Motherless Brooklyn

Edward Norton torna dietro la macchina da presa con una storia sul Trump degli anni '50 - di Alessia de Antoniis

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Edward Norton torna dietro la macchina da presa per il film che ha aperto la nuova edizione della Festa del Cinema di Roma, Motherless Brooklyn, un noir tratto dall'omonimo romanzo di Jonathan Lethem del 1999.

Negli anni ’50, a New York, Lionel Essrog (Edward Norton), investigatore privato affetto dalla sindrome di Tourette, indaga sull’omicidio del suo mentore e unico amico, Frank Minna (Bruce Willis). Immergendosi in un mistero che lo porta dai locali di musica jazz di Harlem ai bassifondi di Brooklyn, fino alle dorate stanze del potere, armato solo di pochi indizi e dell’ingegno della propria mente ossessiva, Lionel comincia a svelare segreti gelosamente custoditi, sui quali poggiano le sorti di tutta New York

Interessante l'adattamento di Edward Norton, che trasporta la storia dagli anni '90 del romanzo originale agli anni '50, mettendo insieme un cast stellare e avvalendosi dello splendido lavoro della scenografa Beth Mickle, del direttore della fotografia Dick Pope, della costumista Amy Roth e del compositore Daniel Pemberton.

Il film inizia con una breve interpretazione di Bruce Willis nei panni di Frank Minna, proprietario di un'agenzia investigativa dove lavorano orfani - da qui il titolo del film - che ha preso sotto la sua ala protettrice quando era giovane. Il suo omicidio mette in moto gli eventi del film.

Norton interpreta Lionel Essrog, uno degli "Uomini di Minna", un detective che ha una memoria fotografica ma soffre della Sindrome di Tourette. Basta l'abilità di Norton nell'interpretare questo ruolo a rendere Lionel Essrog un personaggio dello schermo unico.

La trama principale si mescola fin dall'inizio alle storie secondarie, che arricchirebbero maggiormente il film se fossero collegate meglio: già dalla scena di apertura è difficile capire cosa stia accadendo. Anche la storia tra Lionel e Laura Rose (Gugu Mbatha-Raw), un'avvocatessa nera attiva nel sociale, non è mai chiara e ben definita.

Il film è una denuncia alla discriminazione razziale e alle disuguaglianze esistente nella New York dell'epoca e ha il pregio di portare sullo schermo aspetti politici meno noti della storia della città, approfondendo le crudeli strategie utilizzate dagli amministratori del tempo per distruggere le comunità più povere di New York e portare avanti un progetto di riqualificazione che ha consentito alla città di avere l'aspetto attuale.

Il “master builder” di New York, Moses Randolph (Alec Baldwin), fa chiaro riferimento a Robert Moses e alle sue manovre per abbattere gli slum e favorire le élite.

Alcuni dei personaggi, come i colleghi di Lionel, Tony Vermonte (Bobby Cannavale), Gil (Ethan Suplee) e Danny (Dallas Roberts), a volte sembrano superflui rispetto alla trama e le loro scene, non risolutive, sono tra quelle che ne appesantiscono lo sviluppo.

È un film ricco di dettagli, con un'ottima fotografia, a volte fumoso. In ogni caso un film che si distingue. Colonna sonora accattivante, cast di bravissimi attori, un po' lungo.

Alessia de Antoniis


Motherless Brooklyn

Edward Norton

Stati Uniti, 2019, 144'

Cast Edward Norton, Gugu Mbatha-Raw, Alec Baldwin, Willem Dafoe, Bruce Willis, Ethan Suplee

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