CLICK CLOCK- Teatro Cometa Off Dal 27 Al 29

CLICK CLOCK- Teatro Cometa Off Dal 27 Al 29

Con l’avvio della nuova stagione, il teatro Cometa Off propone uno spettacolo originale, conciso ed essenziale. È ideato, diretto e interpretato da Giovanni Libeccio che, con l’insigne nome di Catullo...

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CLICK CLOCK- Teatro Cometa Off dal 27 al 29 Settembre 2019


regia di Giovanni Libeccio e Gaspare Di Stefano
con Lorenzo Parrotto, Roberta Azzarone e Giovanni Libeccio

scene Sergio Inglese e Veronica Randazzo
disegno luci Gaspare Di Stefano
selezione musicale Lorella Libeccio

Con l’avvio della nuova stagione, il teatro Cometa Off propone uno spettacolo originale, conciso ed essenziale. È ideato, diretto e interpretato da Giovanni Libeccio che, con l’insigne nome di Catullo, viene introdotto sulla scena: qualche secondo di attesa, luce soffusa, un’altalena in leggero dondolio…giusto il tempo di ricollegare il nome al poeta latino, immaginare le sembianze di un uomo raffinato e altezzoso, elegante ed abile nella declamazione. Ecco invece claudicare un grottesco signore, un po' storpio, trasandato e balbettante che con la sua goffaggine stigmatizza efficacemente la morale del dramma. L’effetto a sorpresa accresce la simpatia del personaggio che, con l’accento spiccatamente siciliano, conquista e diverte il pubblico. Ad affiancarlo sono l’aggraziata presenza femminile di Roberta, nei panni di Jolly - misteriosa e seducente personalizzazione del tempo- figura a tratti ironica e saccente che sfoggia all’occorrenza dotte citazioni, e il giovane Lorenzo Parrotto nei panni di Costantino, un inetto figlio di papà nella Palermo dabbene. Il dramma è un atto unico, non vi è trama né alcuna successione di eventi; si propone piuttosto una riflessione su alcuni temi distintivi della nostra società: ambizione, disonestà, ignavia, corruzione, menzogna, illusione, frenesia, fretta, arrivismo e prepotenza, corsa e fuga… il tutto scandito quasi nevroticamente dal ticchettio di un orologio. Il ritmo è incalzante: non c’è tempo per fermarsi, alzare lo sguardo e osservarsi intorno. Se si avesse coraggio di mollare la presa ci si accorgerebbe di quanto labile e inconsistente sia ciò che si crede di aver conseguito tanto affannosamente. Ma la vita offre sempre opportunità per cambiare direzione: Costantino in uno stato di transito, in bilico tra la vita e la morte, deve fare i conti con le velleità su cui fino ad allora era convinto si fondasse il buon nome della famiglia. Sono svelate tutte le sue debolezze, quelle di un uomo impeccabile in famiglia, fuori trasgressivo e gaudente. Nonostante ciò la revisione di sé, guidata dalla regia del Tempo, non ha mai un tono inquisitorio, si sviluppa invece con ironia e leggerezza così ogni spettatore, in linea con il protagonista, è indotto a snidare i propri lati oscuri. Niente moralismo, solo specchio della realtà.

Ilaria Taranto

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