Al Palais Des Raïs Di Algeri Il Progetto Dell’artista Romano Marco Angelini

Al Palais Des Raïs Di Algeri Il Progetto Dell’artista Romano Marco Angelini

L’artista romano Marco Angelini, classe 1971, vola ad Algeri, selezionato dall’Istituto Italiano di Cultura per la XV Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, come unico rappresentante annuale della cultura italiana.

344
stampa articolo Scarica pdf

Al Palais des Raïs di Algeri il progetto dell’artista romano Marco Angelini

Di Roberta Melasecca

L’artista romano Marco Angelini, classe 1971, vola ad Algeri, selezionato dall’Istituto Italiano di Cultura per la XV Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, come unico rappresentante annuale della cultura italiana. Un traguardo importante per l’artista che vive e lavora tra Roma e Varsavia, rappresentante vivace del mondo artistico capitolino.

La memoria delle forme, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, si compone di 20 tele che interpretano il legame indissolubile tra il simbolismo cromatico e il senso figurato degli oggetti con il passato: le memorie dell’artista rivivono il presente attraverso colori, forme, suoni “trascritti” e la superficie pittorica si tramuta in luogo d’incontro ideale di forma e concetto, di segni e significati.

La curatrice, nel contributo critico del catalogo, dà una lettura chiara e intensa: “[...] il senso figurato degli oggetti che si annida dietro alla rappresentazione di forme e alla resa dei colori, questo simbolismo cromatico, allegoria di una contemporaneità che inevitabilmente guarda ad un passato da cui non può scindersi, che guarda al ricordo come memoria delle forme, tutto questo si ritrova, perfettamente calzante, nel lavoro di Marco Angelini. Il corpus di lavori da lui presentati intercettano ed intrappolano in una campitura piatta di colore, che pur si muove sinuosa a macchia d’olio nei suoi bagliori dorati, nel giallo e nel verde imperturbabili, lo stagliarsi imponente sul bianco, attirando nuove forme come una calamita, vegliando su tutte le cose che vi “abitano” al di sotto. [...] Ed è come se Marco Angelini avesse già abitato quei luoghi, richiamando odori, colori, fattezze che si traducono astratte senza mai rarefarsi, bensì tracciando in modo tangibile i segni di una memoria viva, persistente, vibrante.”

Nella poetica di Marco Angelini l’interpretazione sociologica costituisce il retroterra culturale e formativo di riferimento e le città sono lo scenario in cui le pulsioni inconsce sopravvivono interagendo con le nuove possibilità offerte dalla tecnologia, diventando il nucleo e l’habitat ideale di tutti i paradossi e le contraddizioni umane. La ricerca artistica assume dunque un decisivo ruolo sociale: quello di ridonare visibilità alle cose, generare attenzione e creare così nuove possibilità di condivisione, comunicazione e interrogazione.

Utilizzando i materiali più disparati, per lo più di riciclo quali ferro, alluminio, carta, cellophane, polistirolo, chiodi, viti, nastri di registrazione, pellicole fotografiche, l’artista percorre il fluire del tempo in una trasformazione incessante, continua, immersa tra le tracce del passato e le attese del futuro.

MARCO ANGELINI

La memoria delle forme

a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

7 - 20 novembre 2019

Bastion 23 - Palais des Raïs

Boulevard Amara Mohamed Rachid, Algeri, Algeria

Inaugurazione: Giovedì 7 Novembre 2019, ore 18:30 (ora locale)

Orari di apertura: 8 - 20 Novembre 2019, dalle 9 alle 17 (ora locale)

© Riproduzione riservata