Mutter

Il coraggio di una madre in guerra secondo lorenzo de liberato

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MUTTER

Scritto e diretto da Lorenzo De Liberato

con Giordana Morandini, Fabrizio Milano, Irene Vannelli, Lorenzo Garufo,

Francesca Bellucci, Bruno Ricci

luci Mateo Ziglio

aiuto regia Giulia Pera

dal 10 al 20 ottobre 2019

Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

Il coraggio di una madre e il dramma dei figli in guerra secondo Lorenzo de Liberato.

Il Teatro Studio Uno, nerbo pulsante del quartiere di Torpignattara, riprende la sua attività con entusiasmo e determinazione. Dopo l’inaugurazione della biblioteca popolare, continua a percepirsi un’atmosfera briosa e gioviale dove cultura, arte, danza si intrecciano e tutto abbracciano. L’ambiente è familiare e accogliente. Pronto ad assistere allo spettacolo, lo spettatore entra e prende posto e subito irrompono sulla scena due giovani. Il dramma inizia o meglio continua nel suo fluire eterno senza che ci sia un annuncio o un cambio di luce. Il pubblico partecipa dello stesso spazio degli attori; la sua attenzione è richiamata in medias res. Non c’è sipario né palco, tanto labile è il confine tra realtà e finzione che sarebbe fuorviante demarcare nettamente le due dimensioni. In scena si delinea un ambiente domestico con un tavolo, una bottiglia di grappa, delle lenzuola appese alle pareti, due donne, una l’antitesi dell’altra: la femmina di mondo, che non trova affatto strano ubriacarsi di mattina, lei che ha fatto della violenza subita da adolescente una risorsa per sbarcare il lunario, non ha certo remore di osservare regole di comportamento; l’altra, impacciata, menomata ha un’espressione che conserva tracce di ilarità e speranza. Tra le due trova posto un giovane, il fratello della seconda. Spontaneamente tenero e premuroso con la sorella minore, obbedisce alla madre, l’autorevole locandiera che la vita ha costretto a rivestire più ruoli: quello di padre e di madre, di responsabile e dipendente della sua stessa attività. Inflessibile nel suo rigore, sacrifica i suoi figli per la sopravvivenza. La guerra ha reso bruti, materiali, cannibali. Non c’è via di fuga, tutto si svolge nell’unico spazio a disposizione, l’unico che dovrebbe rassicurare e proteggere, è invece terreno di aggressione dove si perpetrano amare decisioni. Non c’è scampo al terrore e alla ferocia. La lava del male ha incenerito il terreno erboso della vita umana. Una piccola ginestra si ergeva ancora, la sola figura femminile nella famiglia per la quale, nonostante gli impedimenti fisici, si prospettavano disegni futuri: un marito, un impiego...Ancora capace di dolci sentimenti, è inascoltata, così all’improvviso anche la sua tenerezza viene strappata precocemente all’esistenza. A quella madre-padrone cosa resta ora? Questa Ecuba moderna non può che piangere, struggersi nel suo dolore, affogare nell’oceano di efferatezza e brutalità.

Ilaria Taranto

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