Francesca Corraro

Più che gli uomini bisognerebbe imparare a riconoscere prima quelle che sono le relazioni sbagliate,in un certo senso a fiutare la fregatura.

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In un caffè nei pressi di piazza del Popolo, incontriamo la scrittrice Francesca Corraro,tra un via vai di gente in questo assolato pomeriggio romano sviluppiamo l'intervista per l'art magazine UnfoldingRoma.

Lei è laureata in lettere editoria e giornalismo e ha un secondo percorso Universitario presso l'università Pegaso in scienze della comunicazione giuridica.Questi titoli che lei si è conquistato l'hanno aiutata nel percorso lavorativo;le da fastidio la raccomandazione in generale ?

Devo dire che io sono una di quelle persone per cui vige questa celebre citazione : “Scegli un lavoro che ti piace e non lavorerai mai un giorno nella tua vita”. Il punto è che inscrivendomi alla facoltà di Lettere con cv Editoria e Giornalismo, mai avrei creduto di poter arrivare sin qui, in così poco tempo, avendo solo venticinque anni. Ci si iscrive alla facoltà di Lettere mossi dalla passione, con una parola in testa: Provarci. Il secondo percorso universitario invece l’ho intrapreso per acquisire maggiori competenze in ambito giuridico, per potermi rivolgere meglio al target della casa editrice per cui lavoro. Essendomi guadagnata tutto ciò che ho con le mie forze, mossa dalle mie ambizioni ed i miei obiettivi, credo che la raccomandazione mi dia veramente molto fastidio, è un insulto a tutti quei giovani laureati competenti che vengono scartati per far posto a chi ha la conoscenza giusta. In ambito creativo però, essere raccomandati serve a ben poco, il talento è una qualità innata, o c’è o non c’è e non ci saranno amici di amici che tengano. D’inverso, il talento senza la promozione resta fine a sé stesso, un po’ come gli artisti nella metropolitana.

Inoltre lavora per una casa editrice giuridica per la quale si occupa di comunicazione editoriale.Le piace molto anche questo suo aspetto lavorativo;che idea ha della legge in Italia?Le leggi vanno applicate oppure vanno interpretate?

Si. E' vero. Lavoro ormai da tempo per l'editore Ad Maiora. E' un lavoro che mi piace, mi gratifica e mi permette di conciliare e comprendere il rigore di ambienti giuridici a quegli elementi di creatività che riguardano le mie specifiche competenze grafiche e comunicative. La nostra è un'editoria in fase di costante ascesa e con un bacino di consensi sempre più significativo. Come lei giustamente sottolinea il settore specialistico di nostra competenza è quello dell'editoria tecnico-giuridica rivolta a settori professionali qualificati, ragione per cui mi si offre professionalmente l'opportunità di avere a disposizione un punto di osservazione più ampio e complesso rispetto ai passaggi che portano la "norma" alla sua applicazione. Ritengo che le leggi vadano emanate, interpretate ed applicate rispettando esattamente quest’ordine. L’interpretazione è il punto chiave: una legge efficacemente interpretata diventa applicabile in modo più chiaro per tutti incidendo in modo più significativo e positivo sul benessere sociale. Sicuramente i problemi in Italia sono tanti e sembra che la situazione sia un attimino sfuggita di mano, mancano regolamentazioni più severe, a mio parere.

Quali sono stati gli autori che hanno influenzato il suo modo di scrivere ?

Più che di autori che hanno influenzato il mio modo di scrivere io parlerei di filosofi che hanno influenzato il mio modo di vivere: così, di riflesso, la mia penna scorre con le storie di tutti i giorni,storie di vita quotidiana. Uno stile fluido e commestibile che si intreccia con alchimia tra le metafore. Nietzsche è il filosofo a cui mi sono legata quando avevo soli 16 anni, quando, per la prima volta leggevo “Così parlò Zaratrusta”. Da quel giorno in poi quel libro diventò la mia bibbia. La mia vita è una continua antitesi di azioni e parole: razionalmente sognatrice, cinicamente romantica. Ciò emerge molto nel mio romanzo: L’altro lato del sé. La sua veste introspettiva funge da velo per celare una sorta di confusione psicologica insita nelle persone che sono solite porsi tante domande. Certo Virginia Woolf ha avuto il suo importante ruolo nella mia formazione, specialmente con “Diario di una scrittrice”,ma soprattutto mi preme citare la mia grande maestra Oriana Fallaci: giornalista, scrittrice ma soprattutto grande Donna.

Lei è promotrice di tanti eventi culturali come le mostre su Adriano Olivetti. Infatti su tutti i suoi libri si può notare la macchina da scrivere. Lei è una delle maggiori collezionista in Italia.Come nasce questa passione e come eventi culturali di quali si sente maggiormente orgogliosa? Che idea ha della cultura italiana?

Si sa, esistono collezioni più disparate. La collezione di macchine da scrivere è sicuramente impegnativa. Sono un’amante del design con cui sono ideate queste macchine oltre che al significato emblematico che le lega alla mia professione. Ricordo ancora come ho acquisito la mia prima macchina da scrivere, una lettera 22, una delle prime macchine utilizzate nelle redazioni giornalistiche in Italia negli anni cinquanta. Il figlio di un uomo anziano si stava liberando degli oggetti di suo padre che riteneva inutili, comprai questa macchina con grandissimo entusiasmo, è stata la prima di una lunghissima serie. La lettera 22 è presente sulla copertina del mio secondo libro: “Tipografia Editoria e Stampa in Puglia” edito Ad Maiora, mentre in copertina de “L’altro lato del sé” è presente una delle macchine a cui sono più affezionata “Ing. Camillo Olivetti” anno 1938. Sono stata promotrice di una mostra sulle macchine da scrivere Olivetti dove ho esposto la mia collezione legandola ad una tematica attuale: il lavoro, poiché credo che il modello imprenditoriale di Adriano Olivetti sia il migliore in assoluto, specialmente per l’attenzione al personale, attenzione che ho riscontrato nella casa editrice per cui lavoro. Dunque ad ogni macchina da scrivere allegavo un settore, per esempio sulla lettera 32 erano poste delle scarpe a rappresentare il calzaturiero, sulla Valentine di Sottsass grappoli d’uva a simboleggiare l’agricoltura e via discorrendo. Ad ogni modo ci si accorge che la cultura non viene al meglio valorizzata in Italia – a citare una frase twittata oggi da Vittorio Sgarbi “Siamo i camerieri della Germania quando, con un solo quadro degli Uffizi potremmo comprare la città di Colonia”.

Lei ha un passato da giornalista ;cosa pensa dell'editoria giornalistica web?

Io sono ancora legata alla carta stampata, voglio sfogliare e sentire il profumo d’inchiostro impresso sulla carta dei giornali, anche se mi rendo conto che la notizia, con il web, è diventata molto più veloce. Non bisogna attendere l’indomani per essere a conoscenza di ciò che è accaduto, però è anche vero che molti posti di lavoro sono venuti meno: basti pensare che intorno alla notizia ci lavorava - oltre che il giornalista, il tipografo che la imprimeva su carta, la distribuzione fino ai giornalai.

Su facebook vengono censurate le immagini di nudo anche quando si parla e si scrive di arte;giusto secondo lei?

A mio modesto parere l’arte è un pianeta libero che non condiziona nessuno ad ammirarla o comprenderla, ma è anche vero che non è di certo un “luogo” come Facebook il più idoneo per esprimere la propria arte.

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli".Queste sono le parole del grandissimo Umberto Eco:che opinione ha al riguardo?

Ad Umberto Eco non gli si può dare di certo torto. Aggiungere che la libertà di parola diventa spesso un’arma a doppio taglio.

Jessie Gallan, 109 anni: "Il segreto per una vita lunga? Evitare gli uomini e non sposarsi mai"Una donna che dice la verità?

Più che gli uomini bisognerebbe imparare a riconoscere prima quelle che sono le relazioni sbagliate,in un certo senso a fiutare la fregatura. E’ vero che molti caratteri si rivelano con il passare del tempo, specialmente dopo il matrimonio, ma una storia mal sana la riconosci sin da subito. Sono quelle circostanze che inducono una donna a star male e di conseguenza a vivere male. Evitare un uomo sarebbe come aggirare l’ostacolo, la vita è una sola e bisogna viverla con emozioni forti.

Il più famoso insta-riccone dei social network, dopo essersela spassata in Montenegro, arriva in Italia a bordo di una barca. E chiama a raccolta le "bonazze locali" per una settimana di feste e deboscio in mare...Ecco cosa scrive Dan Bilzerian su Instagram: "Tra due giorni mi incontro con il mio amico Bill Perkins per una crociera di una settimana in Costiera Amalfitana su questo yacht...Se sei una ragazza bellissima e vuoi partecipare, scrivigli".Consiglierebbe a queste ragazze di leggersi il suo libro?

Io credo che ogni tipo di donna possa riconoscersi nel mio libro soprattutto per l’analisi introspettiva che ne discerne. La donna sembra un essere complesso, ma in realtà si risolverebbe tutto con una carezza quando lo sguardo è cupo, un abbraccio quando è preoccupata. Che sia una donna dal carattere più introverso o che sia la donna più estroversa di questo mondo, potrà ritrovare in Samira – la protagonista del romanzo – almeno un lato del proprio sé.

In che stato d'animo ha scritto "L'altro lato del sé" ?

L’altro lato del sé nasce con un sms inviato ad una persona, un sms a cui non è mai giunta risposta. Le prime pagine nascono una notte d’inverno, dopo essere tornata dal lavoro. Pensieri sparsi digitati sulla tastiera del mio portatile. Questi pensieri, pian piano cominciavano a dar vita a qualcosa che mi piaceva. Non scrivevo con l’idea di pubblicare un romanzo, scrivevo come sfogo. Diventa un appuntamento fisso ogni sera: io, il mio divano, una bevanda, il mio pc e…le mie domande. Direi che era uno stato di calma apparente, il mio. Di giorno una ragazza serena, felice e soddisfatta e dalle ore 23:00 circa alle 4:00 circa uno spirito inquieto. Questo romanzo mi ha aiutata a metabolizzare diversi eventi e a ricominciare, un po’ come fa il personaggio di Samira, una notte, stesa sulla spiaggia ritorna a veder brillare le stelle.

Ci fanno compagnia certe lettere d'amore ,parole che restano con noi,e non andiamo via,ma nascondiamo del dolore che scivola, lo sentiremo poi, abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia.Può considerare questa la canzone che tutte le donne dovrebbero ascoltare almeno una volta al giorno?

Non faccio parte della classe di donne che ascoltano canzoni di questo taglio. La musica nelle orecchie mi accompagna ogni giorno per lunghi tragitti ma non amo le canzoni che lodano la figura femminile, anche perché le donne non sono certo tutte uguali.

Si è conclusa il mese scorso la 28esima edizione del Salone Internazionale del Libro, l'appuntamento torinese torna nel 2016. Ci sono state ben 341mila presenze registrate, contro le 339mila dello scorso anno, per un incremento di affluenza aumentato dello 0,7%. La 28esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si conclude con un successo di pubblico. Cinque giorni dove la lettura e la cultura hanno fatto da padrone.Lei ha avuto modo di visitarla secondo lei si dovrebbe dare spazio solo alla piccola editoria ?

Ho avuto la fortuna di partecipare come espositore con la casa editrice Admaiora, la quale, ha presentato durante quest’evento una nuova collana giuridica con autori affermati nel settore, dunque, ho assistito a tutti gli eventi che si svolgevano. La cosa interessante è che non si dava spazio solo all’editoria bensì venivano valorizzati gli scrittori. Autori emergenti hanno avuto l’opportunità di presentare le proprie opere e farsi conoscere.

Quale giovane scrittore ha colpito il suo interesse in questi anni?

Senza esitazione citerei Tommy di Bari che ha rapito il cuore di tutti con la tenerezza del romanzo “Sarò vostra figlia se non mi fate mangiare le zucchine”. E’ la storia di un’adozione dove senti emergere da ogni singola parola quello che definiresti, senza ombra di dubbio: amore puro. Consiglio vivamente la lettura.

Premio Strega 2015, la cinquina dei finalisti: Lagioia, Covacich, Ferrante, Genovesi e Santagata.Secondo lei questo prestigioso premio è pilotato dalla grande editoria?

La mia speranza è sempre quella che la cultura sia libera, priva di catene.

Parliamo della nostra Roma. Il sindaco Marino ha posto con forza sempre una sola questione: quella pedonale. Vuole mandare i romani e i turisti a piedi in via dei Fori Imperiali. Questa gli sembra il problema principale.Lei che ha il suo ufficio in centro che idea ha di questa amministrazione ? Come è ridotto il più bel salotto della città?

Vivo a Roma da circa un mese, da quando l’editore ha aperto la quarta sede in Italia in Via del Corso. Quest’area è a traffico limitato però ben servita con la metro A, dunque via del Corso la si può raggiungere facilmente sia uscendo alla fermata Spagna sia Flaminio. Certo, nelle altre zone non è sempre così facile raggiungere a piedi i luoghi d’interesse, anzi. E’ vero che l’automobile non è una soluzione eco sostenibile, ma il transito con soluzioni più “green” come il car sharing non sarebbe male. Spesso questa amministrazione si è concentrata sul problema del transito pedonale, quando Roma necessita di attenzione su problematiche molto più importanti. Disagi che sono sotto i nostri occhi ogni giorno. Ho subito io stessa uno scippo in metropolitana, è un luogo poco sicuro perché popolato da intere bande di lavoro che si dedicano a questo genere di azioni.

"Le chiese di Trani in età Medievale" scritto da lei è un bellissimo viaggio nella sua città.Nella nostra città di quali chiese le piacerebbe scrivere ?

Ho avuto modo di visitare poche chiese medievali a Roma ma, mi auspico, nei prossimi mesi, di poterle visitare tutte con un occhio attento. Mi hanno colpita molto la chiesa di Santa Cecilia in Trastevere e la chiesa di San Giovanni a Porta Latina. Direi che sull’ultima mi piacerebbe approfondirne gli studi storico architettonici.

Parliamo della Procura di Trani per il crac della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie.Lei che opinione ha della politica del suo territorio?

La politica locale è stato un argomento di mio interesse sin da piccola quando militavo in un partito innalzando ad alta voce ideali puliti. Col passare del tempo, un po’ come in tutte le cose, ci si disillude e si comincia a capire che non è tutto davvero pulito come sembra. Trani è stata vittima di scandalo, nell’ultimo periodo, a causa dell’ex amministrazione; le dinamiche non sono ancora del tutto chiare, sebbene, dal canto mio, resto fiduciosa sulla buona fede dell’ex sindaco. La Divina Provvidenza è oggetto di discussioni politiche da ormai tanti anni e non si giunge ad un accordo, a quanto pare “conveniente” per tutti, e di questo mi dispiace. Disillusione è il termine giusto, di fatti, anche alle ultime comunali, la maggior parte dei cittadini hanno votato con spirito meno deciso.

I progetti nel futuro la vedono protagonista nella sceneggiatura di un corto?

Esattamente. L’altro lato del sé diventerà un cortometraggio. La storia da vivo spunto ad una serie di scene che potrebbero trarre interesse di diverse persone. Con Chiara Alivernini, bravissima professionista, stiamo buttando giù qualche idea per la sceneggiatura. Annuncio anche che il personaggio maschile sarà interpretato da un attore famoso, però adesso, per scaramanzia, non aggiungo altro.

Grazie della bella intervista ci ha dedicato.

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