Da Uno Vale Uno, A Uno Vale L’altro. La Fine Del Movimento.

Da Uno Vale Uno, A Uno Vale L’altro. La Fine Del Movimento.

Dopo essersi scambiati insulti per anni, dopo aver votato in maniera opposta su TAV, vaccini, concessioni autostradali, decreti sicurezza, riduzione dei parlamentari e qualsiasi altra legge, 5 stelle e pd si abbracciano amorevolmente.

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Le ambizioni personali dei politici prevalgono, come sempre, sul bene del Paese. Il Conte bis è il più vergognoso dei governi nella storia della Repubblica. La peggiore operazione di trasformismo politico dell'intera storia Italiana. Protagonista è il servo di due padroni capace, con sorriso e pochette d’ordinanza, di firmare i decreti sicurezza per poi assicurarne lo smantellamento al nuovo padrone. Di esultare insieme agli amici a 5 stelle per poi rinnegarne l’appartenenza. Di governare 14 mesi, condividendo le politiche di Salvini, per poi rinnegarle appena si prospettava uno spiraglio che prolungasse la sua carriera di premier. Un premier che ha tramato con l’Europa, che si è inginocchiato servilmente all’establishment franco/tedesco, svendendo la nostra dignità nazionale pur di mantenere una poltrona, garantendo all’Europa un’accoglienza di migranti senza fine da parte di un governo morbido e mansueto, in cambio di spread basso e flessibilità sui conti.

Come non comprendere i poveri peones grillini, già privati delle vacanze da quell’orco fascista, costretti ad accettare l’indegno inciucio, abbracciando il nemico storico del partito di Bibbiano, pur di non vedere svanire il loro sogno e di ritornare nelle loro stanzette tristi di disoccupati miracolati.

Gente senza capacità, senza prospettive e senza alcuna professionalità, incapace di riciclarsi nel mondo di lavoro. Persone indegne che dovrebbero rappresentare la migliore Italia e che, invece, accettano pavidamente l’abbraccio di Renzi, Boschi, Lotti, addirittura di Grasso e Boldrini, pur di non mollare la poltrona di quel parlamento che volevano aprire come una scatola di tonno. La lotta alla casta è finita presto, quando il peones si è fatto casta, impossessandosi avidamente dell’odiato privilegio.

Il voto sulla piattaforma di circa 60.000 non meglio identificate persone - che tengono in scacco 60 milioni di italiani stufi di questo sistema vergognoso, desiderosi di esprimersi e di mandare a casa questi indegni protagonisti del peggior trasformismo della storia - è l’esatto contrario della democrazia partecipata sbandierata dal movimento, messa in pratica da una srl che lucra su questo sistema di voto e sulla vita del moribondo nascente governo.

Nel penoso elenco dei ministri, sorvolando su un Di Maio che non conosce l’inglese agli esteri, un paio di situazioni sono maggiormente degne di essere notate.

La prima è il ministero degli interni assegnato ad un prefetto. In nessun esponente dei due schieramenti si è evidentemente ravvisata la presenza degli attributi necessari per recepire la pesante eredità di Matteo Salvini e l’importante lavoro svolto a tutela dei nostri confini. Una seconda nota va spesa per la vergognosa poltroncina omaggiata a Leu (Leu!!!) in cambio dell’appoggio in aula.

L’ultimo tuffo carpiato verso l’oblio grillino è l’assegnazione al partito di Bibbiano del ministero della famiglia. Mi sembra abbastanza.

di Massimiliano Piccinno

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