IL CORAGGIO DI CATERINA GUIDA

L’organizzatrice della rassegna “I grandi amatori” al Teatro Due di Roma porta alla ribalta il teatro amatoriale riservando alla donna un ruolo importante anche dal punto di vista imprenditoriale

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In occasione della seconda edizione de “I grandi amatori” in programma al Teatro Due di Vicolo dei Due Macelli a Roma, abbiamo incontrato Caterina Guida la fondatrice di KA.ST ovvero l’organizzazione che ha dato vita alla rassegna mietendo per ogni spettacolo proposto sempre un vasto consenso di pubblico. Caterina, organizzatrice di eventi e consulente per Enti dello Spettacolo, è prima di tutto una donna coraggiosa che rivendica un ruolo femminile anche nel settore imprenditoriale teatrale di solito riservato agli uomini.

Nel 2018 hai fondato l’organizzazione di eventi KA.ST. Ci puoi parlare di questa attività e delle sue iniziative nell’ambito dello spettacolo?

La KA.ST nasce dalla mia passione per lo spettacolo e intrattenimento su tutti i fronti a cominciare da teatro e musica. Inizialmente era nata come idea di affiancare alle compagnie teatrali un ufficio di consulenza e di supporto per tutti gli oneri burocratici. Successivamente poi ho voluto provare ad organizzare un grande evento per sponsorizzare la mia società. Insieme a me ci sono altre persone che collaborano assiduamente alla realizzazione del progetto e principalmente ci occupiamo di eventi teatrali, musicali e qualche piccola produzione esterna. La nostra più grande iniziativa è stata quella di ridare forza e vigore al Teatro Due.

Con Ka.ST hai già prodotto molti spettacoli teatrali. Qual è quello che ti è rimasto più nel cuore?

A dire il vero sono molti gli spettacoli che porto nel cuore, ma se devo proprio scegliere ce ne sono due in particolare: Voci del Silenzio e Note dall’Oceano.

Quali sono gli attori che più senti vicino per l’allestimento degli spettacoli?

Sicuramente la mia collega e amica Virginia Risso con la quale collaboro spesso; Rosanna Savastano un vulcano sempre attivo e la mia amica, collega, regista e attrice Giorgia Filanti, con la quale ho un ottimo feeling…è pazza come me.

Quest’anno hai presentato al Teatro Due la seconda edizione della rassegna I GRANDI AMATORI con un rinnovato successo. Come mai questo nome e come è nata l’iniziativa?

Il nome è nato da una semplice chiacchierata con la persona a cui devo tutto, che ironicamente chiamo il mio “Papà Artistico” Marco Lucchesi il direttore del Teatro. L’iniziativa è nata da una mia idea di organizzare un evento dedicato alle compagnie giovani e soprattutto amatoriali, gli “amatori” veri del teatro, per questo “I GRANDI AMATORI”.

Nella tua rassegna sei riuscita a mettere insieme spettacoli sia amatoriali che fatti da professionisti. Il pregio che spesso fra le due proposte non si riesca a cogliere la differenza è da attribuire al tuo istinto di selezione o a che altro?

Più che istinto di selezione, per me è una sfida con il pubblico. Proporre spettacoli amatoriali e non vedere se il pubblico riesce a capire la differenza. Perché per me non esistono né amatoriali né professionisti, esistono solo persone che amano il teatro, i veri “AMATORI”.

Come è nata la collaborazione con il Teatro Due e cosa significa per te in particolare questo teatro?

In realtà è nata in maniera molto naturale. Nel 2017 ho lavorato al botteghino proprio durante una rassegna, LEI si chiamava, organizzata dalla Società per attori, e li ho conosciuto il mio “papà Artistico”, con il quale ho un bellissimo rapporto. L’anno scorso gli ho proposto questa mia iniziativa che è stata accolta con molto entusiasmo, e da lì è nato tutto. Il Teatro Due per me è casa ormai, grazie a lui ho scoperto la mia vera vocazione, e quindi per me occuperà sempre un posto speciale nel mio cuore.

Assidua anche la tua collaborazione con Teatro al femminile. Quanto sono importanti oggi le donne per il Teatro soprattutto dal punto di vista imprenditoriale?

Le donne nell’ambito teatrale sono state sempre messe un po' da parte; basti pensare che all’inizio i ruoli femminili a teatro erano interpretati da uomini, le famose “Voci bianche”. Quindi direi che le donne sono molto importanti sia per il teatro che dal punto di vista imprenditoriale. Bisogna far cadere i famosi clichè, è importante che tante donne ricoprano ruoli di rilievo.

Quanto coraggio ci vuole a mettere su degli spettacoli senza temere la concorrenza dei grandi teatri dai nomi altisonanti in cartellone?

La concorrenza è tanta quindi se non avessi avuto coraggio non avrei neanche iniziato, soprattutto nella zona in cui ci troviamo, che è abbastanza inflazionata. Ma io non temo la concorrenza perché so che il prodotto che sto offrendo è innovativo e vincente, che può veramente rivoluzionare il mondo del teatro.

Nel tuo curriculum compare una formazione fatta presso l’Accademia del Lusso e tu stessa ti dici appassionata di moda. Secondo te cosa vuole dire seguire una moda e, soprattutto, oggi vale ancora un concetto del lusso oppure è meglio essere più pratici?

Partiamo dal presupposto che io stessa non seguo le mode, ho sempre avuto una mia personale concezione della moda in generale, mi sono sempre distinta proprio per la mia stravaganza. Direi che quindi il concetto di lusso associata alla moda non mi rispecchia, meglio la praticità.

Quanto sono importanti i social nella tua vita e quanto sono necessari per promuovere la tua attività?

Direi che sono discretamente importanti, nonostante io sia una instagram dipendente. Mi piace condividere e fare foto sia di viaggi che del quotidiano, mentre per la mia attività i social sono molto importanti, ormai tutta la promozione e pubblicità viene fatta tramite loro.

Quali sono i tuoi progetti futuri e i prossimi spettacoli che produci assolutamente da non perdere?

Per la prossima stagione stiamo lavorando per la realizzazione di un progetto musicale in collaborazione con un’altra associazione, ma non anticipo ancora nulla se non che ci sarà musica. Spettacoli prodotti nuovi? “Colpi di fulmine” un nuovissimo spettacolo da non perdere assolutamente. 

                                                                Rosario Schibeci

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