Emiliano De Martino E I Suoi Mamma Napoli Mood

Emiliano De Martino E I Suoi Mamma Napoli Mood

Che la creatività ha bisogno di condivisione, l’arte senza interlocutore non esiste, la sinergia è fondamentale per chi vuole mettersi in gioco in ogni ambito della vita, non solo nello spettacolo.

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La tua “creatura” Mamma Napoli Mood è ormai lanciatissima da un anno sui palcoscenici di tutta Italia.

Avete ricevuto un bel riscontro emozionale da parte delle città che vi hanno ospitato, da nord a sud, indistintamente.

Te lo aspettavi?

Assolutamente no, o meglio non così ...mi aspettavo di trasmettere un bel messaggio, un punto di vista diverso, ma non mi aspettavo di certo tanto calore e tanto coinvolgimento emotivo e partecipazione attiva durante lo spettacolo sia al nord che al sud ...certo la Sicilia mi ha proprio folgorato però.

Qual è il segreto che rende questo spettacolo così coinvolgente?

Semplicemente la verità, la visceralita’, scavare nelle corde più intime di ognuno di noi in maniera semplice senza la pretesa di voler stupire o cercare il mega effetto scenico. Ed è proprio questa la cosa che stupisce di più."Il pubblico si stupisce di essersi stupito quando è evidente che noi non cercavamo di stupirli".

Parlaci dei tuoi compagni di scena…

Sono contornato da una grande squadra e una giornalista mi ha fatto molto sorridere definendoci "i fantastici quattro".Ognuno di loro è un grande interprete e fa vivere il proprio personaggio con intensità e leggerezza.Marco De Vincentiis voce superlativa, presenza scenica importante, Nico Caruccio l’anima muta (apparentemente) di questo spettacolo.Il suo Pulcinella va oltre la maschera, ma colora di vernice viva ogni quadro che noi rappresentiamo.Valentina Proietto Scipioni è il mio orgoglio, di consolidata esperienza, come cantante approccia a MammaNapoli Mood praticamente obbligata da me nel suo primo ruolo di attrice oltre che voce femminile di questo spettacolo, lei sottolinea senza mai invadere ogni nota, ogni sfumatura di queste quattro anime diverse e parallele, si lascia scoprire dallo spettatore più attento...

Avete proposto questa opera anche ai giovanissimi.Che feedback avete ricevuto da loro?

La difficoltà con i giovanissimi è portarli a vedere uno spettacolo inedito è diverso come questo, ma superato l’ostacolo motorio della venuta a teatro poi ci hanno letteralmente amati.Si ritrovano, si divertono e si rispecchiano in varie fasi e in vari personaggi che gli si propongono e la cosa che più piace ai giovanissimi è il modo, il mood, l’approccio anti convenzionale degli interpreti ai personaggi .

Nello spettacolo presenti anche un brano musicale scritto da te, la tua prima canzone.Come mai ti sei cimentato anche in questa “avventura”?

Beh, ho voluto solo raccontare una storia e per gran parte la mia storia, se non fosse stato per il feeling con Marco e Valentina (le voci e la chitarra di questa canzone) e la capacità di Marco di arrangiare e creare con me questo pezzo probabilmente sarebbe rimasto solo un monologo o una pagina di un futuro libro. Ma ora c’è, esiste e resterà e questo mi emoziona moltissimo si intitola "DUS - quando il sud viene letto al contrario" e la trovate su tutte le piattaforme. Ascoltatela e ditemi cosa ne pensate !

La scelta degli argomenti dei quattro monologhi che compongono l’opera è stata sicuramente frutto di grande studio.Qual è il racconto che di solito colpisce di più il pubblico e perché secondo te?

Sono quattro monologhi, quattro storie totalmente diverse tra loro, si alternano molti personaggi e spesso ne interpreto anche più di uno contemporaneamente, le quattro epoche diverse che caratterizzano queste differenti storie permette allo spettatore evidentemente di ritrovarsi nel tempo e nello stato d’animo che più gli appartiene, sono tutte inedite tranne la prima che è un omaggio a Salvatore Di Giacomo “Lassamm fa a Dio” che mi sono permesso di adattare un po’ quindi non c’è l’aspettativa perché non si sa dove si andrà a parare, come si suol dire, ma fino all’ultima battuta e l’ultima nota tu spettatore non devi aspettarti nulla, ti devi sorprendere anche del fatto che sia finito.

Nello spettacolo sono presenti brani musicali eseguiti dal vivo da due voci, chitarra e percussioni.La selezione musicale è stata fatta con un criterio specifico?

Il criterio è stato registicamente di natura del tutto astratta e non didascalica infatti la dicitura "Mood" nel titolo appartiene principalmente alla parte musicale, poi chiaramente ho trovato un equilibrio anche tra le proposte che mi hanno fatto Valentina e Marco e abbiamo trovato un punto di incontro su tutto anche di ciò che inizialmente era solo nella mia testa interessante...

Attualmente sei impegnato anche sul set cinematografico in Germania.Vuoi raccontarci cosa stai girando?Sul piano cinematografico è stato ed è un anno molto proficuo.

Ho 3 film in uscita che mi vedono tra i protagonisti il primo è stato già presentato ed è “Passpartu’ “ per la regia di Lucio Bastolla e prodotto dalla Conform come anche il prossimo in uscita ad aprile “Magari resto” per la regia di Mario Parruccini, poi ho vissuto una stupenda esperienza lavorativa e ho trovato la mia metà cinematografica. Eh sì, è nata una coppia io e Fabio Massa che, a parte gli scherzi, è un regista straordinario e una persona a cui voglio davvero bene perché molto simile a me.È determinato, abbiamo girato un film a cui tengo moltissimo che si intitola “Mai per sempre” che lo vede sia attore che regista ed insieme a noi un gran bel cast ( Benedetta Valanzano, Yuliya Mayarchuk, Gianni Parisi, Cristina Donadio, Massimiliano Rossi e Gianni Ferreri) lo presenteremo ad aprile ...dove e quando ve lo dirò poco prima.Invece in Germania sto girando una versione cinematografica della storica serie TATORT “Scena del crimine“ in occasione dei 50 anni di storia di questa longeva e seguitissima produzione tedesca, sono onorato di avere un ruolo così importante in un progetto internazionale.L’estero mi mancava.

Lo scorso anno si è parlato molto della rassegna teatrale di cui sei stato direttore artistico nell’ambito dell’estate napoletana.

Si, è stata una bella esperienza da ripetere sicuramente, grazie al comune di Napoli e all’amministrazione per avermi dato questa possibilità.

Che esperienza è stata e perché hai scelto di non esibirti col tuo spettacolo?

Perché sarebbe stato banale e pretenzioso, ho intitolato la rassegna “Mamma Napoli” e volevo dare e proporre altri punti vista, mantenere la linea, ma cambiare il modo e ho scelto 3 spettacoli totalmente diversi l’uno dall’altro.

A settembre sei stato impegnato nel tuo primo festival teatrale TEATRAMM’ al Teatro Marconi di Roma.Come è nata questa idea e che impegno è stato per te?

È nato come sfogo dei miei mille desideri e la tanta voglia di fare e di crescere, è stato davvero un buon inizio e a breve verrà pubblicato il bando per la seconda edizione.Un festival che diventerà itinerante, un festival che accoglie e crea sinergie, i premi sono le possibilità che nascono tra i partecipanti, la giuria e la direzione sia del festival che del teatro.Ringrazio la mia squadra EDM per la realizzazione della prima edizione che, per una mia assenza inaspettata a ridosso della partenza, ha preso in mano tutto e ha mantenuto ogni mia aspettativa ... Grazie ragazzi!

Hai spesso detto che ami creare sinergie nel tuo lavoro.Cosa significa esattamente?

Che la creatività ha bisogno di condivisione, l’arte senza interlocutore non esiste, la sinergia è fondamentale per chi vuole mettersi in gioco in ogni ambito della vita, non solo nello spettacolo.

Sui social sei molto seguito, soprattutto da un pubblico giovane.Riesci a mantenere i contatti coi tuoi fans?

Ci provo, mi impegno, ma non so se riesco a fare davvero quanto vorrei, la vita corre e a volte mi perdo dei pezzi.

E che responsabilità comporta essere così benvoluto in un’epoca in cui i giovanissimi sono spesso fragili e confusi?

La responsabilità è quella di non poter mai scendere sotto quell’asticella.Dover mantenere le aspettative che la stima verso te ti impone..

A proposito di giovani, tu gestisce anche un’Accademia artistica a Roma.

L’insegnamento comporta grande generosità e molta disciplina.

Che insegnante sei?

Si, la Factory Edm e amo questa attività parallela e di scambio con gli allievi.Diciamo che impariamo insieme, noi con i nostri corsi trasmettiamo a loro delle nozioni e loro trasmettono a noi la loro vita e la loro passione .

Sono un po’ severo a volte, ma credo che poi io sappia farmi perdonare perché a loro è chiaro che il mio rigore è un valore che a mia volta mi è stato insegnato ed è una delle cose più importanti.Oggi che siamo nel delirio totale e nell’epoca del "tutto e subito" e dell’ "io sono".

E che progetti hai per i tuoi allievi?

A giugno vedrete ...

Hai spesso interpretato ruoli da “bad boy”, ma nella vita sei un ragazzo amabile e sorridente.Questo contrasto è stimolante per un attore?

Assolutamente si, il ruolo più si distacca dalla vera natura di chi lo interpreta è più richiede impegno e quindi dona una crescita .

Visti tutti i tuoi impegni attuali sei in fase creativa?Sai scrivendo altre cose?

Sto sempre scrivendo o pensando di fare cose nuove.È il mio loop irrefrenabile...

Mario Di Marzio

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