Luna, 50 Anni Fa Lo Sbarco

L’anniversario dello sbarco sulla luna: la figura di Neil Armstrong

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L’anniversario dello sbarco sulla luna: la figura di Neil Armstrong

“[In risposta all'affermazione della Fallaci: Niente gusto dell'avventura, perciò] Per carità. Io odio il pericolo, specialmente se inutile, e il pericolo è il lato più irritante del nostro mestiere. Come si può trasformare in avventura un normalissimo fatto di tecnologia? E perché rischiare la vita guidando un'astronave? Illogico quanto rischiare la vita usando un frullatore elettrico per fare un frappè. Non dev'esserci nulla di pericoloso a fare un frappè e non dev'esserci nulla di pericoloso a guidare un'astronave. Una volta applicato questo concetto, cade il discorso sull'avventura. Il gusto di andare su tanto per andare su...”

Neil Armstrong, dall'intervista di Oriana Fallaci, in Quel giorno sulla luna, p. 14

Icona del primo sbarco sulla Luna rimarrà in eterno il volto placido di Neil Armstrong, colui che per primo riuscì a toccare un altro corpo celeste in compagnia di Buzz Aldrin, esattamente 50 anni fa, nella notte del 20 luglio 1969.

Armstrong nacque il 5 agosto del 1930 in quel di Wakaponeta, una cittadina che allora contava meno di 10mila abitanti tra gli sterminati campi di mais dell’Ohio. Fu lì che Armstrong imparò a spiccare il volo, ottenendo il brevetto di pilota appena sedicenne. L’anno successivo si iscrisse alla Purdue University per intraprendere gli studi di ingegneria aeronautica, i quali vennero sostenuti economicamente dal governo americano a patto che Armostrong si arruolasse come pilota della Us Navy. Ancora studente, compì ben 78 missioni durante la guerra in Corea. Abbandonò poi la marina militare e venne assunto dalla Nasa in qualità di pilota di prova per modelli aerei sperimentali. Convocato come astronauta, fu il primo civile americano a volare nello Spazio.

Come si evince dalla citazione tratta dall’intervista con la Fallaci qui di sopra, Armstrong era noto per la sua serafica calma e il carattere raziocinante, qualità indispensabili per la riuscita dell’impresa passata alla storia. Inizialmente, i piani dell’Apollo 11 prevedevano che Buzz Aldrin dovesse essere il primo a scendere dal Modulo lunare; a livello teorico, infatti, il comandante avrebbe dovuto seguirlo, approfittando della sua esperienza per affrontare eventuali situazioni d’emergenza. Ma tra le varie considerazioni che causarono i ripensamenti degli ufficiali della Nasa, ci fu la consapevolezza che il primo a scendere sarebbe stato un simbolo a livello mondiale per sempre. Può darsi Armstrong fu troppo modesto ai limiti del remissivo, al punto che della sua spedizione sulla Luna rimangono pochissime foto. Era quasi sempre lui ad impugnare la macchina fotografica, motivo per cui la maggioranza delle foto della missione Apollo ritraggono Buzz Aldrin.

In un mondo in cui sembra si faccia a gara per avere un po’ di visibilità, Armstrong non approfittò mai della sua posizione privilegiata, sostenendo anzi di essere “una persona relativamente normale, che ha avuto alcune esperienze eccezionali”. Che dire… Chapeau!

Chiara Zanetti

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