I Tre Barba Omaggiano Rossini

Il trio di attori si cimenta nel Barbiere di Siviglia al Teatro Studio 1

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I Tre Barba omaggiano Rossini

Il trio di attori si cimenta nel Barbiere di Siviglia al Teatro Studio 1

Ho sempre pensato che il teatro lirico rappresenti una sorta di manuale di psicologia, come del resto il teatro in genere, ma declinato alla forma più alta di virtù: la grazia. Raramente lo si ricorda, ma molto spesso il libretto è un capolavoro tanto quanto la partitura musicale. È inevitabile, però, che la melodia prenda il sopravvento sulle parole: l’architettura armonica spesso cambia la naturale metrica che si avrebbe se gli stessi testi venissero recitati in prosa. Il primo merito dei tre attori (Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo) è esattamente questo: l’intonazione e la metrica del testo originario vengono recitati nella loro logica naturalezza, svelando l’intrinseca grazia del parlar d’affetti, il bel suono dell’argutezza linguistica. Questo è il motivo per cui la rivisitazione de I Tre Barba non è soltanto un ridanciano esercizio di comicità, ma un’operazione molto più intelligente, vale a dire la trasmissione di una cultura letteraria sottilmente giocata sul filo della sagacia. Le arie più popolari vengono cantate senza base musicale e con ironia interpolate (nel Barbiere attraverso una giustapposizione anche felicemente armonica, e questo è il secondo merito) con brani dei Queen e di Fred Buscaglione. Il terzo merito è il ritmo: intrinseco e relativo ai brani d’opera che prevedono cantate a soggetto e controsoggetto (il Barbiere ne è pieno!), più in generale afferente a un livello di tensione (e attenzione) che non si affievolisce mai. Potrà mai essere questo l’ultimo atto? Un bel dì vedremo… (e valga come suggerimento!)

Cecilia Paolini

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