Attraversamenti Multipli Festival

Un organismo vivente che abita nei quartieri della capitale. Questo è Attraversamenti Multipli per Alessandra Ferraro, direttrice artistica del festival insieme a Pako Graziani.

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Attraversamenti Multipli - Mondi: non uno che si sostituisce ad un altro, ma culture diverse che creano un mondo più grande, quello umano.

Attraversamenti Multipli è un progetto artistico che si è sviluppato scegliendo come luoghi del suo accadere, le zone di passaggio – stazioni dei treni e della metropolitana – e luoghi particolari della metropoli.

Formalmente è un festival creato da Margine Operativo che si interroga sulle relazioni tra i linguaggi artistici contemporanei e il presente inserendo eventi crossdisciplinari in spazi pubblici e in luoghi simbolo delle trasformazioni urbane.

Sostanzialmente è un organismo vivente che abita quartieri della capitale.

Lo capiamo meglio parlandone con una delle due anime di questo festival, Alessandra Ferraro, che insieme a Pako Graziani ha dato vita a questa creatura artistica nel 2001. 

Cos'è attraversamenti multipli e cosa rappresenta nel quartiere romano del Quadraro?

Attraversamenti Multipli è una festival che possiamo definire un organismo con tante braccia, un organismo multisfaccettato. È un principio che per noi vale per un’opera d’arte come per un festival. Costruiamo Attraversamenti Multipli come possiamo costruire un nostro spettacolo: un grande spettacolo fatto da tanti pezzi, da tante cellule vive, da tanti altri spettacoli. Anche i singoli spettacoli sono costruiti in un altro modo, per essere rappresentati fuori dai normali contesti teatrali.

Siamo arrivati alla 19ª edizione, abbiamo attraversato tantissimi spazi della città di Roma, per anni il nostro è stato un festival nomade e adesso, all’interno di una progettualità triennale, abbiamo scelto di abitare il quartiere del Quadraro, decidendo di sperimentare una frequentazione continuativa con questa porzione della metropoli. È stata un'esperienza estremamente positiva, perché abbiamo consolidato un rapporto che va al di là degli spazi fisici e che si è esteso alle persone e alle comunità che vivono in questo quadrante della città.

Un Site specific è una creazione o una performance artistica pensata e realizzata per essere inserita in un determinato luogo. Vivere un quartiere, o una sua parte, con le arti performative è un modo per riqualificare lo spazio?

Assolutamente sì. Però vorrei sottolineare che Attraversamenti Multipli è una festival con una caratura cittadina/nazionale/internazionale. Quest’anno abbiamo avuto tantissimi artisti dall’Europa attraverso il progetto Europa Creativa, il programma europeo di sostegno per settori culturali e creativi. Noi crediamo molto nell'elemento local, quindi una capacità di avere un’adesione a dei luoghi specifici e, contemporaneamente, uno sguardo internazionale. Questo è l’elemento che ha sempre attraversato il festival, anche quando era una realtà nomade.

Rispetto alla riqualificazione, abbiamo sempre scelto di attraversare, abitare, con il festival, degli spazi dove era in corso una riqualificazione urbana, perché crediamo profondamente nella relazione artistica tra il festival e la comunità, e nella sua possibilità di supportare i processi già in atto questo processo di riqualificazione. In quest'ottica, credo che Attraversamenti Multipli possa aiutare a trasformare i siti dove si svolge in luoghi di aggregazione. È un altro modo di vivere gli spazi pubblici, un modo sano.

Il Quadraro è molto interessante da questo punto di vista, in quanto ha una grande storia e, addirittura, una medaglia d’oro alla resistenza. Un quartiere con strutture abitative citate da illustri registi del calibro di Pasolini (Mamma Roma) e Monicelli (un Borghese piccolo piccolo); il “boomerang” che si affaccia su questa piazza, è stato uno dei primi esempi di edilizia popolare il cui progetto è firmato dagli architetti De Renzi e Muratori, all'interno di un progetto urbanistico più ampio, condiviso anche con l'architetto Adalberto Libera. La stessa isola pedonale, che noi utilizziamo, è stata costruita grazie ad una battaglia fatta dai cittadini perché Largo Spartaco non fosse soltanto un parcheggio, ma un’area aggregante.

Noi crediamo fortemente al fatto che, nell’arte, le arti performative possono assolutamente contribuire alla riqualificazione urbana. Per questo un elemento fondante di Attraversamenti Multipli è quello di confrontarsi con i paesaggi urbani.

Possiamo definire Attraversamenti Multipli un festival dedicato alle arti sceniche performative del contemporaneo nei paesaggi urbani.

Quindi siete la prova concreta di un site specific performativo?
Mi piace questa definizione! Sì, noi tentiamo di essere una prova concreta di un site specific performativo, di un festival che propone di confrontarsi con degli spazi urbani, con dei luoghi non convenzionali. Ecco perché stiamo anche rafforzando il progetto delle residenze artistiche, ospitando artisti in residenza al Quadraro per costruire delle performance con una forte adesione al territorio. Ci interessa l’espansione del teatro e della danza e cosa avviene all’interno dei codici artistici nel momento in cui si confrontano con dei luoghi duri e particolari come possono essere quelli urbani.

Oggi molti giovani lasciano l'Italia per cercare lavoro all'estero: non c'è solo la “fuga di cervelli”, ma anche di manodopera specializzata o realtà creative. Altre persone arrivano per cercare opportunità qui, per fuggire da guerre e fame. Tutti questi sono attraversamenti multipli. Come coniugate i vari linguaggi artistici che si mescolano nel vostro festival? Come trasformate le differenze in risorse?

È bellissimo questo ragionamento. È molto interessante perché è una lettura del contemporaneo, di questo attraversamento continuo di spazi e luoghi, di persone che lasciano i propri Paesi per volontà propria e altre che sono costrette a farlo perché costrette da guerre, fame, da situazioni invivibili. Rispetto ai codici artistici, lavoriamo molto sulla diversità nel rispetto delle diversità.

All’interno del festival c’è un intreccio sia di generazioni artistiche diverse, compagnie già affermate come ad esempio Roberto Latini e Fortebraccio teatro, Kinkaleri, che hanno fatto la storia della scena contemporanea, e artisti emergenti, tra i quali quelli stranieri. Quelli che abbiamo scelto quest’anno sono tutte realtà molto valide e anche molto giovani. Non cerchiamo mai di sintetizzare tutto. Per questo ti dicevo che è un organismo con tante braccia e ognuno, con la sua autonomia, e contemporaneamente con la capacità di far parte di questo organismo, dà vita alla molteplicità delle sue espressioni. 

Il sottotitolo del festival è “mondi”. Quali mondi attraversate?

Ogni anno abbiamo dei macro temi: quest’anno era mondi, un invito all’esplorazione. Un invito ad esplorare quello che sta accadendo, che si sta muovendo nelle arti performative. 

Tra questi mondi ce ne sono due interessanti: il progetto spettatori-migranti attori sociali e sconfinamenti linguistici. Che mondi sono?

Il progetto Spettatori Migranti / Attori Sociali è un progetto patrocinato dall'Alto Commissariato delle Naziuoni Unite per i Rifugiati. (http://www.spettatorimigranti.org/). Il blog è ideato dalla redazione di Teatro e Critica, webmagazine di teatro e danza, ed è un progetto editoriale, un laboratorio di cittadinanza attiva che punta all’interazione tra culture attraverso il teatro vissuto, da spettatori, come pratica sociale.  Per il secondo anno Spettatori Migranti sta curando il blog di Attraversamenti Multipli con un laboratorio di redazione meticcia che vede al lavoro Alagie Camara, Luca Lòtano e Mahamadou Kara Traore. È un lavoro tra immigrati e cittadinanza attiva attraverso progetti teatrali. Lo scorso anno il progetto era sugli sconfinamenti, sui confini visti non come linea che divide ma come linea in comune. È interessante vedere come spettatori provenienti da diverse culture, percepiscano lo stesso spettacolo. E qui ritorna l’importanza delle diversità. Non esiste solo la cultura occidentale, non esiste solo il nostro modo di approcciare alla cultura. Ci sono mondi diversi, culture diverse, compresa la cultura teatrale. Per questo è importante anche un altro progetto, quello di REdazione Meticcia, composta da ragazzi che vengono da altri paesi e da ragazzi italiani.

Meticciato è una parola a noi molto cara: il meticciato tra linguaggi artistici, tra forme, tra codici.

All’interno di questo progetto del blog c’è Sconfinamenti Linguistici. Durante le serate vengono individuati degli spettatori e viene chiesto loro di leggere il programma del giorno dopo nelle loro lingue. Noi pensiamo sempre alle lingue principali, ma nel mondo ci sono tantissime lingue, alcune delle quali stanno scomparendo, che spesso neanche conosciamo. È una rubrica interessante perché ci aiuta a renderci conto di quante culture ci sono nel mondo partendo dalla lingua. Questa esperienza di spettatori migranti è un altro modo per il festival di declinare concretamente la parola mondi.

Il festival ha abitato in vari quartieri della capitale. Come sono stati i rapporti con le amministrazioni? Qual è la percezione che i vari quartieri hanno avuto del vostro progetto?

Roma, come tutte le metropoli, è composta da tante città. Ogni luogo è molto diverso dall’altro. A livello di interfaccia con le istituzioni, abbiamo il contributo di Roma Capitale e della Regione Lazio. All’inizio abbiamo sicuramente riscontrato più difficoltà a lavorare negli spazio urbani, ma pian piano molte cose sono migliorate. C’è molta differenza di composizione sociale da un quartiere all'altro, ma Attraversamenti Multipli intercetta un pubblico che viene appositamente per vedere il festival, un pubblico metropolitano. La nostra mission è quella di intercettare anche i pubblici di prossimità, quelli che sono meno interessati alle arti per formative. Anche da questo punto di vista il Quadraro rappresenta una situazione molto stimolante, perché c’è una composizione sociale giovane e attiva. C’è il museo all’aria aperta di Street Art, nonostante il municipio Roma VII sia uno dei municipi più popolati di Roma e con meno spazi dedicati alla cultura. È un contesto interessante con cui interloquire e noi siamo in rete con una serie di realtà come alcune gallerie d’arte contemporanea, che lavorano molto con la Street Art; con il centro sociale Spartaco, che da sempre si riconosce come luogo di produzione indipendente e di fruizione della cultura; con la casa delle donne Lucha y Siesta, alle prese con un procedimento di sgombero. Realtà molto attive che creano una tessitura interessante con cui andare a relazionarsi.

Quindi la cultura diventa una rete per tutte queste identità?

È un elemento in più. Ci sono già delle realtà che lavorano in rete, c’è una struttura sociale molto sana. Attraversamenti Multipli non arriva mai ad invadere un luogo, cerchiamo di abitarlo, in relazione con le realtà esistenti, creando un dialogo con chi vive quegli spazi in maniera continuativa. In questi tre anni abbiamo fatto quest’esperimento di non essere più nomadi, ma abitare lo stesso luogo in maniera continuativa e abbiamo visto che ha funzionato. In questo momento c’è bisogno di concretizzare, di lasciare un segno, perché siamo in un momento difficile, di tensione nella convivenza. Roma in questo momento non è una città semplicissima e credo che la cultura abbia una grande forza di aggregazione. L’importante è che rimanga un segno concreto del lavoro svolto.

Pensate di rimanere al Quadraro?

Stiamo ragionando sul prossimo triennio. Quest'anno si conclude il triennio 2017/2018/2019.Siamo ancora nel vortice di questa edizione, che si concluderà il 28 settembre a Roma e continuerà 5 e 6 ottobre a Toffia, in provincia di Rieti. Credo tuttavia che ci siano buone possibilità di rilanciare al Quadraro. Ci stiamo pensando. Per adesso chiudiamo le giornate che restano a Roma e fuori Roma del festival.


Alessia de Antoniis

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