ORO E PIOMBO : UNO SPAGHETTI WESTERN TUTTO ITALIANO , OMAGGIO A SERGIO LEONE

ORO E PIOMBO : UNO SPAGHETTI WESTERN TUTTO ITALIANO , OMAGGIO A SERGIO LEONE

Ha gia’conquistato la critica questo film indipendente di Emiliano Ferrera , con il riconoscimento come “miglior opera prima” al recente Terra di Siena Film Festival . Abbiamo incontrato per voi la protagonista Yassmin Pucci

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Diciamolo subito , questo film ha una bella storia alle spalle fatta di passione per il cinema , coraggio e determinazione e , come tutte le realta’ indipendenti , anche di una buona dose di follia .

Tante , infatti , sono state le porte chiuse davanti al progetto , tanti i “vi faremo sapere” , ma alla fine attori , regista e troupe, questo film lo hanno autoprodotto e realizzato  con enormi sacrifici , facendo anche molti eventi western in giro per l’Italia .

Questo e’ un film che nasce dalla grande passione del regista Emiliano Ferrera per il maestro Sergio Leone , che tanto ha dato al cinema italiano ed internazionale , in particolare al genere Spaghetti Western che per molti anni e’ stato ingiustamente dimenticato , per poi tornare oltreoceano ispirando registi del calibro di Quentin Tarantino .

E l’attenzione , in particolare , del famoso regista americano per i personaggi femminili di genere , spesso protagonisti come nella serie cult Kill Bill, lo ritroviamo tutto in questa produzione, ambientata alla fine dell’800 in Arizona , con protagonista Clare Peralta , donna affascinante e spietata  che in un mondo , quello del west , in cui gli uomini la fanno da padroni tra bevute , tavoli da pocker e sparatorie , si ritorva alla costante ricerca del bene piu’ prezioso , il mitico oro , e cercando l’oro , finira’ per trovare se stessa non prima di aver affrontato i suoi demoni piu’ profondi .

Per l’occasione della prima uscita di questo appassionante film , con un evento in grande stile intorno che si terra’ nelle prime settimane di dicembre a Roma dedicato proprio al western in omaggio al trentennale della morte del mito Sergio Leone , abbiamo incontrato per voi la protagonista , Yassmin Pucci ,  attrice e sceneggiatrice di origini persiane ma nata a Roma , conosciuta dalla cronaca anche per essere la nipote della sorella gemella dell’ultimo Scia’ di Persia, la Principessa Ashraf Pahlavi, meglio conosciuta come "la pantera nera".

Yassmin , so che hai studiato recitazione a New York , citta’ dove hai vissuto per molti anni , e che hai fatto tanta gavetta partendo dal teatro . Cosa ti ha insegnato quella lunga esperienza ed in cosa dovrebbe prendere esempio il sistema cinematografico italiano da quello americano , sicuramente piu’ meritocratico e meno legato a lobby di mercato ?

Posso dirti che New York prima di tutto è la città meno americana in assoluto ,un concentrato di nazionalità delle piu’ svariate che hanno una cosa in comune : il voler riuscire in qualcosa. Nessuno andrebbe a vivere a New York se non volesse raggiungere uno scopo ben preciso . Citta’ frenetica, compulsiva, a volte troppo dura ma proprio perche’ assolutamente meritocratica. Non hanno spazio per le mezze misure in America , o sei bravo in una cosa o non lo sei . Punto . E nel cinema in particolare questa cosa è piu che evidente. Per esempio si portano gli studenti fin dalla tenera età a prendere confidenza con il palco ed il teatro è una disciplina comune nelle scuole , a volte anche obbligatoria. Cio che di bello c’e’ in America in questo settore  è che sanno canalizzare il tutto. Mi spiego : Non ho mai visto un concorrente del Big Brother diventare un vero attore e fare carriera, e di reality show ne hanno a bizzeffe ! Molti diventano anche ricchi , aprono centri commerciali , ristoranti , attivita’, ma non li vedrai mai sul grande schermo . Magari in tv, in altri programmi , ma mai al cinema. Il cinema e’ una cosa seria e non viene mischiato con altro . Sanno quindi scovare nuovi talenti e canalizzare molto bene le varie competenze, a differenza nostra che usiamo mischiare di tutto e di piu in un bel calderone.

Questa tua e’ una critica neanche troppo velata al sistema delle produzioni nostrane . Cosa secondo te dovrebbe cambiare in questo senso in Italia ?

Guarda i produttori di casa nostra non amano rischiare, almeno cosi sembra da diverso tempo ,ed è veramente un gran peccato. Di potenziale in Italia ne abbiamo veramente tanto, ma finche le persone che contano non decideranno di sdoganare questo modus del : “ facciamo il film con l attore famoso cosi incassiamo sicuro ” non andremo molto lontano, o meglio resteremo fermi dove siamo ,e non mi pare una cosa molto positiva, ne un traguardo dignitoso per un cinema che veniva invidiato dal mondo intero. In America rischiano ancora invece, sicuramente aiutati da un business attorno di un certo peso . Non è tutto rosa e fiori te lo assicuro, ma premiano chi merita, chi mostra loro di avere una marcia in piu . Non cercano di tarpare le ali a nuove proposte, la possibilità te la regalano, poi sta a te regista , a te produttore o attore sfruttarla al meglio.

Veniamo a questa tua ultima fatica : “ oro e piombo “ . Il genere spaghetti western e’ stato cavallo di battaglia del nostro cinema per tanti anni e , un po’ come il poliziesco , si e’ via via abbandonato nonostante avesse un grande seguito di pubblico  . Ricordiamo tutti i capolavori di Sergio Leone degli anni 60 e 70 come i film spensierati e comici di Bud Spencer e Terence Hill nati su quella falsariga. Perche’ questo distacco e perche’ non provare a rivivere quelle stagioni che tanto hanno dato , anche in termini di ritorno economico , al cinema italiano ?

Credo che la risposta piu ovvia sia che nessuno , dopo la morte del maestro Sergio Leone e dopo quella di Sergio Corbucci è stato all altezza di ricreare quel genere. O meglio non si sono voluti confrontare con mostri sacri del genere . Sono passati molti anni prima che arrivasse un americano che ritirasse fuori il genere adattandolo ai tempi e soprattutto al suo modo di vedere il western . Sto parlando di Tarantino ovviamente. Puo piacere o non piacere, ma credo sia ricominciato tutto da lui. La cosa piu divertente di tutto questo è che io non sono mai stata un amante del genere, quindi per quanto mi riguarda , il western l ho conosciuto proprio attraverso i suoi film . Posso dirti che è stata una pura casualità che Emiliano Ferrera mi abbia scritturato per il suo film e la prima cosa che mi disse dopo avermi dato il ruolo di Clare fu : “ si però ora vai a casa e guardati questi film di Sergio Leone”. E’ cosi’ che mi sono appassionata al genere, scoprendo il cinema di Leone . Per Bud Spencer e Terence Hill è un altro paio di maniche , eravamo in un periodo storico italiano in cui tutto sembrava piu genuino, piu pulito ,il pubblico si rispecchiava in due facce come quelle di Terence hill e Bud Spencer e soprattutto aveva voglia di leggerezza . Ecco io da piccola non me ne perdevo neanche uno dei loro film ,  western o meno , e la loro comicità ha fatto scuola. Ma di spaghetti western dopo i loro film non se ne è piu sentito parlare. Adesso siamo arrivati noi, con il nostro omaggio al genere , perchè di questo si tratta. Nulla di piu .

Hai accennato al regista del film , Emiliano Ferrera , appunto . Come e’ stato lavorare con lui e con gli altri attori ? Cosa hai pensato quando hai visto la versione finale del film ?

Emiliano ha dato la sua chiave di lettura, la sua impronta, senza tentare di imitare nessuno , sarebbe stato un suicidio artistico, ma omaggiare si . Abbiamo dedicato il nostro umile lavoro ad un uomo , Sergio Leone , che ha regalato grandi emozioni . Potrà piacere o non piacere, resta il fatto che siamo orgogliosi del nostro film, perche’ fatto solo attraverso la nostra passione, creatività e competenza . Pochi soldi, niente finanziamenti, niente sponsor, niente di niente , solo la nostra passione e la nostra costanza. Io personalmente ho aperto una casa di produzione con due miei colleghi di set, Tiziano Carnevale e Piero Olivieri . Se siamo qui oggi a parlare della realizzazione del film lo devo a loro, in particolare a Tiziano Carnevale che è quello che si è piu dedicato a tutto ,ma a tutto sul serio ! Dalla costruzione di un intero villaggio a cielo aperto alle porte di Roma alle scene d’azione, alla post produzione . Piero Olivieri, invece , è una potenza ,  bravissimo attore ma anche un mago nella parte grafica, nel digitale . Io , oltre a recitare , ho curato molto le pubbliche relazioni, tanto da farmi venire il dubbio di aver sbagliato nella vita ! (ride di gusto) . Insomma noi tre con le competenze artistiche di Emiliano Ferrera abbiamo creato una gran bella squadra ed il film ne risente positivamente. E’ un bel prodotto .

Ed entriamoci allora nel film e nel tuo ruolo : Clare Peralta , il tuo personaggio , e’ una donna eccezionale per l’epoca in cui e’ contestualizzata o gia’ a fine 800 , nel profondo west americano , si respirava aria di emancipazione ?

Che dirti , mi viene da rispondere istintivamente che le donne hanno sempre voluto l emancipazione, fin dalla notte dei tempi . i vari periodi storici che conosciamo ci insegnano che la figura della donna è sempre stata solo apparentemente in secondo piano. Siamo molto piu sveglie di voi uomini ammettiamolo ( ride divertita) ! A volte vi facciamo credere cose, per arrivare ai nostri scopi . E questo da sempre, nel bene o nel male. Parlando del mio ruolo nello specifico, sicuramente Clare è una donna che non ha paura di mostrarsi per quello che è, non ha bisogno di nascondersi dietro i panni della donna di saloon per ottenere cio’ che vuole , quindi in questo , si , sicuramente fuori dalle righe, ma non è diversa da tante altre donne che hanno sempre mostrato gran carattere. Ovviamente il genere western è sempre stato coniugato al maschile ma questa volta diamo un punto di vista tutto al femminile. In realtà nel film non siamo riusciti a sviluppare come volevamo il personaggio di Clare, che è pieno di bellissime sfumature, ma lo vedrete nella serie televisiva che stiamo realizzando in cui non svilupperemo solo il suo di carattere ma quello di tutti gli altri che le girano intorno, e cosi Chavez, non sarà solo il cattivo di turno, Charlie non sarà solo il sempliciotto del villaggio , ma soprattutto Clare rappresenterà tanto la donna attuale.

Lo hai ricordato prima : la produzione di questo film , come noto , e’ stata molto travagliata ed a richiesto molti sacrifici da parte di tutti quelli che vi hanno partecipato a vario titolo . Cosa ti rimarra’ dentro di questa esperienza e cosa consiglieresti ad una giovane attrice o attore che vorrebbe cimentarsi con questo genere cinematografico?

Se oggi parliamo di Oro e Piombo, è perché un gruppo di folli ci ha creduto . Tutti gli attori del film , dal primo all’ultimo , lo hanno sostenuto passo passo . Mai una pretesa, mai lamentele . Sapevano tutti a cosa stavano andando incontro, e tutti sapevano che ne valeva la pena, ma non è una cosa scontata, per questo siamo orgogliosi del gruppo che si è creato, tra cast artistico e quello tecnico . Abbiamo sofferto tutti insieme, abbiamo riso, abbiamo pianto tutti insieme, ma non abbiamo mai mollato !. Ecco quindi il mio consiglio a chi vuole fare questo genere di film : Bisogna crederci, altrimenti non ne vale assolutamente la pena solo per dire io c’ero. Ma soprattutto , fate in modo di trovare il regista giusto. A me è successo. Ed è la squadra che conta . Preparatevi a sporcarvi le mani perche’ il film western si deve vivere, non solo girare !

Cristian Coppotelli per UnfoldingRoma

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