Le Consultazioni Al Quirinale

Il Presidente Sergio Mattarella cerca di sbrogliare l'ingarbugliata crisi di agosto

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Nulla di fatto. Le telecamere inquadrano la porta della camera caritatis dove sono avvenute le consultazioni di questa crisi di governo estiva. Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella esce e con passo rapido e deciso si reca ai microfoni. Si ferma e con sguardo accigliato guarda i giornalisti. Ha il volto teso ed è evidentemente insoddisfatto. Poggia una serie di fogli sul leggio ed inizia a parlare. Il tono della voce, con cui legge il suo breve comunicato, è perentorio ed irritato. Traspare tutta l’insoddisfazione per una serie di consultazioni degne della Prima Repubblica ma con personaggi la cui caratura politica è ben lontana da quella dei loro predecessori.
Il Presidente Mattarella vuole che tutto venga risolto in tempi celeri e che ci sia una trasparenza limpida per il bene dello Stato.  Ci sono due sole possibilità: andare al voto o varare un nuovo governo. Sergio Mattarella annuncia all’opinione pubblica che alcuni partiti hanno mostrato l’intenzione di creare una nuova maggioranza mentre altri hanno chiesto tempo per alcune verifiche. Il momento è delicato e in tempi brevi si dovrà fare: una manovra finanziaria importante, scegliere il commissario europeo in dot all'Italia ed affrontare il difficile quadro economico-finanziario che si sta prospettando in tutta Europa. Per tutti questi motivi il Presidente ha il compito ineludibile di dare la possibilità ai gruppi parlamentari di formare un nuovo governo, pertanto con grande fermezza annuncia che farà delle nuove consultazioni martedì 27 agosto, che saranno anche le ultime e da quelle consultazioni scaturirà la sua ultima decisione: nuovo governo o elezioni anticipate.

La giornata si era aperta con l’incontro con Giorgia Meloni per cui "le elezioni sono l'unico esito possibile, rispettoso dell'Italia, dei suoi interessi e del suo popolo e l'esito più rispettoso della Costituzione".
A seguire Mattarella ha incontrato il segretario del PD Nicola Zingaretti il quale ha chiaramente manifestato l’intenzione di collaborare con il Movimento 5 Stelle "per dare vita ad un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, una ampia base parlamentare che ridia una speranza agli italiani".
È stato quindi il turno di Silvio Berlusconi il quale ha vaneggiato un governo di Centro-destra altrimenti elezioni. L’ex-cavaliere ha voluto lanciare comunque un messaggio di disaccordo con la politica di Salvini, facendo riferimento ad un sentimento europeista che sappiamo essere chiaramente assente nel leader del Carroccio.
Hanno poi chiuso le consultazioni prima Matteo Salvini per la Lega e poi Luigi Di Maio per il Movimento 5 Stelle.
Il leader della Lega ha indicato come unica via le elezioni ma ha poi chiaramente fatto una apertura al Movimento 5  Stelle e a Luigi di Maio che, secondo lui, durante il governo ha lavorato bene per il paese. L’ennesima giravolta del Capitano che mostra forse una debolezza insolita e la paura di aver dato origine ad una débâcle inaspettata. L’arroganza è mal comune a tutti i Matteo.
Per ultimo Luigi Di Maio ha fatto la sua dichiarazione spiazzando tutti, forse anche lo stesso Presidente Mattarella con cui aveva parlato pochi secondi fa. Nella sua dichiarazione, il capo del movimento annuncia di non aver paura del voto ma dichiara anche che troppe cose sono state messe in campo e tutte devono essere portate a compimento, per cui la soluzione migliore, per lui e per tutto il Movimento, è dare vita ad un nuovo governo che abbia al centro del suo programma dieci punti che enuncia piuttosto scolasticamente uno dopo l’altro. Praticamente sono i punti del contratto stipulato con la Lega di Salvini, sembra quindi trattarsi di un richiamo d'amore a Salvini e di conseguenza una chiusura a Zingaretti che aveva invece chiesto un netto cambiamento di rotta rispetto al governo precedente.
Dopo l’inattesa dichiarazione di Di Maio, Mattarella si è preso un paio di ore per fare il punto della situazione ed eccoci quindi alla sua piccata comunicazione sulla necessità di nuove consultazioni che siano le ultime e che diano questa volta un definitivo e chiaro quadro della situazione affinché possa prendere la decisione più giusta per il bene del nostro grande paese.
Quello che lascia basiti da tutta questa indecorosa tarantella è l’inadeguatezza dimostrata da tutti i partiti politici, irresponsabili tutti in egual misura, il cui obiettivo ultimo è chiaramente lavorare al solo fine di arrivare al voto nel momento più propizio per la loro compagine.
Il momento è drammatico perché la globalizzazione ha indotto, come una maledetta epidemia, la globalizzazione di una crisi morale, politica, sociale che ha ormai infettato tutto il mondo portando al potere persone inadeguate nel momento peggiore, quando una grave crisi economica ed ambientale incombe sul nostro pianeta sta. Nessuno parla dei disastri nucleari russi, degli incendi che stanno mangiando le foreste amazzoniche e siberiane, dei ghiacciai che si sciolgono e dell’Antartide che sta riversando in mare milioni e milioni di metri cubi di acqua.
Noi, si gioca sulla pelle degli italiani solo allo scopo di andare alle elezioni nel momento giusto per poter avere il potere, il potere di governare un mucchio di cenere.
I prossimi cinque giorni saranno cruciali ma dopo queste consultazioni ogni cosa è possibile: nuove elezioni, un governo 5 stelle-pd, un ritorno di fiamma giallo-verde magari con ingresso di fratelli d’Italia. Confidiamo nel nostro Presidente della Repubblica che già martedi prossimo potrà rivelarci il futuro prossimo della politica italiana. Mala tempora currunt.
Alessio Capponi

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