Roma - Un Altro Gioiello Tutto Romano Se Ne Va!

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Quando l’incuria è del Vaticano, tutti tacciono

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Un altro gioiello è andato perduto, questa volta per sempre.

Il 30 agosto 2018, nelle vicinanze del Foro Romano, di fronte al Campidoglio, è crollato il tetto della chiesa dedicata a San Giuseppe dei Falegami. Edificata nel 1597 dall’Arciconfraternita dei Fabbri e dei falegnami è una chiesa unica, edificata sopra il carcere Marmetino che ospitava la congrega e che la storia vuole aver ospitato i Ss. Pietro e Paolo. I lavori proseguirono fino al 1602, anno in cui passarono sotto il controllo di Giovan Battista Montano che ne progettò la facciata, fu completata nel 1663 da Antonio Del Grande e successivamente ristrutturata nel 1886; quest’ultimo intervento comportò la costruzione di un nuovo abside.
la chiesa presenta una facciata a due ordini e l’interno è composto da una navata unica e nella cappella maggiore si trovano dei lavori ottocenteschi come “Viaggio a Betlemme” e “Bottega di S. Giuseppe” di Cesare Maccari. Le statue di San Pietro e San Paolo sono conservate nell’abside mentre sul ricco soffitto ligneo a cassettoni è presente il famoso rilievo della Natività di Carlo Maratta.

Da alcune testimonianze dei turisti, vi è stato un enorme ed improvviso frastuono a cui è seguito il repentino crollo del soffitto e del tetto.

Fortunatamente al momento del crollo, poco prima delle 15:00, la chiesa era chiusa e pertanto non ci sono feriti.

Afferma Il parroco: "Poteva essere una strage, sabato c'era un matrimonio" 
"Stavo facendo un riposino pomeridiano quando, verso le 14.40, ho sentito come uno scoppio" ha raccontato Daniele Libanori, Rettore della chiesa. "Pensavo che fosse successo qualcosa qui intorno e invece il tetto della chiesa è venuto completamente giù", racconta. "Poi ho sentito suonare il campanello: le forze dell'ordine e i vigili del fuoco erano già pronti a intervenire, non sono stato io a chiamarli. Questa era una chiesetta molto ambita per i matrimoni, sabato ne avevamo uno in programma. Per fortuna che è successo oggi, altrimenti piangevamo i morti", afferma sollevato don Daniele.

Sono ancora da accertare le cause del crollo della volta, probabilmente dai primi rilievi si tratta di un grave cedimento strutturale.

La domanda sorge spontanea. Se fosse capitato ad un edificio pubblico comunale o statale, quale sarebbe stata la reazione del media? Probabilmente Ministri e politici avrebbero fatto carte false per individuare le responsabilità oggettive di una mancata manutenzione, ordinaria e straordinaria, che avrebbe messo in pericolo i visitatori.

In questo caso la manutenzione è della curia e nessuno grida allo scandalo. Non ci sono vittime ma ci potevano essere. Eppure si procede con cautela.

La valutazione oggettiva dell’accaduto è che sicuramente è mancata una manutenzione della volta, tendente ad individuare i possibili cedimenti o criticità, ma se questo accade per una chiesa importante, nella quale si celebrano continuamente matrimoni e per la quale occorre prenotarsi con almeno un anno di anticipo, quale è lo stato manutentivo delle altre chiese romane?

Una delle mete preferite dei turisti è la visita alle ricche chiese romane, che ospitano opere di grande pregio come il ricco cassettonato della chiesa di San Giuseppe Dei Falegnami, andato irrimediabilmente perduto, ma esse rivestono il carattere di sicurezza richiesto per una apertura al pubblico?

Chi è responsabile della loro manutenzione? Vi è stata incuria o imperizia nella gestione della Chiesa? Qualcuno pagherà per il patrimonio artistico andato inevitabilmente perduto? Quali saranno i tempi di ricostruzione? E quelli di restauro?

Sicuramente è andato perduto il meraviglioso organo a canne, tesoro della chiesa insieme ai suoi segreti armonici.

La mia sensazione è che trattandosi del Vaticano queste domande non troveranno immediata risposta ed i politici eviteranno commenti al riguardo.

Riflettiamo.

Alessandro Decadi

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