DA TORRE MAURA UN NUOVO AVVISO DI SFRATTO ALLA RAGGI

DA TORRE MAURA UN NUOVO AVVISO DI SFRATTO ALLA RAGGI

La sindaca, incapace di disinnescare le tensioni create dalle scellerate decisioni del Campidoglio, prova a scaricare la responsabilità dei disagi su Casapound e Forza Nuova, uniche forze politiche a fianco di queste periferie dimenticate dalle istituzioni e dalla politica.

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Virginia Raggi ne combina un’altra. Prende una decisione discutibile, incolpa gli altri dei propri errori per poi fare dietrofront quando il precipitare degli eventi le suggerisce di trovare soluzioni alternative. Tutto è iniziato quando il Campidoglio ha deciso il trasferimento di circa 60 persone rom in una struttura di Torre Maura, andando a gravare su un territorio già ampiamente disagiato, vessato dalla presenza di discariche a cielo aperto e molteplici accampamenti abusivi oltre al famigerato campo rom di Salone, teatro di ordinarie scene di delinquenza comune e dei roghi tossici che avvelenano la periferia est di Roma.

La popolazione di residenti non si è piegata a questa decisione calata spocchiosamente dall’alto senza alcuna preventiva valutazione dell’impatto sociale del provvedimento sul territorio. La gente di Torre Maura è scesa in strada ed ha dato vita alla protesta, alzando barricate, dando alle fiamme i cassonetti della spazzatura, rovesciando e calpestando i panini che l’assistenza stava portando ai rom, alzando finalmente la voce contro questa ulteriore inopportuna decisione che avrebbe aumentato le tensioni esistenti a causa della già eccessiva presenza di rom sul territorio del municipio.

Il Campidoglio è quindi ritornato sui propri passi, decidendo di ricollocare le persone destinate alla struttura di Torre Maura presso altri centri d’accoglienza ammettendo, a nostro avviso, l’evidenza di questo grossolano errore, commesso confidando sulla pazienza dei cittadini di Torre Maura che, senza nessun avviso da parte delle istituzioni, si sono visti consegnare un ulteriore “pacco” dalla sindaca grillina.

Ma quello che stona di più ed infastidisce nel comportamento del Campidoglio è l’evidente perseverare nell’atteggiamento di disattenzione alle periferie, territori e cittadini sui quali, senza alcuna considerazione e valutazione obiettiva, si scaricano i problemi e i mali di una città ormai preda del degrado. La sindaca ha commentato i fatti dando, forzatamente, un significato politico alla vicenda, stigmatizzando il clima di odio dei residenti, a suo avviso fomentato delle forze politiche che hanno sostenuto la protesta dei cittadini di Torre Maura, scaricando su altri le colpe dei disastri causati, invece, dall’inopportunità del suo provvedimento, che ha generato le manifestazioni spontanee della piazza. La volontà della sindaca di tutelare in prima battuta i diritti dei rom, piuttosto che quelli dei cittadini, la dice lunga dell’assoluta lontananza delle istituzioni comunali dalla cittadinanza capitolina. Ancora di più da quella che lo snobismo miope di questa classe politica tende a considerare come una sorta di “popolo di serie B”, quella delle periferie, quella più lontana dalle attenzioni della Raggi, la mai amata sindaca alla quale i romani recapiteranno un decreto urgente di sfratto dal Campidoglio alle prossime elezioni, auspicabilmente prima di far piombare la Città nel baratro per la manifesta incapacità di questa classe politica di governarla.

Di Massimiliano Piccinno

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