La Linea Gialla - Di Alessia De Antoniis

La Linea Gialla - Di Alessia De Antoniis

Presentato alla Arte Borgo Gallery il nuovo libro di Stefania Meneghella.

275
stampa articolo Scarica pdf

Se l'arte e la poesia hanno in comune lo spirito di suscitare emozioni, la presentazione del libro La Linea Gialla, della giovane scrittrice barese Stefania Meneghella, nella suggestiva cornice della Arte Borgo Gallery di Roma circondati dalle tele del pittore siciliano Giuseppe Oliva, rappresenta un connubio potente tra le due forme espressive.

Stefania Meneghella nasce a Bari nel 1994 ed è un'assistente sociale con la passione per la scrittura e il dono di capire l'animo altrui. È una giovane donna che vive sul campo, collaborando con una comunità educativa minorile.

La sua scrittura, di getto, potente, immediata, che si snoda con naturalezza tra prosa e poesia, consente al lettore di immergersi in una storia per molti lontana, che però riecheggia nelle profondità delle nostre anime.

La Linea Gialla è un romanzo psicopedagogico, un racconto di fantasia che parte da situazioni reali e che trae spunto da un ragazzo che si fermò in comunità solo poche ore prima di scappare. Una storia paradigmatica di tanti giovani che hanno incrociato la vita della scrittrice.

La linea gialla è quella che si trova su ogni banchina delle stazioni, che una voce diffusa da un altoparlante ci dice sempre di “non attraversare”. Rappresenta qui la linea di confine tra vita e non-vita, tra vittoria e sconfitta, tra valori e disvalori, che ogni individuo si trova davanti quando sceglie che corso dare alla propria esistenza. È quella che ognuno di noi dovrebbe avere il coraggio di attraversare, lottando contro quella voce proveniente da un luogo remoto della nostra psiche, che ci blocca con la paura, la disistima, l'insicurezza, trattenendoci nella nostra oscurità. Superare quella linea gialla è il nostro modo di andare verso la libertà. Verso la felicità.

Il libro è dedicato “Alle strade che si vorrebbero incrociare, e a quelle che si intraprendono solo per farsi male. Alle tante linee gialle che incontriamo e che, spesso, non riusciamo a varcare...”

Protagonista dell'ultimo lavoro di Stefania Meneghella è Adham, un ragazzo come tutti, diviso tra bene e male, diviso da una linea gialla che non è là fuori, ma qua dentro, che divide lui per primo.

Adham è un incidente. «Eccolo qui, il nostro incidente!» furono le parole di suo padre quando lo vide per la prima volta.

È un ragazzo che pochi vorrebbero come figlio, eppure è il figlio di tanti, di una società che si sta perdendo, che per comodità definiamo liquida. Adham rappresenta quelli che hanno solo la sventura di essere nati nel posto sbagliato, senza nessuno che copra i loro errori pur di non assumersi la responsabilità delle proprie manchevolezze come genitori.

Nelle parole di Adham, l'accusa a generazioni di non-genitori.

Mamma… Papà… Cosa è la libertà? Voi me l’avete mai insegnata? In questa stanza, di libertà non ne vedo. Nemmeno di comprensione. Né di rispetto. Chi sono io?

Mamma… Papà… Me ne sto andando. Mi butto a capofitto nel mare, e ritrovo la mia libertà. Ma quale libertà? Io non ce l’ho una libertà, non l’ho mai avuta. Essere liberi significa essere sé stessi: ma chi sono io?

Adham è un giovane come tanti, che pensa di trovare la libertà nella morte. “Io non mi conosco, vorrei uccidermi. Morire e andare all’Inferno. Forse lì sarei libero, e potrei essere me stesso”. Un ragazzo che vede la prigione come luogo di libertà: “Voglio tornare dentro, lì sarei finalmente libero”.

Adham vuole attraversare la linea gialla, ma la libertà fa paura. Perchè per essere felici ci vuole coraggio.

Educatrì me ne vado: quella frase che ripete come un mantra durante il suo soggiorno nella comunità educativa, è in realtà un grido di aiuto. Solo che nessuno lo ha mai aiutato, nessuno gli ha mai insegnato cosa significhi essere figlio, essere accettato, amato, rispettato, diventando di fatto incapace di ri-conoscere ciò che di positivo gli viene offerto.

Quello che gli è stato insegnato, che ha appreso dalle parole di suo padre Ajani, è dire Basta! Mi hai stancato! Vattene! Quello che sa di se stesso è che “Sei già stato un “incidente”, io non lo voglio un figlio come te!”

Sono parole, solo parole, ma che creano realtà. Parole che risuonano nella quotidianità di tante famiglie.

Sullo sfondo del racconto una figura affatto marginale, sua madre Adla, che “scrutava da lontano l’influenza che Ajani stava avendo su suo figlio e piangeva dentro”.

Con gentilezza, tenerezza e durezza insieme, Stefania Meneghella affronta temi complessi e attuali come il lavoro minorile, la dispersione scolastica, le violenze familiari su mogli e figli, l'emarginazione, l'alienazione genitoriale. Dalle pagine, scritte con infinita delicatezza, durante le quali entriamo in punta dei piedi nei sentimenti di un figlio di qualunque donna, emergono realtà purtroppo ancora estremamente diffuse. Non importa se i nomi sono stranieri, appartenenti ad un'altra cultura: tutto questo accade anche accanto a casa nostra.

Adham è il simbolo di tanti ragazzi di ogni nazionalità, colore, lingua, rappresentante di tutti quei bambini, adolescenti, figli che si aspettano solo di sentirsi dire “Come stai?”, di sentirsi compresi, accettati, amati.

Tra le righe del libro scorre una denuncia nei confronti della condizione delle donne, che subiscono soprusi, che non riconoscono il loro valore, vittime di una società che può e deve essere cambiata dalle donne, dalle madri.

La linea gialla di Adham è anche la linea gialla di ogni membro di questa grande famiglia umana che resta troppo spesso divisa dalle linee gialle al suo interno.

Il libro di Stefania è introspettivo, intimo, urlato, sussurrato, che tocca corde che risuonano in ognuno di noi. È la storia di un ragazzo che lascia la sua stanzetta per la strada; scritto con parole che, come sassolini che ci indicano un percorso, conduce il lettore dalla strada ad una stanzetta, rimasta chiusa dentro di noi, dove c'è il nostro Adham, che aspetta sempre di sentirsi chiedere “Come stai?”. Di essere abbracciato, amato, protetto.

Alessia de Antoniis


La linea gialla

di

Stefania Meneghella

Editore: L'Erudita

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 19 dicembre 2018

Pagine: 200 p.









© Riproduzione riservata