Diciotti

Trovata finalmente una sistemazione per i migranti sequestrati

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Tutti i riflettori sono puntati sul porto di Catania dove, dopo cinque giorni, si apprestano a sbarcare gli ultimi 137 migranti rimasti a bordo della nave Diciotti, imbarcazione militare della Guardia Costiera Italiana, attraccata alle ore 23:30 del 20 agosto, con a bordo 177 naufraghi, tratti in salvo al largo di Lampedusa. L'approdo è avvenuto dopo cinque giorni di peregrinazione nel Mediterraneo, in attesa di indicazioni, mentre il nostro governo e quello maltese discutevano animatamente circa chi dovesse prendersi la responsabilità di accogliere i profughi.

Una volta che l'imbarcazione ha fatto il suo ingresso nel porto di Catania sono state, però, bloccate le operazioni di sbarco per volontà ministro dell'interno Matteo Salvini che ha chiesto come conditio sine qua non per far scendere i richiedenti asilo un impegno concreto da parte dell'Unione Europea nella redistribuzione degli stessi.

Questo blocco ha suscitato parecchie reazioni contrarie da parte delle forze di opposizione in parlamento, dell'UNHCR, dell'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), di della CGIL e di molti cittadini catanesi.

C'è stato una presa di distanze dal ministro Salvini anche da parte del Presidente della Camera, Roberto Fico del M5S, principale forza di governo e alleata con la Lega di Matteo Salvini, che ha ottenuto solidarietà solo da un ristretto numero di colleghi pentastellati. 

La sera del 22 agosto, in conformità con la legislazione per la tutela dei minori, è stato autorizzato lo sbarco dei 27 minori non accompagnati. I soccorritori dichiarano di essersi trovati davanti 27 scheletrini, alcuni feriti, molti colpiti dalla scabbia, tutti spaventati e confusi.

Nathalie Leiba, psicologa di Msf, racconta che le storie di due ragazzini l'hanno colpita in particolare. "Uno non riusciva a vedere bene perché aveva le pupille molto dilatate. Mi ha spiegato che è stato un anno detenuto al buio subendo vessazioni e torture, mentre i libici lo costringevano a telefonare alla famiglia per ottenere ulteriore denaro. Un altro era ferito ad una spalla. Gli hanno sparato i trafficanti mentre si contendevano il gruppo di ragazzini-ostaggi di cui faceva parte".

Le iniziative di solidarietà sono proseguite numerose nei giorni successivi. Il 22 agosto è partita dai social la proposta di un gruppo di artisti catanesi, capitanati dall'attrice Nellina Laganà, che hanno invitato i cittadini a presentarsi alle 20:30 al porto portando con se 177 arancini, simbolo di accoglienza da parte della città. L'hashtag #CataniaAccoglie, lanciato per promuovere la manifestazione, è diventato virale nel giro di pochi minuti.

Ieri mattina è stato organizzato da Cgil, Anpi, Arci, Articolo 21, Legambiente e Libera un presidio permanente anti-razzista, per chiedere lo sbarco immediato dei 150 migranti ancora a bordo.

Numerosi i parlamentari, appartenenti alle principali forze di opposizione, che si sono recati a Catania per portare sostegno ed accertare le condizioni di salute dei profughi ancora a bordo. Il Partito Democratico ha visto salire a bordo il segretario Maurizio Martina e gli onorevoli Carmelo Miceli, Davide Faraone, Emanuele Fiano, Maria Elena Boschi, Enza Bruno Bossio e Tommaso Nancini. In rappresentanza di + Europa è stato l'onorevole Riccardo Maci ad incontrare migranti ed equipaggio; nel frattempo la leader del movimento, Emma Bonino, ha rilasciato un'intervista a Radio Radicale, nella quale ha dichiarato che, insieme al suo gruppo, sta studiando la possibilità di denunciare il ministro Salvini alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Liberi & Uguali, infine, ha affidato il suo messaggio agli onorevoli Pippo Civati, Stefano Fassina e all'ex Presidente della Camera Laura Boldrini che, insieme la collega democratica Maria Elena Boschi, ha sollevato la questione delle 11 donne presenti che avevano espresso la necessità di essere sottoposte ad una visita ginecologica per accertare la presenza o meno di infezioni veneree che avrebbero potuto contrarre in seguito alle violenze subite in Libia.

In seguito a questa richiesta si è mosso a sorpresa anche Gianfranco Miccichè, Presidente dell'ARS (Assemblea Regionale Siciliana) ed esponente di Forza Italia, partito che governa la Sicilia insieme alla Lega di Salvini. Miccichè è salito a bordo della Diciotti insieme alla commissione regionale Sanità (con una delegazione di tutti i gruppi tranne i grillini) e ha riscontrato condizioni igieniche molto precarie e diversi casi di scabbia. A fare eco al presidente dell'ARS anche la collega forzista Stefania Prestigiacomo che ha esortato a non perdere l'umanità.

In seguito all'allarme sanitario è stato permesso di sbarcare oggi pomeriggio ad altri 17 migranti: 6 uomini, di cui 3 con sospetta tubercolosi, e le 11 donne. Tra queste però 4 hanno scelto di rimanere a bordo per non separarsi dai familiari. 

In serata il Ministro Salvini, che ha ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Agrigento per sequestro di persona, arresto illegittimo e abuso d'ufficio, ha dichiarato di aver raggiunto un accordo per la ricollocazione dei profughi in Albania, Irlanda e presso la CEI.

Mentre aspettiamo la conferma che tutto possa risolversi per il meglio, non possiamo fare a meno di domandarci tutto questo a chi ha giovato? Non certo ai cittadini italiani dato che lo spread continua a salire e gli investitori stranieri stanno abbandonando il nostro paese. Era proprio necessario questo braccio di ferro sulla pelle di 177 esseri umani?


Adriana Fenzi

Foto da internet



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