La Strage Dei Buoni

Caduto un Boeing 737 Max dell’Ethiopian Airlines, tra le vittime otto italiani, sette dei quali attivi in progetti di sviluppo internazionale

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Era diretto a Nairobi, città in cui si sarebbe tenuta la conferenza mondiale dell'Unesco, il volo della compagnia etiope che, a causa di un guasto tecnico, è caduto solo sei minuti dopo il decollo.
Tra le 157 vittime si contano otto italiani, sette di loro erano impegnati in attività di cooperazione e assistenza, economica e culturale, persone che, a detta di chi li conosceva, rappresentavano “l'Italia migliore”.
Tre erano volontari della Africa Tremila Onlus di Bergamo: il presidente Carlo Spini, la moglie Gabriella Viciani e il tesoriere Matteo Ravasio.
Morti nel disastro aereo anche Paolo Dieci, presidente del Cisp, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli, Rosemary Mumbi, zambiana con passaporto italiano che lavorava da pochi mesi alla sede della Fao in viale Aventino a Roma, e due funzionarie Onu che rispondono ai nomi di Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti.
Nella lista delle vittime italiane c'è poi l'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, l'archeologo Sebastiano Tusa, che era diretto a Malindi per una conferenza internazionale promossa dall'Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo.
Secondo il sito Flighradar24, che si occupa di monitorare tutti i voli sulla Terra, si tratta di una strage che poteva essere evitata. L'aereo infatti pare volasse ad una quota più bassa del previsto e andasse più lentamente di quanto avrebbe dovuto. L’ipotesi è quindi che non avesse la spinta necessaria a proseguire il volo alla giusta quota e velocità. Si ipotizza perciò che il software che assiste i piloti durante il volo abbia inviato dati anomali che l’equipaggio abbia tentato di correggere manualmente senza riuscirci.
Poche ore dopo la tragedia l'Easa, European Aviation Safety Agency, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, ha aperto un'inchiesta sulle cause dell'incidente. Nel frattempo Regno Unito, Australia, Singapore, Cina, Indonesia e Malaysia hanno deciso di bloccare per precauzione tutti i Boeing 737 Max-8. Secondo una direttiva Enac annunciata alle ore 21:00 di martedì 12 marzo anche l'Italia si è adeguata a questa limitazione.

Adriana Fenzi

Foto dal web

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