TAXI, NCC E PULLMAN TURISTICI METTONO IN GINOCCHIO LA CITTÁ

TAXI, NCC E PULLMAN TURISTICI METTONO IN GINOCCHIO LA CITTÁ

Giorni di passione causati dalle censurabili manifestazioni di tutte le categorie del trasporto, che hanno creato gravissimi disagi alla cittadinanza.

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Centro storico in tilt, per il terzo giorno consecutivo, a causa della manifestazione dei bus turistici davanti al Campidoglio, nel corso della quale gli autisti hanno simbolicamente dato fuoco alla bandiera del Movimento 5 Stelle.  Decine di pullman hanno letteralmente bloccato piazza Venezia per manifestare contro la decisione del Consiglio di Stato di bloccarne l’accesso a centro cittadino della Capitale dal 1° gennaio 2019.

Un’altra giornata nera per il traffico romano, che si è andata ad aggiungere alle due precedenti di una settimana da incubo, già teatro delle guerre tra tassisti ed NCC. Prima la rivolta dei noleggiatori con conducente, poi la protesta delle auto bianche contro il passo indietro del governo, che aveva promesso una stretta sugli NCC, poi la protesta dei pullman, autentica goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei romani, in giornate in cui già il caos natalizio congestiona a sufficienza il traffico intorno e all’interno del centro storico, con l’aggravante della ZTL prorogata, senza una logica, fino alle 19.00.

Il Codacons è insorto, a difesa dei romani: “Presenteremo un esposto al Garante degli scioperi perché sanzioni i responsabili delle proteste, e alla Procura della Repubblica di Roma affinché apra una indagine per i reati di blocco stradale e interruzione di pubblico servizio. Il Comune deve far intervenire le forze dell’ordine per identificare i responsabili dello scempio a danno di Roma e dei romani, e la Procura dovrà acquisire gli atti, procedendo nei confronti dei singoli tassisti e dei conducenti di bus turistici per i reati di blocco stradale e interruzione di pubblico servizio”.

A bocce ferme ci sembra che tale posizione sia assolutamente condivisibile, che si sia ampiamente superato il limite da parte delle rappresentanze delle tre categorie del trasporto e che la sindaca Raggi, in questa vertenza, vada supportata nel ruolo di difensore della Città e del suo centro storico, patrimonio dei romani ma, è bene ricordarlo, bene protetto e riconosciuto dall’UNESCO.

Quello che preme a noi sono solo gli interessi dei cittadini romani, mentre gli altri difendono, a nostro parere, indifendibili posizioni di mero vantaggio economico personale, che portano beneficio esclusivamente alle singole categorie, a scapito della cittadinanza intera, costretta a subire. A nostro avviso, pur nel rispetto dell’occupazione del settore, a lungo sbandierata da ogni categoria, non si può pretendere di far gravare i singoli interesse di bottega sull’intera popolazione romana.

I taxisti, già protagonisti di lotte contro ogni forma di modernizzazione dell’offerta di mobilità, leggi UBER ed App varie, godono di un inconsueto trattamento fiscale, si tengono lontani da forme di pagamento che farebbero emergere ufficialmente i loro introiti, rifiutando le diverse forme di tracciabilità degli stessi e, in questo modo, porgono ai turisti stranieri un biglietto da visita che non rappresenta degnamente l’immagine della Città.

Gli NCC, sicuramente utili per la tipologia del loro servizio, decisamente complementare a quello dei taxi, operano stabilmente a Roma, in molti casi, con licenze rilasciate da comuni lontanissimi dalla Capitale, adducendo come scusa il fatto che, da tempo, a Roma non vengono indetti bandi per il rilascio di ulteriori autorizzazioni, pretendendo di sanare con un colpo di spugna, una evidente irregolarità operativa.

I pullman, ultimi ma non ultimi responsabili di questo caos, scorrazzano in città con le loro mastodontiche dimensioni, parcheggiano in doppia fila in prossimità di monumenti storici, creano traffico, causano incidenti, spesso mortali e portano economie reali solo ai titolari delle compagnie che li gestiscono, sbarcando nel salotto buono della città orde di “turisti fagottari” mordi e fuggi, con pranzo al sacco portato da casa.

Se si aggiunge a questa situazione la piaga degli abusivi, la disparità di trattamento riservata agli stranieri, penalizzati nei conti di bar, ristoranti e trasporti, si chiude il cerchio di un quadro in cui abbandono, spazzatura, incuria, degrado e buche stradali rendono ancora più sbiadita l’immagine di una città che la sindaca Raggi fatica a gestire, per usare un eufemismo.

Ci vorrebbero molte più azioni di polso, come quella intrapresa in questa occasione alla quale plaudiamo.

Bisognerebbe, a nostro avviso, limitare o impedire in periodi particolari, ogni forma di manifestazione nel cuore della città, operare affinché non si debba assistere, ogni venerdì, ad inopinabili scioperi dei trasporti, vigilare maggiormente contro il vandalismo, agire contro il degrado, i bivacchi, la sporcizia, adoperarsi, come opportunamente in questa occasione, a favore del decoro della città più bella del Mondo che non può subire, continuamente, danni da ogni mano barbara che vi mette piede.

di Massimiliano Piccinno

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