GIUSY LAURIOLA

GIUSY LAURIOLA

Amo la gente e le affinità elettive che posso ancora trovare. La mondanità molto meno. Io trascorro la maggior parte del mio tempo chiusa a studio, completamente distaccata dal mondo, per trovare in questo distacco i miei messaggi e la mia ispirazione, come fossi in una bolla, la mia bolla.

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Buongiorno, abbiamo il piacere di intervistare Giusy Lauriola, artista preparata e creatrice molto interessante del panorama romano.

Buongiorno Giusy, grazie per aver accettato il nostro invito. Per iniziare, ti chiediamo una breve presentazione di te stessa per i nostri lettori.

Buongiorno a voi. Sono un’artista visiva nata a Roma, dove ho lo studio nel quartiere Testaccio, che adoro. Dal 2017 sto lavorando sulla figura femminile, cercando di abbandonare il reale per trovare nel tratto e nell’uso del colore ciò che si riferisce alla mia ricerca: quell’immagine che coincide con una visione interiore che vedo confusa in lontananza, ma la cui emozione conosco perfettamente. Nell’ultima produzione, “About Dreams”, esposta in una peronale a Roma, nello studio gallery Mo.C.A., sto lavorando sulla comunicazione atemporale tra una donna e se stessa da bambina; la storia di una vita e di quel nascosto che può affiorare solo sulla tela. Cerco di creare figure fragili e forti con uno stile che dal figurativo sta diventardo espressionismo astratto. E’ il mio modo di esprimere la condizione femminile e umana. Prima usavo la tela e il plexiglass sopra, poi tela e resina, ora, per lo più, acrilico e tela. Cerco di creare una base che ricordi un muro. Non sono una street artist, ma cerco di portare la strada (il muro) sulla tela.

“Ho sempre avuto cura di non irridere, non compiangere, non disprezzare, ma comprendere le azioni umane”, Baruch Spinoza;nei tuoi quadri, quando parliamo di emotività, quale messaggio deve arrivare alle persone che ammirano i tuoi lavori?

I miei lavori sono pregni di emotività, della mia storia e la tonalità del messaggio, usando termini artistici, è sicuramente positiva, cosa che si evince dall’uso dei colori pastello: inoltre, quel dialogo atemporale tra una donna e se stessa da piccola è una specie di filastrocca emotiva che penso ognuno di noi si canti per capire a che punto si è arrivati o per prendersi cura di quella bambina che vive ancora dentro di noi. E, poi, ognuno vede in un’opera d’arte qualcosa che fa anche parte della propria storia e quindi il messaggio cambia senza che io lo possa controllare.

Le sardine "nuotano" fino a Roma: anche nella Capitale arriva il movimento anti Salvini È nato, ieri, su Facebook il gruppo a declinazione tutta romana che, slegato dai partiti, ha già riempito nei giorni scorsi le piazze dell'Emilia Romagna. Un movimento nato dal basso, dai social network, in poche ore, tutto in funzione anti leghista. Sono le "sardine di Roma" e, in poco più di 24 ore, vantano già più di 45mila iscritti e crescono di ora in ora; quali elementi che raccontano di “rivolte civili”, come idea dei movimenti che si oppongono alla violenza verbale, ritroviamo nel tuo modo di fare arte”?

Per rispondere a questa domanda, uso le parole di Murakami, uno scrittore che adoro, con le quali introdusse una lectio magistralis ad Alba: “Avrei potuto affrontare il problema del riscaldamento globale o della armi nucleari, ma oggi vi parlerò di narrativa, l’unico discorso che conosco.” Ecco io mi allineo, io affronterò solo l’argomento arte.

Il teatro Eliseo si trasforma per una sera in sala cinematografica. Sullo schermo un evento unico: l'anteprima del nuovo film di Roman Polanski, L'ufficiale e la Spia, distribuito dalla 01 e da giovedi nelle sale di tutta Italia. Una proiezione che prima ancora che si spegnessero le luci si è trasformato inuna passerella di personaggi vip; sei una persona che ama la mondanità? Sei un amante del cinema? Hai tratto spunti da qualche film per creare qualcosa di unico ?

Amo la gente e le affinità elettive che posso ancora trovare. La mondanità molto meno. Io trascorro la maggior parte del mio tempo chiusa a studio, completamente distaccata dal mondo, per trovare in questo distacco i miei messaggi e la mia ispirazione, come fossi in una bolla, la mia bolla. Il resto è poco importante per me. Per rispondere all’ultima domanda i film li vedo e amo il cinema ma non ho mai trovato spunti da esso. Io sono lo spunto da cui attingere, devo solo restare in silenzio ed ascoltare e vi assicuro che non è facile.

Prosegue il viaggio di Greta Thunberg a bordo del catamarano Le Vagabonde, alla volta della Spagna, Madrid. La baby-ambientalista svedese si trova a bordo con una coppia di australiani surfisti e il loro bambino di 11 mesi. Davanti all'equipaggio, 5mila chilometri; che idea hai di questa donna che cerca di cambiare il nostro modo di vivere? Un soggetto interessante per creare qualcosa di artistico ?

Lei è una grande, una visionaria e ha ispirato il titolo del mio ultimo progetto che avrei voluto chiamare Don’t touch my dreams, ma poi, per non essere subito legata a lei, ho ridotto in About Dreams.

Dai tuoi errori sono nati i quadri più belli?

Si in particolare per quanto riguarda la tecnica. Non esiste un errore, anzi quello che sembra un errore è proprio quel messaggio che arriva da dentro e che non vogliamo ascoltare.

Parliamo del bacio. In effetti, il bacio può avere mille significati e altrettante sfumature differenti, tutte riconducibili ad un unico concetto, ovvero lo scambio di reciproche 'informazioni'; Impariamo a riconoscerlo fin da bambini, ma, in realtà, solo da adulti scopriamo realmente cosa significhi davvero in tutta la sua essenza e concretezza. Spesso è relegato a un semplice impulso istintivo o un gesto simbolico dietro al quale non devono cellarsi, necessariamente, sentimenti di affetto, mentre per la scienza, nell' uomo, è considerato un atto inconscio per testare la "chimica" tra due persone. Nei tuoi quadri questo elemento viene mai rappresentato?

No, ancora non l’ho mai rappresentato. Potrò rispondere a questa domanda solo quando lo sperimenterò sulla tela.

Giusy, martedì 29 ottobre, hai inaugurato la tua personale nello studio gallery Mo.C.A, curata dallo storico dell’arte Carlo Ercoli. Raccontaci come è andata e quanto conti, ancora, esporre fisicamente dentro delle realtà tutte romane …

La mostra è andata benissimo sotto ogni punto di vista e non è poco oggi. Per me esporre a Roma, almeno una volta all’anno, con una personale è un appuntamento fisso che non ho mai saltato perché Roma è la mia città e ci tengo a condividere con chi mi segue da anni il mio percorso.

Ti spaventa la tecnologia applicata all’arte?

Assolutamente no. L’importante è il risultato non come ci arrivi. Io ho bisogno ora di usare i pennelli e di un contatto fisico con la creazione perché mi aiuta a far uscire quello che ho dentro e il passaggio dalla mano al pennello è essenziale, il tratto è solo mio come anche quel tipo di mistura di colori e quel tipo di soluzione racconta la mia emozione.

I predatori della Magna Grecia perduta agivano tra la Calabria e l'Europa grazie alla complicità di due case d' asta, una a Monaco di Baviera, l'altra a Londra. Diversi milioni di euro l'ammontare del traffico di beni archeologici smantellato dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale; bisogna punire tutti coloro che depredano le nostre opere? Abbiamo un patrimonio culturale in Italia invidiabile da tutto il mondo ?

L’arte degli artisti è una cosa, quello che poi il mondo ne fa è un’altra. L’Italia è l’Arte e sì certo bisognerebbe punire certe azioni.

Un milione di euro in neanche 24 ore, è la risposta russa all'appello lanciato dall'Ambasciata italiana a Mosca per sostenere il restauro del patrimonio culturale danneggiato dall' acqua alta a Venezia. Hai avuto timore che nei giorni scorsi la città più bella al mondo potesse subire danni ancora maggiori? La politica, come al suo solito, ha usato la tragedia per polemiche inutili….

Venezia è una città costruita sull’acqua, questa è la verità e io ho paura che un giorno sparirà. La politica mi sembra abbia talmente tanti altri problemi, che Venezia non è tra le priorità. Anche se il nostro patrimonio artistico dovrebbe essere una Priorità.

Un dito puntato verso l'alto compare davanti al ponte di Brooklyn, New York, e ovviamente nessuno guarda il cielo e tutti si scannano sul significato dell' indice gigante. La scultura evoca la statua della libertà; è un braccio alto sette metri pensato da Hank Willis Thomas, artista che ha osservato per anni il fisico dei cestisti afroamericani e ci ha costruito sopra una carriera. Nella capitale resta quasi impossibile installare opere di questa portata per via della burocrazia …

Roma è una città vecchia e nessuno si prende la responsabilità di farle fare un salto come succede a Parigi, senza arrivare a paragonarla a New York. Che dire ciò mi rende triste.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Assolutamente sì. A mio marito che mi ha permesso di dedicarmi solo all’arte anche nella prima parte del mio percorso, quando guadagnavo poco. Ai mie figli che mi hanno reso una madre orgogliosa di loro e linfa vitale per le mie creazioni. Avere una famiglia mi ha anche aiutato a tenere i piedi per terra invece di entrare e restare sempre nella mia bolla. Grazie al mio amico e curatore Carlo Ercoli che mi ha sempre seguito e supportato ed è diventato il testimone del mio percorso artistico senza mai abbandonarmi. Grazie alle mie due galleriste di Roma, Roberta Cima di Spazio Cima e Ada Egidio di Collezionando Gallery, che hanno sempre creduto in me, come anche Cinzia Bonamoneta di Mo.C.A studio gallery con cui ho iniziato e che è stata sempre un valido supporto e, per finire, Glenda Lorenzani di Domus Art Gallery di Atene con la quale abbiamo organizzato mostre fantastiche e non ha mai dubitato del mio lavoro. Avere persone che credono in te è fondamentale per un’artista.

Progetti per il futuro ?

A fine maggio 2020, esporrò con una personale alla Fabbrica del Vapore a Milano; a ottobre prossimo, una personale a Roma a Spazio Cima. Ma, soprattutto, lasciare aperto quel canale dentro che mi sta facendo realizzare opere che si avvicinano sempre più a “quell’immagine che coincide con una visione interiore che vedo confusa in lontananza, ma la cui emozione conosco perfettamente”. Questo perchè tutto il resto arriva quasi per magia.

Giusy Lauriola

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Stefano Cigana

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