La Giovane Italia Di Roberto Mancini Verso Euro 2020

La Giovane Italia Di Roberto Mancini Verso Euro 2020

Tanti giovani e un solo "obbligo": la qualificazione ad Euro 2020. E un possibile attacco Balotelli-Kean...

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Due partite, altrettante vittorie, otto reti realizzate e nessuna incassata: è vera gloria per questa giovane Italia plasmata da Roberto Mancini? Sì e no.

Premesso che è sempre “cosa buona e giusta” vincere (giocando bene, peraltro), bisogna in tutta onestà ammettere che Finlandia e Liechtenstein erano avversarie assai abbordabili, quindi essere a punteggio pieno dopo due giornate del girone di qualificazione consisteva in un obbligo (o quasi): semmai, è più corretto soffermarsi sul bel gioco, che finalmente c'è stato (nessuno ha ancora dimenticato le striminzite vittorie per 1-0 su Malta, risalenti alla precedente campagna di qualificazione europea).

Ad ogni modo, i giovani hanno dimostrato d'aver qualità, voglia di fare, abnegazione e (come direbbe l'Arrigo Sacchi di Maurizio Crozza) “senso dell'umilté”: la strada per il ritorno fra le “grandi” è stata tracciata, quindi non è illogico presupporre la nostra Nazionale non solo qualificata ad Euro 2020 (l'accesso alla rassegna continentale è, senza giri di parole, un obbligo), ma fra le possibili “outsider” della manifestazione, che vedrà Roma ospitare la gara inaugurale ed altre tre partite.

Facendo i dovuti distinguo e le relative proporzioni, quest'Italia di Mancini ricorda quella post-Mondiale 1974: uscita con le ossa rotte dalla kermesse iridata (ospitata nell'allora Germania Ovest), quell'Italia crebbe velocemente, mancando la qualificazione ad Euro 1976 solamente perché inserita nel girone con l'Olanda, qualificandosi, però, al successivo Mondiale di Argentina 1978 (nel quale espresse il miglior gioco in assoluto).

Ora, la qualificazione europea non dovrebbe (non deve) essere mancata, anche per il maggior numero di compagini partecipanti, ma il paragone è calzante.

Stefano Sensi (classe 1995), Gianluca Mancini (1996), Nicolò Barella (1997), Nicolò Zaniolo (1999), Moise Kean (2000): giovani di valore, senza dimenticare i non più giovanissimi ma neppure “vecchi” Armando Izzo (1992, esordiente nel confronto con il Liechtenstein) e Marco Verratti (1992, ma ormai un “veterano”).

Torniamo al discorso qualificazione. Il 6-0 alla compagine del Principato alpino è importante (oltre al fattore di autostima) anche quale “messaggio” inviato alle avversarie Bosnia-Erzegovina e Grecia, che nel contempo hanno pareggiato per 2-2 nello scontro diretto disputato in casa dei primi: l'Italia è tornata (o, ameno, sta tornando).

Cruciali saranno, ovviamente, i due confronti del mese di giugno, con gli Azzurri impegnati l'8 in trasferta (ad Atene) con gli ellenici e l'11 in casa (a Torino) con gi ex jugoslavi: in caso di bottino pieno, l'Italia effettuerebbe un buon passo in avanti verso l'Europeo.

Piccola puntualizzazione: per quale motivo la Bosnia-Erzegovina viene da non pochi continuamente chiamata solo “Bosnia”? Se la regione italiana dell'Emilia-Romagna è chiamata così, senza omettere la Romagna, per quale motivo viene quasi sempre omesso il termine “Erzegovina”? Lo stesso discorso vale per il Friuli-Venezia Giulia, da molti chiamato semplicemente “Friuli”, ignorando il fatto che il capoluogo (Trieste) è in Venezia Giulia.

Altro quesito che emerge da questa nuova Italia (usando un termine storico-patriottico, potremmo menzionarla quale “Giovine Italia”): c'è posto per Mario Balotelli? Bella domanda! Di sicuro, nessuno nutre "astio preconfezionato" nei suoi confronti, quindi un ritorno di “Super Mario” sarebbe buona cosa, sempre se non andrà ad intaccare equilibri di gioco in un gruppo che appare già abbastanza coeso.

Un attacco Balotelli-Kean è fattibile? Tutto è fattibile: certamente, sarebbe un'accoppiata stellare: visto come si era messi dopo la non qualificazione al Mondiale di Russia 2018, poter anche solamente ipotizzare un attacco del genere è già un passo avanti.

Senza, ovviamente, dimenticare Andrea "Gallo" Belotti: non più giovanissimo (ma neppure “anziano”, essendo un classe 1993), il capitano del Torino può tornare ad essere uno degli “alfieri” di questa Nazionale.

In conclusione: l'Italia è in crescita, la qualificazione all'Europeo è (quasi) un obbligo, il duo Balotelli-Kean un'opzione per nulla strampalata.

Giuseppe Livraghi

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