Caterina Gramaglia

Ho cercato di trovare un punto di incontro con lei, così ho provato non a imitarla a scimmiottarla ma a provare a comprenderla a trovare una mia verità nelle sue parole. Il mio è un omaggio d'amore.

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Prodotto dalla SycamoreTCompany, sarà in scena al Teatro Argot Studio dal 12 al 14 giugno 2015 Le lacrime di Giulietta – Omaggio a Giulietta Masina, di e con Caterina Gramaglia. Chitarra: Ennio Speranza, musica di Caetano Veloso.

Lo spettacolo è un atto unico, un attrice in scena e un musicista. Tra video, musica e parole… per ricordare la “Charlie Chaplin” italiana.

Abbiamo il piacere di ospitare l’interprete ed autrice Caterina Gramaglia.

Una scenografia minima: una sedia ed un leggio e lo scorrere delle immagini e le interviste a Giulietta. Come nasce questo omaggio, Caterina?

Nasce da un desiderio di rendere omaggio ad una delle più grandi attrici italiane che ho sempre ammirato. L'anno scorso erano i 20 anni dalla morte di Giulietta Masina ed è nato per quell'occasione. Io poi avevo dedicato a lei la seconda parte di un altro mio spettacolo The White Room attraverso una rivisitazione di Gelsomina de La Strada.

Da cornice il suono di una chitarra, un’atmosfera molto intima…un ricordo sussurrato di una donna che è stata una diva nella sua normalità. Qual è il tuo personale ricordo di  questa grande attrice?

La prima volta che l'ho vista è stata ne La strada di Federico Fellini, Gelsomina, mi ha rubato il cuore. Giulietta è andata oltre l'interpretazione, ha reso reale un personaggio, se penso a Giulietta penso anche a Gelsomina ma come se fossero due persone distinte. Gelsomina mi ha commossa mi ha rapita, mi ha scossa, la sua solitudine il suo senso di abbandono mi hanno toccata profondamente.

E’ stato difficile scegliere cosa portare in scena tra tanto materiale a disposizione?

Ho provato a raccogliere ciò che era significativo anche per me, ciò che mi ha colpito della sua vita. Ciò che ho sentito anche più vicino a me. Questa donna così riservata, moglie di una figura così imponente come Federico Fellini. Ho cercato di trovare un punto di incontro con lei, così ho provato non a imitarla a scimmiottarla ma a provare a comprenderla a trovare una mia verità nelle sue parole. Il mio è un omaggio d'amore.

Caterina, hai studiato prima in Italia e poi a New York. Quanto è importante confrontarsi con culture diverse?

E' molto importante sicuramente ma interessante ancora di più perché anche per cultura abbiamo approcci diversi oltre che un modo anche di comunicare diverso. Io poi ho lavorato con Elizabeth Kemp una grande coach, è stata per me una esperienza meravigliosa. Poi New York è una città piena di fermento anche la persona più pigra si attiva. Puoi vedere, trovare di tutto. Io sono stata all'Actor's studio come ospite mi sono vista delle sessioni. E' interessante il loro approccio al lavoro, la loro umiltà, il loro desiderio di imparare e di sperimentare. Ho fatto anche un lavoretto sotto banco lavorando in uno show off off Broadway, e devo dire che c'è una serietà e un concetto del lavoro che qui spesso manca.

Cinema, teatro, radio e tv…cos’altro ti piacerebbe sperimentare?

Ma di cinema ne ho fatto poco, di tv poco di più ma neanche poi tanta, ho iniziato con la radio anni fa con il teatro-giornale su Radiorai3 un programma davvero bello e pieno di attori straordinari. Vorrei sperimentare di più il cinema....anche la tv....e anche continuare a sperimentare il teatro....In sostanza non voglio finire gli "esperimenti".

C’è un personaggio che hai interpretato al quale sei particolarmente legata?

Sicuramente Gelsomina de La strada

Hai un rito scaramantico prima di entrare in scena?

Ne ho tanti e diversi, dipende. Generalmente sono solita accendere un incenso e diffondere l'odore sul palco, qualche volta metto delle stelline per terra o fiori. Ogni tanto spruzzo anche il profumo. Un periodo mi portai lo xilofono e lo suonavo prima per rilassarmi. Una cosa che porto sempre con me è la radice di zenzero essiccata che mordicchio fino all'inizio.

Il tuo prossimo spettacolo sarà un omaggio ad un’altra grande donna. Ti va di anticiparci qualcosa?

Sono un po' di anni che osservo un'altra grande donna, Margherita Hack. Chissà…

Caterina, tanto lavoro ma uno sguardo alle prossime vacanze?

Sono felice di lavorare, di questi tempi è una fortuna. Devo dire che sono anche io che mi tengo occupata perché non sto mai ferma, ho sempre tanti progetti miei che penso, studio, elaboro, realizzo. Vacanza? Il fatto è che coi soldi che guadagno con spettacoli non miei, li investo in spettacoli miei quindi alla fine mi rimane ben poco! Comunque fantasticando, mi piacerebbe andare in un'isola deserta, spappolata sulla sabbia, senza pensieri del domani.

Un’ultima domanda, Fellini nel ricevere l’Oscar alla carriera disse: “I Would like to thanks…”.  Tu chi ringrazi per il consenso di pubblico e critica che ti accompagna?

Io ringrazio certo il pubblico e la critica ringrazio la mia famiglia che mi ha sempre, anche talvolta con paura, sostenuto, gli amici. E ringrazio anche gli angeli che qualcuno mi ha mandato, in questo caso vorrei ringraziare Cinzia Storari (Sycamore Tcompagny) che mi segue da tempo ed è davvero un grande riferimento per me. Ringrazio anche il mio compagno di viaggio Ennio Speranza e la sua chitarra che, con grande entusiasmo, ha sposato il progetto ed è una presenza fondamentale. Poi Maya, Rosa, Ilza ed Elizabeth che sono presenze in tutto il mio percorso artistico fondamentali, infine Tito il mio cane che o mi aspetta fiducioso a casa o attende pazientemente in camerino il mio ritorno!

Sara Grillo 

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