ROMA NEL DEGRADO. CHIUSE ALTRE DUE FERMATE METRO IN CENTRO

ROMA NEL DEGRADO. CHIUSE ALTRE DUE FERMATE METRO IN CENTRO

Dopo la chiusura della stazione di Repubblica, chiudono anche le fermate di Piazza Barberini e Piazza di Spagna. Mentre i roghi tossici avvelenano la Città e gli scandali giudiziari minano la credibilità di chi governa, Roma sembra destinata a piegarsi al degrado e all’abbandono.

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Immaginate di essere un turista che arriva nella Capitale. Il sole, la storia, l’arte, i monumenti, il buon cibo. Un soggiorno idealmente perfetto, proprio come le guide turistiche lo descrivevano prima che il degrado attuale suggerisse agli operatori turistici grande prudenza nel raccomandare Roma come meta idilliaca per una vacanza nell’italica cultura, raccomandando cautela e attenzione su diverse problematiche. Il biglietto da visita che porgiamo a questi turisti è sporco e stropicciato, immagine vergognosa di una città in cui diventa impossibile anche raggiungere in metropolitana il nostro centro storico che raggruppa, ricordiamolo, il più alto numero di siti tutelati dall’Unesco.

Provate a fare un giro in città, provate ad ascoltare, ad interrogare e comprendere il disagio di turisti e cittadini, sulla situazione di abbandono della Capitale, senza provare vergogna per i loro commenti. Sporcizia e buche ormai sembrano essere dimenticati, scavalcati nella classifica dei recenti disastri dell’amministrazione capitolina. Caos discariche in fiamme, roghi tossici che rendono inutili le iniziative ecologiche, spazzatura in strada, alberi caduti, strade pericolose, trasporti in tilt, fermate della metropolitana chiuse e, come se non bastasse, arresti eccellenti che hanno ulteriormente minato la credibilità di una classe politica che ha perso anche l’ultimo elemento dietro al quale aveva nascosto le proprie incapacità: l’onestà.

Tutti parlano di Europa ma basta aver viaggiato un minimo per conoscere bene la distanza di Roma dagli standard delle altre capitali europee. Conosciamo i tempi con cui strade ed infrastrutture vengono ripristinate e restituite ala collettività oltre confine. Ma anche chi non viaggia ha la possibilità di accorgersi, osservando dalla finestra del web, cosa succede lontano dal Colosseo. E la distanza siderale che ci separa da un livello minimo di civiltà appare, purtroppo, palesemente stridente.

La chiusura delle fermate di Barberini e Spagna e recentissima ma come non ricordare che quella di Piazza della Repubblica risale al 23 di ottobre dello scorso anno, in occasione della partita Roma - Cska, quando molti tifosi russi furono feriti dalla rottura della scala mobile. Sono passati cinque mesi da allora! Centocinquanta giorni di inerzia ingiustificabile, un disastro al quale si sono aggiunte, sempre per le scale mobili sbriciolate, la chiusura di Barberini e, successivamente, di Piazza di Spagna.

Ormai anche i fedelissimi, quelli che avevano strenuamente difeso l’amministrazione Raggi recitando il mantra del “lasciateli lavorare”, delusi e traditi abbandonano la nave capitolina, in balia dell'inadeguatezza di semplici carneadi approdati senza meriti e senza capacità alla gestione della cosa pubblica. Ma in quelli che l’avevano osteggiata da sempre, in coloro che avevano individuato in quello sbandierato candore l’incapacità prima che l’onestà, ora monta la rabbia per una Città completamente abbandonata al proprio destino, incapace essa stessa di risollevarsi per l’inerzia incredibile di amministratori alle prese, prima che con la propria incapacità, con dimissioni e guai giudiziari. La favoletta a cinque stelle è finita. E il lieto fine, siamo sicuri, non lo vedremo mai.

di Massimiliano Piccinno

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