A-MATRICE DUE ANNI DOPO

24 agosto 2016. A distanza di due anni cosa è cambiato ad Amatrice cenni storici e simbologie legato a questa cittadina. Articolo di Michela Di Mattia

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Ore 3.36 pochi, ma lunghissimi secondi perché la terra, nel cuore di una notte di mezza estate si facesse sentire con tutta la sua forza e potenza con un terremoto di magnitudo 6.0 con epicentro ad Accumoli, un paese in provincia di Rieti. Quella notte, subito, mi sono resa conto della gravità del sisma già dalle primissime interviste che hanno fatto al sindaco di Amatrice, Pirozzi, che, con voce singhiozzante, ripeteva “il paese non c’è più. Sotto le macerie ci sono diverse persone”. In realtà poi il bilancio, dopo gli scavi tra le macerie, è stato drammatico: solo ad Amatrice 242 morti, molti dei quali alloggiavano presso l’hotel Roma, anch’ esso distrutto, fino ad arrivare a 299 con i decessi avvenuti ad Accumoli e Arquata del Tronto. La fiaccolata avvenuta a due anni di distanza commemorando le 299 perdite umane di quel sisma è la testimonianza che non bisogna arrendersi fosse anche solo per riconquistare una semplice normalità rispetto a quella che era la vita di ognuno prima del sisma.

Amatrice prova a ripartire da ciò l’ha resa famosa in tutto il mondo, la sua cucina, e quel piatto, l’Amatriciana, divenuto ora anche simbolo di una terra che vuole risorgere. Una regola imprescindibile è quella di non fare foto, né selfie, lo ha stabilito il sindaco, ma è una regola che ripetono a gran voce i residenti a tutti quelli che hanno uno smartphone in mano. A fine agosto, la storica Sagra degli spaghetti all’amatriciana  è finalmente giunta alla sua cinquantesima edizione. Fino a due anni fa, era l’appuntamento fisso, che richiamava nel borgo migliaia di turisti e appassionati del piatto simbolo della gastronomia del posto. La sagra di quest’anno si chiama La Ripartenza.

Volendo fare una ricostruzione etimologica, ma non solo, di Amatrice possiamo affermare che il vecchio nome di Amatrice era La città della Matrice, che dal 1927 (sotto Mussolini) venne assegnata alla neo nata provincia di Rieti, ma in tutto e per tutto La città della Matrice è aquilana, sia culturalmente che come territorio.

La coincidenza è che in quel 24 agosto del 2016, crollò la Matrice, cioè la Matrix!

La Matrix è l'illusione, il velo di Maya, il mondo illusorio in cui viviamo. Tutto questo quel giorno è caduto... Il mondo è in un processo di cambiamento irreversibile.

Ma Amatrice o meglio L'amatrice è anche la carta più importante del mazzo delle carte delle Sibille, le più antiche carte divinatorie italiane. E le sibille prendono il nome proprio dai Monti Sibillini, dove le leggende collocano La Sibilla Appenninica.

Le sibille sono energie telluriche della terra che se risvegliate possono scuotere Gaia.

Tornando ai tarocchi della Sibilla, la carta dell'Amatrice è la carta più importante del mazzo, in quanto è la carta che rappresenta la consultante, ma è anche la Sposa. 

Forse dietro a tutto ciò c'è un messaggio? Perché la Sposa nei riferimenti biblici è l'umanità che aspetta l'agnello. 

Nel libro dell'Apocalisse di Giovanni Evangelista, infatti sono numerosi i riferimenti alle nozze, e nella parte finale si parla di nozze dell'Agnello. L'Agnello è uno degli appellativi di Gesù, Quindi un Gesù Cristo che va a nozze con la sposa, la città sposa che è l'umanità nuova della Gerusalemme celeste della fine dei tempi. Sì, perché Apocalisse non è la fine del mondo, ma letteralmente Rivelazione! Allora la città della Matrice potrebbe avere questa rivelazione: La caduta dell'illusione della realtà e l'avvento di un nuovo corso della storia, legato alla nascita di una nuova umanità che sposa il Cristo, inteso come valori cristici. 

Cioè che il crollo della Matrix ( Amatrice città) farà sì che si avvii quel processo nell'umanità per diventare cristica e sposare l'Agnello (la legge di Dio, quindi di Gesù) con queste nozze nascerà la Gerusalemme Celeste, cioè gli uomini e le donne giuste porteranno in terra le cose del cielo. A questo proposito devo citare anche il profeta Daniele che insieme a Giovanni l'Evangelista è quello che ha annunciato meglio questi tempi di rivelazione che stiamo vivendo: 

«In quel tempo sorgerà Michele, il grande capo, il difensore dei figli del tuo popolo; vi sarà un tempo di angoscia, come non ce ne fu mai da quando sorsero le nazioni fino a quel tempo; e in quel tempo, il tuo popolo sarà salvato; cioè, tutti quelli che saranno trovati iscritti nel libro. 

Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia. 

I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno.


Tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro sino al tempo della fine. Molti lo studieranno con cura e la conoscenza aumenterà».

http://www.hackthematrix.it/?p=8387

michela d mattia

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