Filastrocche Della Nera Luce – Cronache Dalla Shoah -

Filastrocche Della Nera Luce – Cronache Dalla Shoah -

Il 16 ottobre, giorno della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma, Giuseppe Manfridi presenta il suo libro alla Casa della Storia e della Memoria. Di Alessia De Antoniis

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Mercoledì 16 ottobre - data cruciale nella storia di Roma quando, nel 1943, avvenne la deportazione degli ebrei del ghetto - presso la Casa della Storia e della Memoria, in via Francesco di Sales 5, alle ore 18:00 verrà presentato in forma di spettacolo il libro Filastrocche della nera luce – cronache dalla Shoah di Giuseppe Manfridi, edito da La Mongolfiera Editrice.

A introdurre sarà il professor Claudio Giovanardi che illustrerà il concetto di filastrocca alla luce dell’uso che ne viene fatto dall’autore per penetrare i temi tragici della Shoah. Seguirà poi, in un intarsio letture e canti, la perfomance di cui saranno protagonisti, con Evelina Meghnagi, straordinaria interprete del repertorio canoro ebraico e qui anche attrice, Lorenzo Macrì e lo stesso autore. A corredo, verranno proiettate le immagini originali concepite da Manuel de Teffé e contenute nel volume.

Come si può usare la filastrocca per raccontare il dramma della Shoah? La risposta è nelle parole di Claudio Giovanardi, nell'introduzione al libro: “Filastrocche della nera luce - cronache dalla Shoah - di Giuseppe Manfridi rivela già nel lancinante ossimoro del titolo la proficua contraddizione che sta a premessa del racconto: la tragedia dell’Olocausto in forma di filastrocche. Ma come? Una materia così grave accomodata in una forma che si usa per le fiabe dei bambini? Esattamente. Di fronte agli abissi del male siamo tutti bambini e ci mettiamo in ascolto pieni di speranza e di paura”.

Quello di Manfridi non è il solito testo celebrativo, non è una storia da cui trarre un film, non è una testimonianza storica. Semplicemente un coro di voci sommesse, sussurranti, che si accendono come lucciole in una notte senza luna. Semplici filastrocche, di quelle che una volta si leggevano ai bambini che, da grandi, avrebbero a loro volta raccontato ai propri figli e nipoti. Questo, dalla notte dei tempi, il modo di tramandare il sapere, le storie di famiglia, le gesta di popoli ed eroi.

Cosa resterà della Shoah quando l'ultimo superstite avrà smesso di raccontare? Un capitolo in un libro di storia? Forse, a meno che non impariamo a raccontare questa, ed altre storie, a voce, come si faceva una volta, in quel modo antico che ci ha permesso di ricordare ciò che sui libri di storia ancora non c'era. O che non ci sarebbe mai stato.

Filastrocche della nera luce (cronache dalla Shoah), scritto in maniera sublime da una delle più prestigiose penne contemporanee, da un non ebreo, colpisce per le emozioni che contiene e trasmette. È un dono lasciato ai posteri. È l'opportunità di cantare, come una volta gli aedi, una storia che appartiene all'umanità. Non la tragedia di un popolo vittima di un altro, ma quella di una grande famiglia, composta da tanti colori, che parla tante lingue, che abita tante terre, e che soffre sempre nello stesso modo. Quella grande famiglia umana che assiste ancora oggi a stermini e distruzioni di massa e per la quale, troppo spesso, la storia non è magistra vitae.

In chiusura, una raccolta di immagini di Manuel de Teffé. Manfridi li chiama sipari e le sue parole ne spiegano la natura in modo ineguagliabile: “Oltre la soglia delle parole, a dare compiutezza al libro è, poi, la sua seconda parte, ovvero l’album delle tavole create da Manuel de Teffé. Queste immagini mi piace chiamarle ‘Sipari’, (...) in quanto negazione della luce, e, al contempo, affermazione per contrasto di quella luce che una cortina di smemoratezza vorrebbe obliterare. Sipari, in quanto chiusi sul mistero di una scena che è dimora di drammi così intensi da imprimere il loro urlo policromatico e incensurabile sulla stessa materia destinata a celarli”.

Alessia de Antoniis



GIUSEPPE MANFRIDI, romano, è drammaturgo, romanziere e sceneggiatore. Sin dalla metà degli anni Ottanta la sua drammaturgia è costantemente rappresentata sia in Italia che all’estero. Numerose sono le tesi di laurea dedicate al suo lavoro. Tutto la sua drammaturgia è in corso di pubblicazione presso la Mongolfiera Editrice.

MANUEL DE TEFFÉ, romano, è regista, sceneggiatore, produttore esecutivo. Negli ultimi anni, oltre a lavorare per varie produzioni cinematografiche italiane ed estere, crea per il gruppo editoriale francese Média Participations il progetto musicale Cecilia Music di cui è anche direttore artistico.



GenereTeatro Listino:€ 20,00 Editore:La Mongolfiera Collana:Teatro/Memoria
Pagine:224 Formato:brossura, Illustrato Lingua:Italiano Illustratori:Manuel De Teffé EAN:9788899514945


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