuove modalità di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso linnovazione tecnologica.

Al centro dellesperienza c’è una delle figure più affascinanti e controverse del Medioevo europeo: Federico II di Svevia, appartenente alla dinastia degli Hohenstaufen. Imperatore, mecenate e promotore del sapere, celebrato come stupor mundi, Federico II attraversò il proprio tempo suscitando ammirazione e ostilità. I conflitti con il papato, le scomuniche e la costruzione di una vera e propria leggenda intorno alla sua persona hanno contribuito a trasformarlo in una figura sospesa tra storia e mito, realtà documentaria e immaginario.

È proprio questa stratificazione a diventare materia narrativa e interattiva in Hohenstaufen The Game: il patrimonio storico non viene semplicemente raccontato, ma trasformato in un territorio da attraversare e interrogare attraverso il gioco. Gaming, ricerca artistica e divulgazione culturale si incontrano così in un progetto che invita anche a riflettere su come le nuove tecnologie possano modificare il nostro rapporto con la memoria e con la storia.

Partendo da questa esperienza, abbiamo incontrato Fiorella Custodero per farci raccontare la genesi di Hohenstaufen The Game, il percorso di ricerca che lo ha generato e le possibilità che il gaming può aprire nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

Da dove nasce lidea di trasformare Castel del Monte in unesperienza di gaming e perché avete scelto proprio questo luogo?

Lidea nasce esclusivamente da una mia personale attrazione viscerale verso questo sito ed il suo maniero: da bambina chiedevo sempre ai miei genitori di portarmi al castello e in quel luogo davo sfogo alla mia immaginazione. A questo associa il fatto che sono sempre stata unappassionata di  videogames, manga e anime e di cinema per cui ho sempre fantasticato sulla possibilità che un giorno sarei riuscita a dare forma alla mia creatività attraverso la tecnologia e quel giorno è coinciso con loccasione del dottorato ed i fondi messi a disposizione sia a sostegno della ricerca e sia dello sviluppo concreto dellapp di gaming da me ideata.

Quanto Federico II e il mistero che da sempre circonda Castel del Monte hanno influenzato la narrazione del gioco?

Molto. Si hanno pochissime fonti attendibili sullo Svevo e la costruzione del castello. Infatti è stata proprio questa mancanza di risposte a costituire una grande sfida e a farmi riflettere su come avrei potuto costruire una narrazione che doveva rimanere fedele il più possibile alla dimensione storica del sito e dellimperatore. Non dovevo reinterpretare o ipotizzare tratti somatici e distinzione duso improbabili del maniero. Lobiettivo era divulgare la conoscenza in modo corretto ma divertente.

Come avete trasformato larchitettura e la struttura ottagonale del castello in un elemento interattivo e non soltanto in uno scenario?

In realtà il Castello e Andria diventano scenari fisici reali in cui devono essere recuperati reperti storici federiciani,provenienti da diversi musei, riprodotti in 3D attraverso la Realtà Aumentata e somministrati attraverso un mezzo tecnologico democratico: lo smartphone.

Come avete conciliato accuratezza storica e libertà creativa, soprattutto nel raccontare un luogo così ricco di leggende e interpretazioni?

Attraverso unaccurata selezione delle fonti storiche che non lasciassero spazio ad interpretazioni libere.

Il gaming può diventare uno strumento innovativo per avvicinare i giovani al patrimonio culturale e spingerli a conoscere e visitare realmente i luoghi?

Certo. Infatti la scelta di ricorrere alla gamification, AR ed al dispositivo mobile non è stata casuale. Il target principale è proprio la Generazione Zeta.

Castel del Monte potrebbe rappresentare un modello per una nuova forma di turismo culturale, in cui storia, tecnologia e gioco si incontrano?

Qualsiasi sito, se narrato con il giusto equilibrio tra dimensione fisica e virtuale, storica e tecnologica, può diventare un modello di divulgazione culturale innovativa e sostenibile.

Monia Manzo 

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