Caligola - Recensione Flaminio Boni

Caligola, in scena al Teatro Trastevere, è il primo progetto teatrale dell’Associazione culturale Three Monkeys.

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Caligola - Recensione Flaminio Boni

In scena al Teatro Trastevere, il primo progetto teatrale dell’Associazione culturale Three Monkeys si rivela troppo ambizioso per una compagnia ancora acerba.

Caligola, in scena al Teatro Trastevere, è il primo progetto teatrale dell’Associazione culturale Three Monkeys.

La scena si apre col rumore dello scrosciare della pioggia. Quattro uomini vestiti di nero e in penombra attendono qualcuno. Si tratta di Scipione, Muzio, Cherea ed Elicone che attendono il ritorno di Caligola.Caligola arriva trascinandosi a piedi nudi come in preda ad un dolore disperante: Drusilla, sua sorella nonché amante, è morta.L’uomo cade in uno sconforto totale da cui nemmeno le attenzioni di Cesonia riusciranno a sollevarlo del tutto.

Soffre per aver amato troppo e per aver amato troppo viene chiamato mostro.

Un epiteto che, a buon diritto, lo accompagnerà per tutta la vita.

Caligola fu un despota a dir poco stravagante, depravato e sanguinario e tutta la sua breve esistenza fu segnata dal dolore, dal suo e da quello che produsse.E’ su questo dolore che è incentrato lo spettacolo che vuole sondare l’animo umano. L’intento è quello di “non fuggire il racconto del dolore, ma il coraggio di impregnarcisi e attraversarlo, per risalire in una conoscenza più profonda dell’io”.Il progetto, però, si rivela troppo ambizioso per una compagnia forse troppo giovane e ancora non pronta ad affrontare un testo sicuramente affascinante, ma difficile.Ci sono molti errori in questo spettacolo e grandi carenze: c’è troppa disomogeneità tra gli attori in scena; alcuni elementi hanno problemi di dizione e intonazione; manca una contestualizzazione forte, e anche il tentativo di rendere la vicenda senza tempo è mal gestito; i cambi scena e l’uso degli oggetti di scena sono a dir poco disturbanti.C’è sicuramente della bravura nella protagonista Romina Delmonte, anche regista insieme a Valerio Rosati (a sua volta tra gli altri protagonisti) nell’affrontare un testo comunque così lungo e difficile, ma la sensazione è che si sia voluto strafare.E’ lodevole l’indagine antropologica alla base del lavoro, ma il risultato è grezzo, gli strumenti teatrali mal utilizzati e questo Caligola finisce per essere uno spettacolo privo di identità e direzione di una durata che appare infinita. L’esibizione esasperata di desideri e sentimenti resta fine a se stessa: non c’è coinvolgimento, manca approfondimento e non viene raggiunta la catarsi.

In tutto questo, il fatto che il protagonista fosse interpretato da una donna non stupisce né attira: l’errore è nel considerarlo un punto di arrivo, mentre dovrebbe essere un punto di partenza.L’amore per il teatro non basta; la ricerca è sicuramente importante, ma la materia teatrale è delicata e si devono saperne manipolare gli strumenti. Se è vero che ci si deve porre obiettivi sempre maggiori, il passaggio deve essere graduale.

Nonostante l’entusiasmo della compagnia, si è indugiato troppo e troppo a lungo sulla scompensazione emotiva del personaggio protagonista, senza riuscire a darle un crescendo, una modulazione, complice anche dinamiche deboli con gli altri personaggi.Purtroppo il progetto dell’Associazione culturale Three Monkeys manca di coesione e forza e di una capacità di sintesi che si coniughi con una potenza espressiva e interpretativa.

Flaminio Boni

Caligola

Regia Romina Delmonte e Valerio Rosati

Con Romina Delmonte,Valerio Rosati, Isabella Ripoli, Francesco Bonaccorso, Emanuel Pascale, Stefano Pizzigallo, Federica Santuccio

Disegno luci Paolo Fortini

Scene Natalia Di Cosmo

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