AGO Capitano Silenzioso – La Recensione Di Unfolding Roma

AGO Capitano Silenzioso – La Recensione Di Unfolding Roma

Ariele Vincenti "arriva in porto con il vessillo" al Teatro Ghione regalando aneddoti e perle preziose sul grande e unico Agostino "Diba" Di Bartolomei.

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“Ti hanno tolto la Roma, non la tua curva” e la platea presente ieri sera al Teatro Ghione quella curva ce l’aveva dentro, piena di amore e orgoglio per il suo capitano silenzioso, perché lui, il grande Diba, è stato e resterà sempre il Capitano.

Un uomo e un giocatore di altri tempi, di un calcio perso nei meandri della mente, simbolo di Roma e della romanità, un esempio per tutti che Ariele Vincenti ha avuto il grande merito di riportare in vita. Sì, in vita, perché ieri sera Agostino era tra noi, presenza silenziosa come solo lui sapeva essere. La sua eleganza, la sua educazione, il suo rispetto per il prossimo che caratterizzavano ogni sua presenza in campo e che lo rendevano unico e, allo stesso tempo, padre, marito e figlio di tutti, hanno aleggiato per tutta la sera tra il pubblico. Un pubblico, a differenza del Capitano, “rumoroso” che ha accompagnato tutta la serata con sussulti, ricordi personali sussurrati al proprio vicino, approvazioni e occhi lucidi.

Un grandissimo lavoro quello realizzato dall’attore e regista romano, che partendo dai ricordi trasmessigli dal padre Giancarlo, amico d’infanzia e compagno di scorribande calcistiche di Agostino, ha portato in scena con gli occhi di un tifoso doc tanti aneddoti della vita del numero 10, concentrandosi più sull’innocenza della sua gioventù che sulla storia della sua carriera. Perché la carriera la conosciamo tutti, il dopo anche, ma il prima e tutto ciò che ha portato Di Bartolomei a diventare Diba, quelli no non li sapevamo e scoprirli sentendoli dalla voce commossa e roca di colui che lo ha conosciuto da piccolo e di colui che ha voluto riportare su un palco le parole di un padre che “lo ha reso giallorosso” è stata un’emozione indimenticabile. Un monologo quello di Ariele talmente intenso e sentito, che spesso è stato difficile scernere l’attore dal personaggio che interpretava.

E se già di per sé lo spettacolo aveva regalato tantissimo a livello emotivo, mettendo a dura prova lo stato d’animo dei presenti, l’epilogo finale con Vincenti seduto spalle al pubblico, con addosso la maglia numero 10, che guardava scorrere le immagini di Agostino sulle note di “Il calcio figlio del popolo” del cantautore Emilio Stella ha fatto crollare veramente tutti. E mai canzone fu più appropriata, dal momento che di quello si era parlato: del calcio figlio del popolo che, purtroppo, non esiste più.

A fine serata, poi, un’altra testimonianza della grandezza d’animo lasciata in eredità in tutta Italia da Di Bartolomei, è stato l’intervento del giornalista Stefano Girlanda, capo redattore della pagina di cultura e spettacolo del giornale di Vicenza, che ha condiviso con attore e platea il ricordo di un Agostino che durante la storica vittoria del Vicenza sulla Roma per 4-3 nella stagione 1977-1978, gioì con l’ex compagno di squadra Ernesto Galli che riuscì a parargli un rigore all’85. Questo era Ago Diba Di Bartolomei, capitano silenzioso mai dimenticato!!

Applausi a scena aperta e sciarpe al vento per uno spettacolo realizzato con il cuore in onore di un uomo di cuore, in programmazione al Teatro Ghione fino al 6 ottobre.

Alessia Graffi

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