La Misteriosa Scomparsa Di W - Recensione Di Flaminio Boni

La Misteriosa Scomparsa Di W - Recensione Di Flaminio Boni

Una donna qualsiasi alla conquista del suo tutto, una continua ricerca del pezzo mancante nella propria vita. La misteriosa scomparsa di W è una seduta autopsicanalitica roboante.

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Un carillon suona una dolce ninna nanna. V è appena nata ed è già carica di entusiasmo, curiosità e passione per la vita. Intorno a lei accadono cose meravigliose.Presto, però, il mondo le riserva la prima delusione, il primo tradimento V perde la fiducia nel prossimo: da quel momento la sua vita sarà una corsa affannata e funambolica alla ricerca di un pezzo mancante, di qualcuno o qualcosa che possa dare un senso intero alla sua esistenza.

V, in sella ad un triciclo, ripercorre la propria vita alla ricerca di un pezzo mancante, W, in un percorso surreale, comico e drammatico allo stesso tempo.

E’una donna insicura, agitata, nevrotica. Perde l’uso dei cinque sensi a volte in maniera alternata, altre volte tutti insieme. Ha dei frequenti e improvvisi cambiamenti d’umore passando da un eccesso all’altro.

Vive in un continuo squilibrio immersa in un mondo che invia messaggi completamente contraddittori, passando dal dramma della realtà ad una superficialità sconcertante con la stessa velocità con cui si cambia canale.

V vive nel rimpianto di W e non si dà pace. Ogni tanto pensa di riscoprirlo in una persona del proprio passato: il nonno Wilfredo, il fidanzato Wolmer, Wilma, l’amica del cuore, o il coniglio Walter. Ma W non è nessuno di loro.

In sella al suo piccolo triciclo, feticcio di un’infanzia perduta per sempre, cerca una risposta al proprio malessere interrogandosi intanto sui grandi drammi della vita: la povertà, la guerra, l’ amicizia, l’amore, l’intolleranza e il dolore.

Un viaggio onirico eppure reale che la porterà a rincongiungersi con una parte di lei che aveva perduto.

La misteriosa scomparsa di W è un testo di Stefano Benni che miscela il buono e il cattivo, il giusto e lo scorretto in contrasti aspri, sempre molto ironici, talvolta amaramente.

Anastasia Astolfi è bravissima e coinvolgente in questo monologo difficilissimo, rocambolesco e paradossale. Anastasia dimostra padronanza del mezzo teatrale: riesce a mutare espressività in maniera rapida e precisa, accompagnando il mutamento con un’analoga trasformazione della voce; gioca coi toni e con gli sguardi tenendo in bilico il pubblico su un terreno di sensazioni contrastanti.

La sua V indossa un vestitino bianco infantile, siede su un triciclo e armeggia costantemente con una coperta. Anastasia gioca con questa coperta: ogni volta che il personaggio rievoca un ricordo la coperta diventa qualcosa che possa rappresentarlo.

La Astolfi lascia da parte per una volta il teatro ragazzi a cui dedica la propria vita e noi non possiamo che esserne contenti: ferma restando l’importanza e la necessità della sua attività, anche noi adulti abbiamo bisogno di vedere del buon teatro e Anastasia fa questo, del buon teatro.

La misteriosa scomparsa di W

Di Stefano Benni

Diretto e interpretato da Anastasia Astolfi

Luci di Alessia Sambrini

Atmosfere sonore di Luana Lunetta

Flaminio Boni

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