Teatro Al Femminile Con Manola

Al Teatro Due di Roma Virginia Risso e Gaia Contrafatto protagoniste di una commedia brillante che incanta il pubblico raccontando la diversità delle donne

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La produzione Teatro al Femminile con le sue donne che raccontano e interpretano altre donne ci ha regalato al Teatro Due di Roma un altro fiore all’occhiello con Manola, la commedia ironica e brillante interpretata magistralmente da Virginia Risso e Gaia Contrafatto.

Tratto dall'omonimo best seller di Margaret Mazzantini, lo spettacolo ha come protagoniste due sorelle che condividono solo il fatto di essere nate nello stesso momento e dallo stesso utero. Per il resto, come risulta dal racconto che fanno a turno sul palco, Ortensia e Anemone sono completamente diverse rappresentando una l’introversione e la fonte di ogni problema esistenzialistico e l’altra l’estroversione e la bellezza apparentemente vuota.

La terza presenza in scena è una non presenza considerato che Manola identificata in una maga o fattucchiera resta muta per tutta la durata della commedia. A lei le gemelle si sono rivolte per farsi un ulteriore dispetto, per cercare di cambiarsi o per trovare qualche soluzione a quel rapporto così controverso ma, magari, Manola semplicemente non esiste ed è solo il pretesto per aiutare le due sorelle al loro incontro finale che le porta a una sorta di riconciliazione delle loro rispettive figure.

Fatto sta che la storia sembra cucita apposta sulle due attrici che rappresentano gli stessi avvenimenti anche se visti da una prospettiva continuamente differente fornendo al pubblico quel cosiddetto rovescio della medaglia di cui dovremmo essere sempre a conoscenza ogni volta che ci raccontano un fatto.

La simpatica seduttrice Anemone è perfettamente personificata da Virginia Risso che, nel bene e nel male, riesce a rendere palesi le tante sfaccettature di una donna la cui tecnica di seduzione è soddisfare il piacere degli altri. Il timbro di voce è uno dei punti di forza per esprimere il carattere snob del personaggio che, in una forma molto naturale, mostra una superiorità mascherata da umiltà. E quando il destino creato con le sue stesse mani la relega nel ruolo di una sfatta donna di casa, la Risso da un’ulteriore prova di ottima attrice facendo conservare al suo personaggio ancora una certa dignità.

Gaia Contrafatto con una particolare bravura rende le tante sfaccettature negative di Ortensia con le parole ma, soprattutto, con una mimica tale che fa perdonare al personaggio quello che è stato il suo lasciarsi andare per anni passando più tempo a criticare la sorella piuttosto che a migliorare e accettare se stessa. E proprio la capacità dei cambi espressivi ne fanno anche una donna con un lato comico capace di fare divertire il pubblico che, alla fine, è sicuramente felice che Ortensia riesca a trovare una sua dimensione di riscatto nei confronti di quella gemella così ingombrante.

L’incontro è forse una riconciliazione delle due sorelle per un normale processo di crescita con l’accettazione delle reciproche diversità? Il pubblico del Teatro Due è stato libero di immaginarlo o interpretarlo anche se, al finale dello spettacolo, sembrava troppo impegnato ad applaudire le due protagoniste.

                                                                                       Rosario Schibeci 

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