The Boys - La Nuova Serie Di Amazon Prime Che Stigmatizza I Supereroi - Articolo Di Flaminio Boni

The Boys - La Nuova Serie Di Amazon Prime Che Stigmatizza I Supereroi - Articolo Di Flaminio Boni

Su Amazon Prime è diventata in breve tempo popolarissima la serie The Boys, un racconto irriverente. politicamente scorretto e a tinte forti in cui gli eroi non sono realmente tali e i “buoni” sono dei giustizieri senza mezze misure.

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Su Amazon Prime è diventata in breve tempo popolarissima la serie The Boys, un racconto irriverente, politicamente scorretto e a tinte forti in cui gli eroi non sono realmente tali e i “buoni” sono dei giustizieri senza mezze misure. 

Opera del famosissimo e prolifico sceneggiatore e fumettista nordirlandese Garth Ennis, classe 1970, che alle storie di supereroi preferisce quelle di guerra, horror o poliziesche, The Boys nasce dalla sua avversione alle classiche storie di supereroi, tutti buoni, bravi e belli e così legati al proprio Paese (la grande America!) e devoti alla sua difesa, come fumetto anticonvenzionale che sfida il buonismo con uno sguardo lucido, cinico, violento, contemporaneo e audacemente scorretto.

In opposizione agli eroi Marvel (Spider-Man, Capitan America, gli Avengers) e DC Comics (Batman, Superman, Wonder Woman), Garth Ennis crea personaggi che li richiamano, ma vi si contrappongono per falsità, violenza, brama di potere, cupidiga, ambizione e perversioni sessuali.

I supereroi di The Boys sono caricature o estremizzazioni di personaggi ben noti, in genere della DC Comics: Patriota è un misto tra Superman e Capitan America; Queen Maeve ricalca Wonder Woman; Abisso è Aquaman; Black Noir sarebbe Batman; A-Train, invece, Flash; Translucent, L’uomo invisibile.

Insieme a Starlight, l’ultima arrivata, costituiscono i Sette, un gruppo di supereroi al soldo della Vaught, un’azienda multimiliardaria e indipendente che vorrebbe che i supereroi entrassero nell’esercito, sia per ottenere enormi finanziamenti dal Governo, sia per poterlo controllare.

I Sette sono delle vere star: le loro “buone azioni” sono spesso situazioni limite e di pericolo create ad hoc per poter intervenire come salvatori della patria e nascondono sempre il fine di attirare l’attenzione su di sé come personaggi mediatici (tra selfie, interviste e dichiarazioni d’effetto alla stampa) e sulla Vaught, che li controlla e li gestisce con il solo scopo di poter accedere alla più che redditizia industria della guerra.

I supereroi osannati dai media e dalla gente, sono in realtà personaggi orribili, insicuri, immorali, dediti ai peggiori vizi, e molto spesso nelle loro “battaglie al crimine” fanno vittime collaterali innocenti rimanendo impuniti.

E’ compito della squadra dei The Boys interrompere la loro ascesa e svelare al mondo la loro vera natura e le loro reali intenzioni.

Riuniti intorno a Billy Butcher, il capo, che ha motivi strettamente personali per ingaggiare questa battaglia contro i Super, ci sono Marvin/Latte Materno, lo stratega del gruppo; Franchie, un genio esperto in armi ed elettronica, ben disposto verso tutti, ma inarrestabile se minacciato; Kimiko/La Femmina della specie, una Super Terrorista che non parla, e l'ultimo arrivato, Hughie, unitosi al gruppo per uno scopo personale.

Insieme The Boys cercheranno di fronteggiare i Super scoprendo i loro segreti, tentando di sventare i loro piani pronti a eliminarli senza pietà.

Altri personaggi arricchiscono la storia ad ogni puntata.

La serie The Boys è piuttosto fedele al fumetto originale anche se presenta importanti differenze: prima fra tutte nel fumetto i Boys lavorano per la Cia e hanno anch’essi dei superpoteri. Nella serie, invece, sono un gruppo indipendente che cerca il sostegno della CIA e solo uno è un Super.

Per questo risultano parecchio in difficoltà contro i Sette e non disponendo di super poteri devono ricorrere all’ingegno e a tanta improvvisazione.

Altri elementi differenziano il fumetto dalla serie, ma di fondo ne vengono mantenuti gli elementi principali e caratterizzanti.

Le storie di Garth Ennis sono sempre molto violente, ma la violenza è spesso in un contesto surreale e ironico; non manca la satira come non mancano momenti splatter; vengono messe in risalto le manie sessuali dei protagonisti, il loro far uso di droghe, le loro perversioni e dipendenze di vario tipo, anche psicologiche.

Il tutto in un contesto politicamente scorretto finalizzato a denunciare il buonismo e patriottismo americani mettendo in luce molti altri aspetti della società americana contemporanea (e non solo direi) come la sofisticazione delle notizie, gli interessi economici e politici delle multinazionali, l’uso della religione a fini propagandistici, l’influenza dei social e il loro potere nel creare e manipolare l’opinione pubblica.

La sceneggiatura della serie The Boys, che pecca comunque di una certa visionarietà tutta americana e avrebbe potuto osare di più in nome della stessa liberalità americana, riesce a creare dei personaggi complessi, mettendone in risalto aspetti psicologici che sono individuali e si realizzano anche nell’interazione.

Ogni personaggio ha un risvolto “più profondo” e nasconde debolezze intime: alcuni tirano fuori una crudeltà di cui non si credevano capaci, altri nascondono una sensibilità ferita.

Centrale è il rapporto tra Hughie e Annie/Starlight, entrambi gli ultimi arrivati delle due fazioni che hanno percorsi personali che li porteranno a rivedere radicalmente le proprie posizioni e a comportarsi come mai avrebbero pensato.

Interessante anche il rapporto tra Franchie e Kimiko, la super terrorista, che sonda un amore che va oltre la parola e la fisicità, fatto di intesa mentale e di accoglienza dell’altro.

Tutti i protagonisti, comunque, riservano sfumature interessanti e più intime che vanno a volte ad attenuare la provocazione smorzando i toni più estremi del fumetto.

A prescindere dalle differenze tra strisce e serie, The Boys combatte e abbatte molti stereoptipi, creandone a sua volta di nuovi, mai positivi (in The Boys non esistono eroi, ma ogni personaggio dovrà scendere a compromessi con i propri valori e macchiarsi di qualche orrenda colpa), ma accattivanti pur nella loro violenza.

The Boys mette in guardia da quelli che potremmo considerare eroi ammonendoci su un concetto fondamentale: ognuno salvi se stesso.


Flaminio Boni 

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