Che Fine Hanno Fatto Bette Davis E Joan Crawford - Di Alessia De Antoniis

Che Fine Hanno Fatto Bette Davis E Joan Crawford - Di Alessia De Antoniis

Battute folgoranti, allusioni maliziose e pungenti, parole di disumana ferocia e cattiveria. Fino al 31 otttobre all'OFF/OFF Theatre. And the winner is…

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Bette Davis (“Betti Davis....si pronuncia Betti” sottolinea stizzita la diva) e Joan Crawford: due personaggi forti, due donne dalla lingua tagliente, amate e odiate, sicuramente temute. Sono loro le protagoniste della commedia “Che fine hanno fatto Bette Davis e Joan Crawford?” in scena all'Off/Off fino al 31 ottobre, per la regia di Fabrizio Bancale.

Il testo, scritto da Jean Marboeuf e qui interpretato da Gianni De Feo e Riccardo Castagnari, ci fa rivivere, nel breve spazio di un'ora e mezza, il confronto spietato, i capricci, i ricatti, le ripicche e le vendette tra due mostri sacri dell'età d'oro di Hollywood prima, durante e dopo le tre settimane di riprese del film “Che fine ha fatto Baby Jane?”.

Non sono più gli anni che le hanno viste all'apice del loro successo, sono due stelle in declino, Hollywood è cambiata. Molte delle vecchie star sono morte, mentre altre vivono rinchiuse nelle loro ville circondate dai ricordi.

Ma non miss Davis e miss Crawford. Loro no. Loro sono determinate a risorgere dalle loro ceneri, tra malvagità e cinismo, nell'ultimo film di Robert Aldrich “Che fine ha fatto Baby Jane?”. Siamo nel 1962, l'anno della morte di Marilyn, che “non aveva lo stile della Garbo e della Dietrich”, come puntualizza Joan.

È Bette Davis (Gianni De Feo) la prima ad entrare in scena. È come la ricordiamo: acida, sorriso sarcastico, falsa nei modi, sprezzante, che grida e lancia battute taglienti.

Parrucca bionda all'inglese del secolo scorso, trucco esagerato, una vecchia donna vestita con un abito grottesco. È lei ad iniziare il dialogo epistolare immaginato da Jean Marboeuf, autore del testo, che ci restituisce uno spaccato ben definito della vita e del carattere delle due dive.

Anche la scenografia, quasi priva di colori, ci riporta alla mente i film in bianco e nero in cui le vedevamo recitare.

Jean Marboeuf immagina, attraverso un collage di aneddoti e fatti realmente accaduti, una corrispondenza tra Bette Davis e Joan Crawford, uno scambio di lettere che si sviluppa in un crescendo che va dalla cortesia di circostanza alle battute caustiche e feroci.

Il pubblico assiste rapito al dialogo tra le due stelle, che arrivano ad essere sarcastiche anche nel modo di firmarsi: “Madre di tre figli, divorziata, trent'anni di esperienza nel cinema, due Oscar, nove candidature” quella di Bette Davis. “Miss Joan Crowford, 80 film, 2 mariti...morti, un Oscar”, quella della rivale.

Riccardo Castagnari fa rivivere la Crowford nella sua ferocia, nella sua scorrettezza, ma anche mostrando il suo lato vulnerabile, umano, di donna di un paesino del Texas che ha conosciuto la fame e che si muove in un mondo ingiusto, ingrato e profondamente misogino, nonostante sia la vedova del signor Pepsi Cola.

La sua recitazione glaciale è il giusto contrappeso all'esagerazione della Davis/De Feo.

La rivalità tra le due donne, che nutrivano un odio viscerale l'una per l'altra e che alimentava i giornali del tempo, dà all'autore dello spettacolo l'opportunità di immaginare schermaglie verbali di grande violenza e scorrettezza, ma vivaci e divertenti.

Il ritmo è costante, in un'alternanza di educati insulti e volgare disprezzo, e la recitazione non presenta mai momenti morti per tutta la durata della commedia.

Il testo, scritto per essere interpretato da due donne, è perfettamente reso dai due attori, con un'enfasi quasi cinematografica d'altri tempi.

La bravura di Castagnari e De Feo risiede principalmente nel fatto che non sono solo due uomini che portano in scena una commedia en trevestì, ma due bravissimi interpreti capaci di rendere le singole caratteristiche delle due attrici, due dive, due animali da palcoscenico che hanno lasciato un segno nella storia del cinema mondiale; due donne sole, fragili, ormai sulla famosa via del tramonto, che avevano collezionato successi sulla scena e fallimenti nella vita privata.

Bette e Joan sono due dive della Hollywood classica, due premi Oscar, che rinascono davanti a noi come per magia. Il rischio di scadere nella brutta copia o nella caricatura era alto, soprattutto per la scelta di dare il ruolo a due uomini, ma la regia di Fabrizio Bancale supportata dalla bravura, dall'ecletticità e dall'esperienza di Castagnari e De Feo riescono ad evitare le insidie di questo spettacolo, puntando su un umorismo corrosivo e riuscendo a mettere in luce una vasta gamma di sfumature caratteriali e gestuali delle due donne.

Che fine hanno fatto Bette Davis e Joan Crawford? è uno spettacolo comico, ma non da morir dal ridere; piuttosto da gustare e godere mentre i due artisti scivolano nei panni delle due dive grazie all'ironia, alla mimica, alle immagini in bianco e nero che a tratti scorrono sullo schermo, alla magia che riescono a riprodurre.

Uno spettacolo che merita di essere visto e che ti fa venir voglia di rivedere il film al quale è ispirato.

Alessia de Antoniis



OFF/OFF THEATRE

Via Giulia 19 – 20 – 21, Roma

Costo Biglietti: Intero 25€; Ridotto Over65 18€; Ridotto Under35 15€;

Dal Martedì al Sabato h.21,00 – Domenica h.17,00

Info e Prenotazioni: +39 06.89239515

offofftheatre.biglietteria@gmail.com

SITO: http://off-offtheatre.com/













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