Geppi Cucciari E Il Ciclo/circo Delle Donne

Geppi Cucciari E Il Ciclo/circo Delle Donne

L’attrice comica porta al Brancaccio un testo che spiega la donna moderna.

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Geppi Cucciari e il ciclo/circo delle donne

L’attrice comica porta al Brancaccio un testo che spiega la donna moderna.

Abbiamo assistito ieri al Brancaccio alla prima dello spettacolo teatrale Perfetta, monologo scritto da Mattia Torre.Geppi Cucciari, attrice comica che qui ha la possibilità di esprimere maggiormente le sue doti attoriali rispetto a quelle comiche, interpreta la storia della vita di una donna, scandito dalle quattro fasi del ciclo femminile.Il racconto narra i martedì di quattro settimane consecutive di una venditrice di auto, sposata con figli.Le quattro settimane saranno scandite dalle quattro fasi del ciclo mestruale: gli stessi avvenimenti e le medesime situazioni saranno dunque affrontante con uno spirito completamente diverso.Perfetta svela i retroscena dell’influenza ormonale sulla vita delle donne, provocando molti momenti di ilarità.Ma il clou dello spettacolo consiste nelle riflessioni che scaturiscono sul ruolo della donna nella società attuale e che vanno ben oltre la realtà fisiologica delle stesse.Il carico mentale della gestione familiare è tutto completamente sulle spalle della mater familias; il marito viene definito una pianta, che interpreta come fenomeni naturali, alla pari della pioggia e del vento, il fatto che il frigo sia sempre pieno ed i bambini siano sempre puliti, lavati e “stirati”.È questo un monologo nel quale trovano spazio sferzate di comicità e satira di costume, ma anche riflessioni più amare e profonde, sul ruolo della donna, come già detto, ma anche sociali, come i riferimenti alla concezione del tempo che hanno i ricchi clienti della concessionaria in cui lavora la protagonista. Essi possono permettersi di non sapere se è venerdì o sabato: è dunque la padronanza del proprio tempo la vera ricchezza?E la figura del filippino, ormai sinonimo di collaboratore familiare, che viene descritto come un miserabile, ma che in realtà viene mantenuto in un attico di lusso, dove può trascorrere il prioprio tempo allenandosi, come può essere interpretata?Unici sostegni alla straordinaria interpretazione della Cucciari sono le musiche, che hanno un impatto molto incisivo e anche la funzione di cesura tra una settimana e l’altra, quindi tra un racconto e l’altro. Insieme alla musica, è la scenografia che parla: costituita soltanto dal cambiamento di colore del fondale, che assume toni diversi a seconda che si sia nella fase di picco ormonale, e quindi di maggiore brillantezza del colore, o che si sia nella fase down.Costumi non ne vengono usati, se non lo scioglimento dei capelli della protagonista che rimanda alla fase più erotizzata del racconto.La Geppi Cucciari, notissima comica, conduttrice e attrice, ci pare che, alle prese con questo testo, molto complesso, che attrae il grande pubblico, (ieri il Brancaccio era pressoché al completo), con le lusinghe della comicità, ha l’occasione qui di provarsi in una performance a più ampio respiro.Il testo di Mattia Torre, autore teatrale, sceneggiatore e regista, è molto complesso, al di là dell’idea di base.In scena dal 9 al 12 gennaio al Teatro Brancaccio.Vale la pena.

Gioia Di Mattia

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