LEGGI RAZZIALI

Ad ottanta anni dalle leggi razziali finalmente si chiede scusa e perdono per una pagina della nostra storia che non sarebbe dovuta essere scritta. Articolo di Michela Di Mattia

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Non possono essere iscritti al Partito nazionale fascista.

Non possono far parte di associazioni culturali e sportive.

Non possono insegnare nelle scuole statali né in quelle parastatali. 

Non possono studiare nelle scuole pubbliche.

 Non possono insegnare né studiare in accademie e istituti di cultura.

Non possono lavorare come insegnanti privati. Non possono entrare nelle biblioteche.

Non possono avere una radio.

Non possono sposarsi con italiani “ariani”. 

Non possono, da cittadini stranieri, rimanere in Italia, né ottenere la cittadinanza italiana né mantenerla se concessa dopo il 1919.

Non possono lavorare come notaio, giornalista, avvocato, architetto, medico, farmacista, veterinario, ingegnere, ostetrica, procuratore, patrocinatore legale, ragioniere, ottico, chimico, saltimbanco girovago, agronomo, geometra, perito agrario, perito industriale. Non possono avere la licenza per il taxi. Non possono fare i piloti di aereo.

Non possono lavorare in nessun ufficio della Pubblica Amministrazione. Non possono lavorare nelle società private di carattere pubblico, come le banche e le assicurazioni.

Non possono prestare servizio militare. 

Non possono essere proprietari o gestori di aziende. Non possono essere proprietari di terreni o di fabbricati. Non possono farsi pubblicità.

Non possono essere tutori di minori. Non possono, in alcuni casi, neanche mantenere la patria potestà sui propri figli.

I testi redatti, curati o commentati da autori ebrei, anche se scritti con “ariani”, non possono essere adottati nelle scuole. Le carte geografiche murali di autori ebrei sono vietate.

Gli ebrei non possono assumere domestici “di razza ariana”. Non possono lavorare come portieri di stabili abitati da ariani.

Le strade, le scuole e gli istituti non possono avere nomi ebraici e per questo vengono cancellati. Non possono comparire sugli elenchi telefonici e per questo sono cancellati. Non possono pubblicare necrologi.

Nei programmi radiofonici e nelle stagioni dei teatri non ci possono essere opere scritte da autori ebrei. Gli ebrei non possono fare gli attori, i registi, gli scenografi, i musicisti, i direttori d’orchestra e per questo vengono licenziati. Nelle mostre non possono essere esposte opere di pittori e scultori ebrei.

Gli ebrei non possono fare i fotografi. Non possono fare i tipografi. Non possono vendere oggetti d’arte. Non possono vendere oggetti sacri, soprattutto se cristiani.

Non possono avere una rivendita di tabacchi, non possono lavorare come commerciante ambulante, non possono gestire agenzie d’affari, non possono gestire agenzie di brevetti.

Non possono vendere gioielli.

Non possono essere mediatori, piazzisti, commissionari.

Non possono vendere oggetti usati.

Non possono vendere apparecchi radio.

Non possono vendere libri.

Non possono vendere penne, matite, quaderni. Non possono vendere articoli per bambini. Non possono vendere carte da gioco.

Non possono fare gli affittacamere. Non possono gestire scuole da ballo e scuole di taglio. Non possono gestire agenzie di viaggio. Non possono lavorare come guida turistica, non possono lavorare come interprete. Non possono gareggiare nelle manifestazioni sportive, perché il Coni li espulse da tutte le federazioni.

Non possono frequentare luoghi di villeggiatura in luoghi considerati di lusso, come la Versilia, alcune località di montagna, ma anche Ostia, il mare di Roma. In pratica non possono andare in spiaggia.

Non possono vendere alcolici, non possono esportare frutta e verdura, non possono esportare la canapa.

Non possono gestire la raccolta di rifiuti. Non possono raccogliere rottami di metallo. Non possono raccogliere lana da materassi, non possono tenere depositi né possono vendere carburo di calcio. Non possono raccogliere né vendere indumenti militari fuori uso.

Non possono avere il porto d’armi. Non possono avere concessioni per le riserve di caccia. Non possono avere permessi per fare ricerche minerarie. Non possono esplicare attività doganali. Non possono tenere cavalli. Non possono nemmeno allevare piccioni.

Il 5 settembre del 1938 l'Italia fascista varò, con un decreto regio, firmato  dal re Vittorio Emanuele III, le leggi razziali.

Il 14 luglio viene redatto il primo il primo documento che parlava ufficialmente di "razza ariana italiana". Era redatto da 10 docenti universitari di Neuropsichiatria, Pediatria, Antropologia, Demografia e Zoologia, e tra i firmatari figuravano anche Giorgio Almirante, Giorgio Bocca, Giuseppe Bottai, Giovanni Gentile, Giovanni Papini, Amintore Fanfani, accanto a Pietro Badoglio, Emilio Balbo e Galeazzo Ciano.

Con il Regio decreto legge N.1728 nel novembre 1938 (Provvedimenti per la Difesa della Razza Italiana e con la Disciplina dell'esercizio delle professioni da parte di cittadini di razza ebraica, del 29 giugno del 1939), venivano imposte limitazioni e divieti.

Nel 1933 si stima che ci fossero 13 milioni di ebrei in Europa, dei quali circa 40.000 in Italia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, esattamente il 13 dicembre 1943, iniziò anche per gli ebrei italiani il periodo di deportazione e sterminio.

”L’applicazione  rigorosa delle leggi razziali, come era nelle direttive del Gran Consiglio, conduce ad una inevitabile conseguenza: separare quanto è possibile gli italiani dall’esiguo gruppo di appartenenti alla razza ebraica [...].Occorre favorire nei modi più idonei e opportuni questo processo di lenta ma inesorabile separazione anche materiale. Su queste direttive richiamo la vostra personale attenzione e vi prego di farmi conoscere le iniziative, che d'intesa coi Fasci, prenderete al riguardo e i risultati ottenuti".

Queste le parole di Guido Letta, convinto assertore e rigoroso attuatore delle  leggi razziali del 1938. Da una  sua lettera del 1939 indirizzata “ai fascisti podestà e commissari prefettizi” egli appare addirittura  più razzista del Duce. Chiede, infatti, una separazione più incisiva degli ebrei  dagli italiani, radicalizzando le disposizioni in merito

Qualche giorno fa il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella ha fatto un discorso per chiedere scusa, a distanza di 80 anni, per l'espulsione di migliaia di ebrei(studenti e insegnanti) dagli atenei di tutto il paese, per volere e per decreto del governo fascista di Benito Mussolini.  “Noi oggi non dobbiamo obbedire mai più – ha aggiunto Mencarella – di non obnubilare mai la mente per cedere a nuove inique ragioni, di Stato, di corporazione, di carriera, di quieto vivere, di indulgenza reciproca”.

“Qui, molti anni fa – ha detto il rettore Mancarella – sono avvenute cose che non sarebbero mai dovute accadere. E noi vogliamo ricordarlo. Ci sono vite che, a partire da questo luogo, sono state sospese, stravolte, distrutte“. L’incontro si è tenuto all’università di Pisa, che fu una delle più colpite dalle leggi razziali, firmate dal re Vittorio Emanuele III proprio nella sua dimora di San Rossore, a pochi chilometri da Pisa. 

Ottant’anni: “Un’eternità” ha detto Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. “Sono la durata di tre generazioni – ha sottolineato – Tanto abbiamo atteso per ascoltare queste parole nel nostro Paese”.  E’ un notevole passo avanti per la ricostruzione e lo sviluppo culturale e accademico dell’Italia e dell’Europa“.

il ministro dell’Istruzione e dell’Università Marco Bussetti, non potendo presenziare l’incontro,  ha mandato un messaggio in cui ha definito la cerimonia “un momento storico” e ha aggiunto che il suo ministero chiede “perdono per una pagina terribile della storia dell’umanità e del Paese. Oggi è un momento di pubblica consapevolezza”. “Stiamo dando ai nostri giovani – conclude il ministro Bussetti – una fondamentale lezione di vita: non è mai troppo tardi per imparare dagli errori. Per ammettere una colpa. Per sviluppare la determinazione ad agire in maniera diversa, mossi dai valori di solidarietà e fratellanza che sono alla base della nostra Costituzione”. 

Michela Di Mattia

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