La Ciambella Associazione Culturale. Scrivere Per Combattere La Solitudine

La Ciambella Associazione Culturale. Scrivere Per Combattere La Solitudine

La Ciambella Associazione culturale. Scrivere per combattere la solitudine.

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Stiamo vivendo un periodo drammaticamente nuovo che ci vede rinchiusi in casa per proteggere le nostre vite e quelle dei nostri cari. Una pandemia (chi l’avrebbe mai detto?) ci sta sconvolgendo; i ritmi vengono stravolti portando ad abituarci a una convivenza con una paura, però, necessaria da gestire.

Il contagio unico nel quale speriamo è una comunione di intenti, di ritrovi. Un abbraccio che racchiuda persone che in tutta Italia vivono in maniera corale la medesima situazione.

Molte le iniziative da parte di artisti, attori, iniziative. Nessuno fuori.

Anche, anzi, soprattutto le associazioni culturali emergono in questa zattera della Medusa che cerca di raccogliere quante più anime possibile.


La Ciambella associazione culturale, realtà giovane nata nel novembre del 2018, ha l’intento di essere un centro di aggregazione di idee progettuali su temi individuali e sociali con lo scopo di proteggere il pluralismo di opinioni e lo scambio artistico e culturale, soprattutto in questo momento così globalmente fragile e delicato


Claudio Nicolini, presidente dell’associazione, ha il piacere di rispondere ad alcune domande.


Cosa vi ha smosso a creare proprio un’associazione culturale? Da quale mancanza è nata questa esigenza?


Beh, mancanza non direi. Esigenza di arricchirsi insieme, intanto, come deve essere nell'intento della forma associativa che si dà ad un'organizzazione di persone, ma anche di provare a raccontare, ognuno secondo la propria opinione e vocazione artistica, quello che ci succede intorno, senza veli (ormai i muri piano piano gli stiamo abbattendo tutti per fortuna) e con piena libertà di espressione


Il cerchio è il simbolo perfetto della totalità e la sua forma esprime pienezza e armonia. La ciambella ha lo stesso intento?


Si, l'idea della ciambella evoca rassicurazione, protezione, dolcezza e anche le cose che dice lei, pienezza e armonia anche se, nel tempo complesso che viviamo, arrivare a sentirsi sicuri è la risultante di un processo di comprensione non facile e per comprendere dobbiamo ascoltare tutti quelli che ci sono intorno, amici, esperti, gente comune, politici, familiari, giornalisti. Dobbiamo girare intorno al cerchio, non fermarci in una posizione. Rispetto agli eventi drammatici di questi giorni ciò significa lavorare “sulla terza p”. Non possiamo smettere di avere Paura, non dobbiamo smettere di provare Pietà, ma dobbiamo testardamente credere alla Possibilità di ripartire, avendo consapevolezza di quello che sta avvenendo.


Tutto intorno a noi sta modificando e, a risentirne, non sono soltanto gli stili di vita; bensì anche la sfera psicologica. Prima di questa “bufera” avevate definito un bando di drammaturgia aperto a tutti. Il tema è SOLITUDINE 2.0



E pensare che il tutto era nato dall'esigenza di approfondire il tema dell'Hikikomori, un fenomeno di disagio esistenziale di ritiro sociale tipico degli adoloscenti, nato in Giappone e che si sta sviluppando in Europa e in Italia e che si va sempre più allargando a fasce di età adulta. Ho l'impressione comunque che domani saremo obbligati a guardare gli eventi, tutti gli eventi, quelli individuali e sociali fermando il tempo a “prima del Covid” e “dopo il Covid”.

Avere deciso di dedicare la prima edizione del Concorso di drammaturgia “Il canotto parlante” alla solitudine nasce comunque dall'esigenza di mettere gli autori in condizione di spaziare su confini aperti, cercando di guardare ad una fenomenologia, quella dell'essere soli, che nasce da tante cause, che ha in sé tante ragioni, che produce tanti variegati effetti e tutto questo, dal punto di vista dello scrivere drammaturgico, può portare a scelte artistiche molto ampie.


Ce ne può parlare?

Come si svolgerà? Quali le modalità e le scadenze?


E' un concorso aperto a tutti, senza limiti di età e nazionalità. Abbiamo una sezione riservata ai “Monologhi” della durata massima di 10 minuti e con un massimo di 1 personaggio e una sezione dedicata ai “Testi teatrali”della durata massima di 1 ora e con un massimo di 5 personaggi. I cinque testi finalisti per ciascuna sezione saranno rappresentati nell'ambito della prima edizione del festival “Il canotto parlante” che si terrà al “Teatro due” di Roma nella settimana dal 10 al 15 novembre.


Per partecipare al concorso bisogna far pervenire gli elaborati, entro il 31 maggio 2020, attraverso il sitowww.laciambella.it o all’indirizzo email dell'associazione associazioneciambella@gmail.com .


La partecipazione al concorso, lo dico subito per chiarezza, prevede il versamento di una quota di iscrizione pari a 50 euro; una quota che serve a far ripartire il settore del teatro, in questo momento di estrema difficoltà, perchè la utilizzeremo per coprire i rimborsi delle spese di trasporto, vitto, alloggio e allestimento degli spettacoli delle compagnie che parteciperanno al festival teatrale di novembre. Siamo un'associazione culturale che, al momento, non gode di alcuna forma di finanziamento esterno.


Ci sarà una giuria? Se sì da quanti elementi sarà composta?


Si, nei prossimi giorni, tramite il nostro sito e la nostra pagina facebook comunicheremo la nostra Giuria che sarà di 5 componenti. Non voglio anticipare nulla, ma posso assicurare che sarà una Giuria veramente autorevole, con personalità importanti provenienti dal mondo del teatro, del cinema e della televisione


Oggi la solitudine è la più ovvia delle conseguenze all’isolamento a cui siamo costretti. Dove consiglia rifugio, conforto? E come prevenirla?


E' la domanda più impegnativa. Io credo che il conforto possa venire da tutto quello che ci può mantenere la mente viva. In fondo dobbiamo continuare a fare da casa quello che facevamo due settimane fa fuori. Lavorare a progetti di vita e di lavoro, facendo scaturire la creatività da quella noia, dolore, ansia che forse non abbiamo mai provato così; c'è un nemico che non vediamo e che dicono che si sta avvicinando e noi, per vincere una guerra, lo sconfiggiamo pensando a domani con un'arma in più..il tempo che possiamo, e direi dobbiamo, sfruttare oggi per crescere come persone.



Quali le scorse e prossime iniziative di cui si occuperà l’Associazione?


Siamo giovani come Associazione. Per adesso oltre al concorso di drammaturgia e il festival teatrale che in tempi come questi portiamo avanti con mille difficoltà, abbiamo in corso un'iniziativa sui segni zodiacali che abbiamo presentato lo scorso primo marzo al “Clivo bistrot” un locale nel quartiere Monteverde di Roma.

Dodici domeniche pomeriggio tra il 2020 e il 2021, una sorta di “tè astrologico”, non per parlare di oroscopi, ma di quel rapporto stretto esistente tra cosmo e uomo; studiamo le posizioni dei pianeti come rappresentazione simbolica del nostro mondo interiore, per conoscerci e migliorarci, è questa l'idea-obiettivo che c'è dietro la rassegna dei seminari dedicati ai dodici segni zodiacali dal titolo “Segni particolari”.

Ad aiutarci in questo percorso, l'astrologa umanista Gaia Rosini del famoso blogger “Astri e disastri”



Come risponde, secondo Lei, la cultura a questa Italia?

In questo momento? In questo momento mi sembra bene; musei importanti che mettono a disposizione guide virtuali per essere visitati da casa, case editrici che impegnano i propri autori a leggere in video estratti di libri famosi, musicisti che si esibiscono on-line, spettacoli teatrali che possono essere visti in streaming. Il massimo che si può fare in questo momento. Forse la cultura ha capito che esistono nuove modalità per “fare cultura” e sarà un insegnamento importante per quando torneremo a fare “cultura” nel modo tradizionale.


Quale il motto da lasciare?


Seminiamo la diversità per raccogliere la crescita di un'identità

Maria Francesca Stancapiano 

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