Giorgio Montanini

Chi si prende la briga di prendere un microfono dovrebbe avere qualcosa di interessante da dire e soprattutto qualcosa che il pubblico non saprebbe dire.

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La Satira, quella con la S in maiuscolo, quella che divide, quella che provoca, quella che fa sorridere ma al contempo riflettere ha il volto di Giorgio Montanini. La comicità politicamente scorretta ritorna per la seconda stagione su RAI TRE la domenica in seconda serata. Nemico Pubblico alternerà monologhi di satira, filmati e provocazioni sociali realizzati con una telecamera nascosta, e saranno affrontati diversi temi: dalla prostituzione, alla violenza sulle donne, alla legalizzazione, solo per citarne alcuni.

Giorgio prima di tutto complimenti per Nemico Pubblico, trasmissione mai banale ed apprezzabile per la sua spontaneità!

Rai Tre si conferma la rete della sperimentazione, uno dei pochi canali che offre al pubblico un palinsesto fatto di cultura e di comicità intelligente. Una scommessa vinta per te ed il direttore Andrea Vianello. Giorgio ma come sei approdato a Nemico Pubblico e come è nata l’idea di questo programma?

E’ nata soprattutto grazie alla voglia del direttore di darmi un’opportunità, senza la sua ferma decisione di concedermi uno spazio tutto mio, Nemico Pubblico non sarebbe mai esistito, almeno per ora. Per quanto riguarda l’idea e la struttura del programma, abbiamo pensato di unire allo stile decisamente nuovo per l’Italia, della stand up comedy, uno stile apparentemente molto diverso come quello della candid camera. La scelta é caduta sul linguaggio della candid, perché é un linguaggio più pop ed immediatamente assimilabile dal pubblico. Le nostre candid, in ogni caso, non sono classiche…hanno dei forti contenuti provocatori e in alcuni casi anche satirici.

Stand up comedy è un genere che sta prendendo piede piano piano anche nel nostro Paese. Brevemente ci spieghi di cosa si tratta?

La stand up comedy non é altro che la comicità più praticata e diffusa in tutto il globo terracqueo. In tutto il mondo infatti c’é un approccio alla comicità, completamente diverso dal nostro. Noi siamo stati dopati da quasi 30 anni di comicità scadente, piena zeppa di luoghi comuni, infarcita di banalità, tormentoni, entrate a schiaffo, travestimenti, entrate a disturbo e chi ha più schifo ce lo metta. La stand up comedy, come in tutto il mondo lo ripeto, é semplicemente un comico, col proprio nome e cognome che sul palco porta il proprio punto di vista, le proprie esperienze. Tutto questo in modo originale ed abbattendo i luoghi comuni. Portare sul palco quello che il pubblico già conosce é inutile.

Il tuo è un umorismo che non cerca di compiacere il pubblico. Da un palco esprimi il tuo pensiero, non rischi di essere additato un po’ come egocentrico?

Sono egocentrico e narcisista, come tutti quelli che hanno fatto del parlare davanti a centinaia di persone, il proprio lavoro. Compiacere il pubblico non ha nulla di affascinante, chi sale sul palco e cerca di piacere a tutti é un poveraccio, dovrebbe cambiare mestiere. Chi si prende la briga di prendere un microfono dovrebbe avere qualcosa di interessante da dire e soprattutto qualcosa che il pubblico non saprebbe dire. Un comico, soprattutto se satirico, sta sempre un passo avanti al pubblico. E’ questo il motivo per cui il pubblico paga un biglietto…se io dicessi esattamente tutto quello che il pubblico già pensa, sarebbe sufficiente andare al bar come fanno i vecchietti e parlare di traffico e di quanto sia tutto un magna magna.

Nemico Pubblico ha un’ambientazione da club, molto intima. Andare in onda in tarda serata credi sia penalizzante?

Fare uno spettacolo in un teatro pieno vuol dire essere ascoltati da 500 persone. Fare una puntata in seconda serata vuol dire essere ascoltati da 500.000 quando va male. Secondo te é penalizzante?!

La stand up comedy arriverà mai in prima serata?

Nella tv generalista e soprattutto di stato non credo, nelle reti private con editori privati, magari sì.

Quali comici sono stati i tuoi punti di riferimento?

I comici americani Doug Stanhope, Bill Hicks, George Carlin e tutti gli altri. Lenny Bruce invece lo é stato da un punto di vista più ideale che formativo.

Da diversi anni riscuote un gran successo Made in Sud, spettacolo in cui si sorride per le parodie dei personaggi indi una comicità diametralmente opposta alla tua. Cosa ne pensi?

Penso che la comicità nazional popolare esisterà sempre, ed é giusto così. Solo che la qualità é decisamente scadente. Quindi si può essere raffinati e meno banali anche facendo comicità pop. Walter Chiari non era Lenny Bruce ma i suoi monologhi erano molto belli. I comici di Made in Sud sembrano fare a gara a chi abbassa di più il livello.

Quest’anno hai curato la copertina satirica di Ballarò, sostituendo Crozza. Come ti sei preparato a questo avvicendamento?

Non mi sono preparato, me lo hanno detto il lunedì e sono andato in onda il martedì.

Beppe Grillo ha esordito come un comico “scomodo”, era uno di quelli che non le mandava a dire soprattutto ai politici. Alla fine ha fondato un Partito e si è buttato in politica. Qual è il tuo pensiero al riguardo?

Beppe Grillo ha fatto quello che un comico non dovrebbe mai fare, diventare un predicatore. Il comico è un poveraccio, non é meglio del pubblico al quale si riferisce…come persona intendo, e quindi non può e non deve salire sul pulpito e catechizzare la gente. Quando un comico si prende troppo sul serio non é più un comico. Grillo l’ha esasperato fondando un partito, Brignano l’ha esplicitato coi suoi monologhi populisti e reazionari alle Iene.

Dei nostri politici salvi, almeno in parte, qualcuno/qualcosa o è tutto da rifare?

La classe politica sono la massima espressione della società diceva George Carlin. Se non salvi nemmeno un politico…pure io e te dovremmo fare la stessa fine.

Hai dichiarato di utilizzare i social solo come strumento di lavoro per promuovere i tuoi spettacoli. E’ un modo per difendere la tua privacy?

No, solo perché non credo che alla gente interessi la mia vita privata. Raccontare su Facebook quello che ho mangiato a pranzo non credo interessi a nessuno. Invece sapere dove faccio spettacolo domani sì. Forse!

Giorgio altri progetti che ti vedranno protagonista?

Devo dire che saranno un 2015 e un 2016 molto intensi. Ho tanti progetti da realizzare già avviati che mi terranno un bel po’ impegnato. Però li scoprirete tra un po’, adesso é davvero troppo presto per parlarne!

Sara Grillo 

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