Le Variazioni Cromatiche Di Giuseppe Oliva Alla Arte Borgo Gallery

Le Variazioni Cromatiche Di Giuseppe Oliva Alla Arte Borgo Gallery

L'artista siciliano torna nella Capitale con la sua pittura materica, le sue cromie, la pastosità delle sue spatolature - di Alessia de Antoniis

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Variazioni Cromatiche è il titolo della personale che la Arte Borgo Gallery ha dedicato al pittore siciliano Giuseppe Oliva.

Ragusano, cresciuto a Trapani, trapiantato a Varese, Giuseppe Oliva porta con sé, tra le nebbie della terra padana, i profumi, i colori, i suoni della sua Trinacria.

Il giallo delle ginestre, pianta endemica della della sua Sicilia, capace di crescere rigogliosa anche sulle laviche pendici dell'Etna.

Il blu, declinato nelle sue tonalità, foriero del profumo salmastro del Mediterraneo, le cui acque levantine baciano le coste di questa landa orientale.

Il bianco di ogni singola onda che fugge e s'appressa, come in attesa dell'apparizione di una novella Venere.

Le note rosse dei tramonti sono come un'ouverture che precede direttamente il finale.

Quelli di Oliva sono paesaggi dell'anima, quell'anima radice comune della ragione e della follia, anima che appartiene sia all'uomo che al mondo, anima che l'uomo moderno ha reso asfittica scollegandola dall'universo circostante in un crescendo dell'io e che, nel volersi mettere al di sopra del mondo, ha reso se stesso solo, re di un mondo morente.

Oliva, invece, cerca di recuperare il contatto tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo, tra l'anima dell'uomo e l'anima del mondo: non più due realtà dicotomiche, quanto due porte di accesso alla stessa realtà, all'infinito. La chiave per aprire quella porta sta nelle emozioni, in quel linguaggio universale che lega indissolubilmente due anime lontane nello spazio e nel tempo.

Indipendentemente dalle assonanze con Manet o Monet, che la sua tecnica o il suo stile siano di derivazione impressionista, il desiderio del pittore, nascosto nella fisicità delle spatolature, in quella materia che fuoriesce dalla tela, che quasi ti invita a immergere le tue mani in quelle acque, è affidare il suo infinito all'infinito dell'osservatore.

Nel preciso momento in cui l'occhio di chi guarda si posa sulla tela, le emozioni non sono più di chi l'opera l'ha creata, diventano quelle di chi la vive, di chi segue quella scia sull'acqua, di chi sente il profumo di quel mare che affiora nella sua memoria, di chi si lascia cullare dal suono di quelle onde che appartengono ad ogni mare, ad ogni anima, ad ogni infinito.

Allora il sole che muore, tuffandosi nel mare della Sicilia di Giuseppe Oliva, diventa lo stesso di quello raccontato nei sublimi versi del famoso poeta greco Ghiannis Ritsos

Il tramonto brillò
sul dorso di un uccello.
Lo vedemmo insieme. Sorridemmo.
La tua mano si ritrovò nella mia mano.

Nelle tele di Oliva c'è sempre il senso dell'andare oltre. I suoi riflessi, che siano dell'alba che saluta il nuovo giorno o del tramonto che lascia spazio alle luci della notte, sono sempre una strada verso l'orizzonte, verso l'infinito. Un prezioso filo dorato che si dipana nei nostri ricordi, ricollegandoci a sensazioni perdute nel tempo. Anche nel caso in cui l'opera sia nata da una condizione tragica, in chi la accoglie può suscitare altro: nostalgia, amore, solitudine, amicizia, nel rispetto di quella “filosofia dell'andare oltre” che costituisce la vera cifra stilistica di questo pittore, consapevole che l'artista non trasmette emozioni, le suscita.


Alessia de Antoniis





Giuseppe Oliva - biografia

Siciliano di origine, Giuseppe Oliva nasce a Vittoria, in provincia di Ragusa, il 13 ottobre del 1949. All’età di undici anni si trasferisce a Trapani. Lì trascorre gli anni dell’adolescenza e della gioventù, durante i quali effettua i suoi primi esperimenti artistici. L’ambiente trapanese lascerà una traccia profonda nella sua futura opera. Nei paesaggi marini, in particolare e nei blu increspati delle sue acque, che saranno il leitmotiv di gran parte della sua produzione artistica.
A ventisei anni approda a Varese, dove esercita diverse professioni: prima funzionario dell’Intendenza di Finanza, poi consulente in materia di manifestazioni e, infine, attualmente, responsabile della divisione promozioni dell’Agenzia di pubblicità Slang Comunicazione di Milano.
Nelle opere di Oliva il profondo sud del Mare Mediterraneo e l’alto nord delle colline varesine convivono, in un’infinita gamma di azzurri e di verdi. Anche se nelle sue tele prevale sempre il sapore salmastro della sua terra d’origine.
La sua è una pittura scultorea: con spatolate nervose e generose stende generosamente colori corposi, corpulenti capaci di resuscitare pezzi di mare, di dar voce alle brezze marine, di restituire profumi di erbe ai boschi silenziosi e di muovere danze di nuvole. Ecco allora che lo sguardo si tuffa sulla superficie del quadro e lì si muove, attratto dalla moltiplicazione e dal magnetismo dei riflessi di un paesaggio vivo, cangiante, dalle infinite sfumature non solo cromatiche, ma anche energetiche. Nei suoi ultimi lavori i giochi di luce e i riverberi cangianti del paesaggio dialogano con un brulicare di emozioni, richiamando il perpetuo divenire del mare, della natura e della vita, di cui le tele di Oliva sono accenni chiaroscurali. Nei riflessi che illuminano una porzione di paesaggio, infatti, soggiorna sempre il pennello dell’artista, invitando i nostri occhi a trarre profondità dalla visione. Ha dichiarato che trae ispirazione dagli impressionisti, e infatti la sua è una pittura che respira en plei air le acque del mare e dei laghi, le nubi del cielo e le erbe della terra.
Tre le mostre personali: due a Varese nel 2009 e nel 2012 e una a Trapani nel 2011.
Nel 2012 ha partecipato alla Fiera Arte Padova, ospite della Milano Art Gallery e nel settembre del 2013 ha esposto a Padova presso la Galleria Civica.







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