Passa La Fiducia Sul DL Sicurezza Bis. Il Movimento 5 Stelle Non C’è Più.

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I grillini ingoiano il rospo, fanno passare la fiducia e vanno in vacanza salvando le poltrone.

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Tirare a campare. Questo è il mantra dei grillini. L’unico motivo di esistere per questi peones a cinque stelle disposti a tutto pur di proseguire il sogno che li ha proiettati nel dorato mondo della politica.

E se, da una parte, un redivivo Di Battista si diletta nel ruolo di sfasciatore, auspicando la caduta dell’alleanza giallo-verde insultando Salvini con la palese speranza di diventare il nuovo leader del movimento, dall’altra Toninelli e Di Maio ingoiano un nuovo rospo, dopo quello della Tav sul quale si sono dovuti piegare alla logica del tirare a campare.

Si muore un po’ per poter vivere, recitava tanti anni fa la canzone di Caterina Caselli. E questo verso rappresenta perfettamente la parabola discendente di un movimento nato per aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, per combattere un sistema che ha trasformato loro stessi nei pesci prigionieri della tonnara della politica, incapaci di tornare alla libertà, ipnotizzati dal potere e dai privilegi di quella stessa casta che volevano combattere e dalla quale sono stati ingoiati, invischiati nelle sabbie mobili di una vita dorata.

Salvini esulta. Anche se forse, segretamente, sperava in un voto di sfiducia da parte dei falchi dell’ala più intransigente del movimento, che lo avrebbe legittimato a staccare la spina al governo, con addebito all’alleato infedele.

E non sono tanto le motivazioni contenute nel decreto a dividere. Sui temi, ormai, i grillini hanno perso la faccia da tempo. Tap, tav, flat tax, sicurezza, salario minimo, Unione Europea. Gli resta solo il reddito di cittadinanza, come unica promessa mantenuta ad un elettorato scontento e deluso.

Mattarella firmerà il decreto. Probabilmente allegherà una nota, tanto per esprimere una riserva di posizione che non ne impedirà la promulgazione.

Saranno definitivamente fugati i dubbi di costituzionalità che spinsero la gip del caso Rakete a non confermare l’arresto della capitana?

Oppure le toghe rosse continueranno il braccio di ferro con Salvini che ha il torto di voler porre un freno al mercato delle migrazioni, da tempo in atto nel Mediterraneo, frutto dei patti scellerati firmati con l’Europa dai governi precedenti?

Mari calmi prospettano acque politiche agitate per le prossime settimane. Saranno giorni in cui le istituzioni non potranno fermarsi mentre il signor Fico - uno di quelli che, a parole, combatteva i privilegi della casta - ha concesso (udite udite!) ben 38 giorni di pausa all’attività parlamentare. Roba da prima Repubblica. Roba da casta, appunto. La poltrona è salva, le vacanze sono lunghe e le tasche sono piene. Buone vacanze, grillini.

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