La Grana - Pasolini Al Teatro Trastevere. Recensione Di Flaminio Boni

La Grana - Pasolini Al Teatro Trastevere. Recensione Di Flaminio Boni

Presentato al Teatro Trastevere, La Grana è la prima messa in scena della compagnia Spoon Tiber Teatro, nata all’interno del Teatro Trastevere.

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Presentato al Teatro Trastevere, La Grana è la prima messa in scena della compagnia Spoon Tiber Teatro, nata all’interno del Teatro Trastevere come collettivo artistico under 30 che mette al centro della propria produzione la narrazione e la riflessione sul presente.

I componenti della Compagnia sono: Alberto Brichetto, Cristiano Arsì, Mariano Viggiano, Sonia Remorini, Elena Biagetti, Valentina Guaetta, Giorgia Lunghi.

Liberamente ispirato alla sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini La notte brava, il testo in scena è un adattamento interessante e ben strutturato di Marco Zordan e Alessandro Di Somma.

Anni ’60, due ragazzi di periferia tentano di risollevarsi da un’esistenza misera attraverso la ricettazione di armi.

Sullo sfondo, nei loro spostamenti frenetici e rocamboleschi tra borgata e centro storico con incursioni verso il mare, un mondo di disperati e accattoni che vivono di espedienti illeciti.

Mentre dalla televisione arrivano notizie di un boom economico e l’America alimenta il sogno di una vita ricca di opportunità, c’è un mondo sotterraneo che cerca in tutti i modi di conquistarsi il proprio riscatto.

Tra finte amicizie e rapporti di convenienza, amori interessati e piccoli crimini, i protagonisti di questa storia, messo da parte ogni scrupolo morale, sopravvivono ubriacati da un sogno di ricchezza che si frantumerà di fronte ad una realtà che chiede sempre il conto.

La Grana è uno spettacolo piacevole. L’adattamento del testo rende in grandi linee lo spirito pasoliniano e l’atmosfera in cui i suoi personaggi si muovono e anche la buona regia di Marco Zordan riesce a creare a grandi tratti immagini rappresentative.

Pasolini, però, resta sullo sfondo, evocato più come un’ispirazione, un ricordo che sfuma.

La Compagnia è giovane e gli attori sono acerbi.

Nonostante la messa in scena sia semplice e resa il più lineare possibile, gli interpreti nei momenti di maggiore concitazione rischiano di perdersi allontanandosi tra loro.

La prova attoriale degli uomini è più convincente rispetto alla componente femminile. C’è in loro maggior convincimento e maggiore aderenza ai personaggi che, seppur con diverse debolezze, mantengono una presa costante.

Per quanto riguarda, invece, le donne, si deve rilevare che i personaggi delle prostitute non vengono centrati perdendo molto dei caratteri pasoliniani.

Il ritmo, seppur teso e frenetico, è, però, altalenante.

Il tutto finisce per restituire un’immagine generica e non specifica del mondo raccontato da Pier Paolo Pasolini.

Gli elementi base sono più suggeriti dal testo che rappresentati visivamente dal gruppo di attori ancora immaturi dal punto di vista artistico per incarnare i caratteri pasoliniani e la recitazione naturale e tipica della cinematografia di quegli anni, nonostante certi guizzi ironici davvero ben riusciti.

Colpisce l’uso della scenografia, semplice, essenziale, ma ben sfruttata.

Di contro, il pubblico ha dimostrato di interessarsi alla storia e di rimanerne coinvolto tra una riflessione e una risata.




LA GRANA

Liberamente ispirato alla sceneggiatura di P.P.Pasolini  “La notte brava”

Adattamento Marco Zordan e  Alessandro Di Somma

Regia Marco Zordan

Con Alberto Brichetto, Cristiano Arsì, Mariano Viggiano, Sonia Remorini, Elena Biagetti, Valentina Guaetta, Giorgia Lunghi

Flaminio Boni

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