“A Milano Non Si Usa”

Perché non siamo più abituati all'onestà, quella vera?

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Sta impazzando sui social un'ondata di esultanza ed approvazione per il comportamento del giovane assessore milanese ai trasporti e alle infrastrutture Pierfrancesco Maran (PD) che con la frase “a Milano non si usa” ha liquidato un tentativo di corruzione attuato da parte del gruppo di palazzinari romani facenti capo a Luca Parnasi.

Sono state da poco rese note, infatti, le intercettazioni che evidenziano rapporti impropri degli uomini Parnasi con la giunta capitolina e l'amministrazione della Regione Lazio, nell'ambito dell'indagine relativa allo stadio di Tor di Valle che ha portato a nove arresti (6 in carcere e tre ai domiciliari). Tra le persone arrestate ci sono l'imprenditore Luca Parnasi, in carcere insieme a cinque suoi collaboratori, ai domicilari sono invece il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi), l'ex assessore regionale Pier Michele Civita (Pd) e il presidente di Acea Luca Lanzalone che ha seguito, in veste di consulente per il M5S, il dossier sulla struttura. L'accusa è associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di diversi delitti contro la pubblica amministrazione. Tra i 27 indagati anche capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara che nei primi mesi del 2017 aveva partecipato alla trattativa con il gruppo Parnasi per la modifica della prima stesura del progetto. 

Dalle intercettazioni emerge però che gli uomini di Parnasi cercarono di esportare il loro sistema corruttivo anche a Milano, rivolgendosi a Maran e proponendogli l'acquisto una casa. Alla loro proposta Maran rispose sdegnato dicendo di non avere nessuna intenzione di prendere per il culo i suoi elettori.

Senza farne una questione di colore politico, dato che nella capitale le indagini hanno colpito trasversalmente esponenti di tutti i partiti, e senza finire in una sterile competizione di Milano contro Roma, non si può fare a meno di porsi una domanda… Com'è possibile che un ragazzo di 38 anni, 7 dei quali passati al servizio del Comune di Milano (è stato l'assessore più giovane della giunta Pisapia ed il secondo più votato nella squadra dell'attuale sindaco Beppe Sala ndr.), uno che l'onestà, quella vera senza l'h, la dimostra invece di urlarla sia considerato quasi un alieno? Quand'è che ci siamo talmente abituati alla corruzione da stupirci del fatto che per fortuna no, i politici non sono tutti uguali? Perché degli altri 10, 100, 1000 Maran, che senz'altro esistono da qualche parte, non si parla mai? Mentre gli scandali, veri o presunti, monopolizzano il dibattito pubblico?

Forse se vogliamo migliorare questo paese dovremmo smetterla di guardare solo gli aspetti negativi e anche noi giornalisti dovremmo sforzarci di dare qualche buona notizia in più, di tanto in tanto…

Adriana Fenzi


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